18 marzo 2010

L’Università ai tempi della crisi - parte seconda

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di Irene Leonardis e Francesco Giordano


Dopo l’intervista al Prof. Francioni, ecco a voi l’intervista alla Prof.ssa Giuliotto riguardo le nuove lauree specialistiche in lingua inglese.

Inchiostro: Abbiamo ascoltato alcuni studenti del nuovo corso Molecular Biology and Genetics. Ne è emersa un’opionione molto positiva. Dal Suo punto di vista le aspettative (ad esempio rispetto al numero degli iscritti) sono state soddisfatte?
Complessivamente i risultati sono stati molto soddisfacenti.
Il numero di iscrizioni è stato superiore all’atteso. Per il primo anno ci aspettavamo un numero relativamente basso di iscrizioni, in considerazione del fatto che la laurea Molecular Biology and Genetics è stata approvata dal Ministero e quindi pubblicizzata molto in ritardo. Invece le iscrizioni di studenti, anche stranieri o provenienti da altre Università italiane, ha superato le più ottimistiche aspettative.
Anche la qualità degli studenti è stata superiore alle aspettative. Infatti la maggior parte degli studenti ha seguito le lezioni e partecipato alle altre attività didattiche (laboratori, journal club) con molto interesse. L’insegnamento è stato gratificante  per i docenti finora coinvolti. Gli esami sono finora stati sostenuti da un buon numero di studenti e con esiti mediamente molto positivi.

Secondo gli studenti, grazie a questo corso incontreranno minori difficoltà qualora dovessero lavorare all’estero e concretamente saranno facilitati nella redazione di articoli per un pubblico internazionale. A vostro avviso, questa novità comporta ulteriori vantaggi per gli studenti?
Saranno facilitati nella lora futura attività di ricerca in qualunque paese si svolga, anche in Italia. Infatti la ricerca di qualità è internazionale e la lingua della ricerca di qualità è l’inglese.  Il ricercatore, in qualunque paese lavori, deve leggere e scivere articoli scientifici in lingua inglese, scrivere progetti di ricerca (anche per enti finanziatori italiani) in lingua inglese, partecipare a congressi internazionali e comunicare quotidianamente via e-mail o telefonicamente con colleghi di diversi paesi.

Gli intervistati hanno consigliato di accertare la conoscenza della lingua con un test preliminare (in aggiunta all’esame di inglese sostenuto nel triennio, che è considerato insufficiente). Infatti, sebbene le lezioni siano di immediata comprensione, gli esami (scritti e orali) sono sostenuti in lingua. In questo senso un test aiuterebbe i neo iscritti a valutare le eventuali lacune pregresse. Cosa pensa di questa proposta?
Alla prova dei fatti, gli studenti non hanno avuto difficoltà a seguire le lezioni nè a sostenere gli esami in lingua inglese. Non penso che sia necessario introdurre un test sulla conoscenza della lingua inglese. Le eventuali difficoltà iniziali di alcuni studenti sono state superate nel corso del primo semestre seguendo le lezioni e partecipando alle discussione con i docenti.

Avete in mente di ampliare questo esperimento anche al corso triennale o ad altri percorsi di specialistica?
No.

L’Università ai tempi della crisi

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di Marta Mangiarotti


Pareva quasi non ci toccasse di persona la crisi economica tanto discussa negli ultimi anni.

E invece sempre più concreti sono gli effetti sulla nostra vita, Università inclusa.

Pavia è in una situazione particolare: rischia di non essere più nella rosa degli Atenei “virtuosi” (n.d.r. quelle che spendono meno del 90% del fondo di finanziamento) e conseguentemente di ottenere ancora meno finanziamenti.

Già i tagli hanno influito sulla vita degli studenti, anche nel dettaglio: da questi dipende l’aumento delle tasse universitarie e delle more.

L’Ateneo si distingue, però, per una didattica e un’offerta formativa d’eccellenza, con corsi nuovi e sperimentali, sebbene sorga spontaneo chiedersi come sia possibile che, in un momento così delicato che vede la fine di corsi di laurea importanti e storici per Pavia, sorgano corsi nuovi e modifiche di sorta all’offerta formativa.

Un caso che salta agli occhi è la sperimentazione dei corsi di inglese (a Medicina e Economia).

Fonte di orgoglio per un Ateneo che guarda all’Europa, ma sicuramente anche di perplessità sul loro funzionamento.

Per fare il punto della situazione in Università sui tagli e sui corsi, Inchiostro ha chiesto al Professor Francioni, Prorettore alla didattica e all’offerta formativa. (continua…)

16 marzo 2010

Fatti di legge a Locri

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di Marianna Siani

libro

Mercoledì 17 marzo 2010, alle ore 21.15 incontro con Francesco Cascini, autore di “Storia di un giudice. Nel Far West della ‘ndrangheta”
Einaudi 2010. Interverranno Ernesto Bettinelli e Anna Modena (Università degli studi di Pavia).

“… Ero arrivato da poco e già avevo chiesto, in pubblica udienza, l’assoluzione di buona parte dei capi più importanti della ‘ndrangheta. Non avrei mai creduto di trovarmi in una situazione simile. Ero io a motivare, a discutere, a chiedere che venissero assolti coloro che tutti conoscevano, quelli di cui tutti avevano paura.
… Ettore interruppe la mia giaculatoria. – Non è tanto quello che hai fatto che conta. Ma quel che gli altri pensano di te. Sanno che sei uno che non può essere condizionato, che vai avanti, che fai il tuo lavoro. Anche se non facessi più niente, se non scoprissi più nulla, la tua sola presenza costituirebbe un argine, una garanzia di contenimento.
Non risposi. Forse aveva ragione.”

Nel 1990 cade Rosario Livatino, “giudice ragazzino” impegnato in prima linea nella lotta alla mafia. Due anni dopo Nando dalla Chiesa gli dedica uno dei suoi libri intitolandolo proprio con l’espressione controversa con cui il Presidente Cossiga definì i giudici di prima nomina mandati nelle sedi più difficili. La sua storia diventa anche un film, nel 1994.
In quel periodo Francesco Cascini sta concludendo gli studi di Giurisprudenza a Napoli. Entra in magistratura nel 1995, con una scelta fra tre destinazioni: Nicosia, Gela e Locri. La scelta, Locri, è “obbligata” per un legame di affetto familiare. Quel che succede dopo, nel mondo degli “uomini valorosi” (la ‘ndrangheta), lo racconta con avvincente semplicità nel suo primo libro. Fa così capire che il giudice ragazzino è dovuto crescere per forza, con l’eroismo senza retorica della paziente fatica quotidiana.
Al Collegio Nuovo un nuovo appuntamento di testimonianza civile: interverranno con Francesco Cascini due docenti dell’Università di Pavia - Anna Modena, sempre attenta ai nuovi autori italiani e il giurista Ernesto Bettinelli.

15 marzo 2010

Segnali d’allarme: una nuova rassegna culturale

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di Marianna Siani

La Biblioteca Civica Carlo Bonetta, assieme all’associazione An.GE.LI.CO., composta dai genitori degli alunni del Liceo Scientifico Copernico e da alcuni anni attiva nella creazione di occasioni di incontro rivolte agli adulti e agli studenti, organizza con il patrocinio dell’Assessorato alle Biblioteche Civiche del Comune di Pavia, una rassegna culturale di nuova concezione dal titolo “Segnali d’allarme”: tre incontri compresi tra febbraio e maggio di quest’anno dedicati al tema del disagio giovanile e dedicati a un pubblico di studenti, genitori ed insegnanti per approfondire alcuni importanti aspetti dell’esperienza quotidiana degli adolescenti nei loro lati di maggior impatto sulle esperienze individuali e collettive, allo scopo di evidenziare i pericoli che la vita sociale presenta e quali siano i possibili rimedi. Il secondo appuntamento di “Segnali d’allarme: una nuova rassegna culturale” è fissato per martedì 16 marzo alle ore 21 al Copernico e vedrà nelle vesti di relatore il tutor della Casa del Giovane Vincenzo Andraous per un dialogo sul tema “Vittime e carnefici, tutti intorno stanno gli indifferenti: pariamo di bullismo”. L’ospite della serata, che svolge la sua attività didattica usufruendo del regime di semilibertà carceraria, è autore di importanti saggi ed articoli sui temi della devianza e del carcere e in questa occasione approfondirà in particolare una vicenda drammatica per i giovani di oggi come il bullismo e la violenza ai danni dei più deboli.

14 marzo 2010

Alla scoperta del cervello e del suo funzionamento

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di Marianna Siani

cervello

Con una lectio e una tavola rotonda dedicate agli “Stati di Coscienza” la Fondazione IRCCS “C. Mondino” di Pavia e l’Università di Pavia partecipano, il 15 marzo, alla Brain Awareness week, la settimana che dal 15 al 21 marzo 2010  proporrà in tutto il mondo occasioni di approfondimento e discussione  sui temi della ricerca sul cervello. Inoltre, per tutta la settimana l’Ospedale Mondino aprirà le porte alla cittadinanza con visite guidate. Le visite, dalle ore 14 alle ore 16, permetteranno di ricevere informazioni su Cefalee, malattie del sonno ed epilessia (15 marzo), Riabilitazione neurologica (16 marzo), Sclerosi multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica e malattia di Alzheimer (17 marzo), Neuropsichiatria infantile e malattia di Parkinson (18 marzo), Ictus e neurologia d’urgenza (19 marzo).
Ogni anno, nel mese di marzo, la settimana del Cervello, che è coordinata dalla International Brain Research Organization e promossa nel nostro Paese dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) e dalla Società Italiana di Neuroscienze (SINS), permette di presentare al vasto pubblico i risultati più interessanti della ricerca scientifica. I medici e ricercatori del Mondino di Pavia, insieme ai fisiologi e agli psicologi dell’Università di Pavia, forniranno strumenti aggiornatissimi per conoscere meglio il nostro cervello e il suo funzionamento, dalle basi neurofisiologiche della coscienza agli stati di veglia e di sonno.
L’appuntamento del 15 marzo alle ore 15, presso l’aula Berlucchi dell’IRCCS Mondino (via Mondino,2) riguarderà gli “Stati di coscienza”.
“ Un’occasione importante – dichiara il direttore scientifico del Mondino, prof. Giuseppe Nappi – per far conoscere anche al grande pubblico le strutture, gli ambiti di attività e ricerca  e le grandi potenzialità del nostro ospedale, che opera in stretta collaborazione con l’Università di Pavia. L’apertura del nostro Brain Connectivity center già coinvolge i fisiologi, e presto anche gli psicologi potranno offrire il loro fondamentale contributo allo studio e alla comprensione del cervello, per una cura sempre più efficace dei pazienti”.
Sarà il prof. Egidio D’Angelo, del Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Pavia,  a intervenire sul tema “Le basi neurofisiologiche della coscienza”, uno dei problemi più formidabili delle Neuroscienze. “Le difficoltà per lo studio neurofisiologico della coscienza – anticipa il prof. D’Angelo - iniziano con la definizione stessa di coscienza: una scienza quantitativa deve misurarla, per poterla studiare. Ma anche nel migliore dei casi, possiamo valutare lo stato di coscienza, cioè un suo attributo. La coscienza si manifesta con una percezione vivida, continua e istantanea, globale e coerente del vissuto dell’individuo, e presenta caratteristiche soggettive che ne complicano ulteriormente l’analisi.”
Su questi temi si svolgerà anche la tavola rotonda - moderata da Egidio D’Angelo e Arrigo Moglia - alla quale parteciperanno Srefano Bastianello, Roberto Imberti, Lorenzo Magrassi, Raffaele Manni e Tomaso Vecchi.
Un’occasione multidisciplinare, che metterà a confronto aspetti medici, biologici, fisiologici, legislativi e psicologici. In particolare, per una migliore consapevolezza del nostro cervello e del suo funzionamento, il dialogo tra medicina e psicologia può dare un contributo essenziale, come sottolinea il prof. Tomaso Vecchi del Dipartimento di Psicologia dell’Ateneo pavese: “La coscienza, o consapevolezza, è solitamente associata in ambito psicologico ai fenomeni attentivi. Vi sono diversi effetti che mettono in luce la capacità umana di prestare attenzione, o viceversa l’incapacità patologica o strutturale di orientare correttamente la (continua…)

11 marzo 2010

“L’Europa degli anni che abbiamo davanti”: lectio magistralis di Laura Balbo.

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di Marianna Siani


Con una lectio magistralis di Laura Balbo, dal titolo “L’Europa degli anni che abbiamo davanti” si inaugura venerdì 12 marzo alle ore 9,  nell’Aula Grande di Scienze Politiche, il Master di I livello in “Immigrazione, genere, modelli familiari e strategie di integrazione”, coordinato da Anna Rita Calabrò. Un programma formativo giunto alla seconda edizione e dedicato al ruolo delle donne immigrate nel processo di integrazione sociale e culturale. Il Master è rivolto a quanti lavorano o intendono lavorare in strutture pubbliche e private con il compito di disegnare, gestire e monitorare, servizi e misure volte a facilitare l’integrazione dei migranti e delle loro famiglie, con particolare attenzione al ruolo delle donne. L’idea del master nasce infatti dalla considerazione che troppo spesso la progettazione e la gestione degli interventi a favore dell’integrazione degli immigranti non tiene conto delle differenze di genere e della complessità che definisce l’universo dell’immigrazione, sottovalutando l’urgenza di offrire risposte adeguate alle domande che vi provengono.
Ecco il programma della cerimonia di apertura:
venerdì 12 marzo, ore 9-12 30,  Aula Grande della Facoltà di Scienze Politiche.

ore 9,00
Introduce Anna Rita Calabrò, Coordinatrice del Master.

Saluti:
Fabio Rugge, Preside Facoltà di Scienze Politiche
Annita Daglia, Assessore ai Servizi Sociali della Provincia di Pavia
Ferdinando Buffoni, Prefetto di Pavia
Anna Bertolini, Caritas di Pavia

Ore 10,00
Lectio Magistralis della prof.ssa Laura Balbo
“L’Europa degli anni che abbiamo davanti”.

ore 11,30
Presentazione dei contenuti dei moduli del Master da parte dei coordinatori.

Aspetti demografici, economici e sociali delle migrazioni
Prof.ssa Maria Antonietta Confalonieri
La politica dei paesi di emigrazione
Prof.ssa Simonetta Casci
Linguistica
Prof.ssa Marina Chini
Migrazioni e diritto
Prof. Giovanni Cordini
Discipline sanitarie
Prof.ssa Antonietta Marchi
Psicologia dello sviluppo e dell’educazione
Prof.ssa Maria Assunta Zanetti

10 marzo 2010

Mind the bridge: avviare i giovani all’imprenditorialità

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di Marianna Siani

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Giovedì 11 marzo 2010, ore 16, nell’aula 5 del Polo Didattico di via Ferrata, verrà presentato il progetto “An introduction to Global Entrepreneurship. From startup companies to fund raising”, un progetto, finanziato dalla Fondazione Cariplo sul bando capitale umano di eccellenza, vede  la collaborazione delle Università di Pavia, Varese (capofila) e del Politecnico di Milano. Obiettivo del progetto, sostenuto dalla Fondazione “Mind the bridge” è quello di avviare giovani (studenti e dottorandi) alla imprenditorialità, stimolando potenziali spin off da portare in Silicon Valley. L’idea è quella di proporre un boot camp, da cui sviluppare concretamente il progetto d’impresa e la rete di clienti.
Interverranno all’incontro Gianni Danese, Università degli studi di Pavia, Alberto Onetti, Direttore CrESIT dell’ Università degli Studi dell’Insubria  e Chairman di Mind the Bridge Foundation e, in video, Marco Marinucci, Executive Director di Mind the Bridge Foundation.

4 marzo 2010

Poter capire, voler spiegare Walter Tobagi.

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di Marianna Siani


Venerdì 5 marzo 2010, alle ore 21 “Poter capire, voler spiegare Walter Tobagi”.
Incontro con Benedetta Tobagi autrice di “Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre”
Einaudi 2009. Presentazione di Arturo Colombo (Università degli Studi di Pavia).
“Omero immortala con sorprendente finezza psicologica un interno famigliare: Ettore, l’eroe dei Troiani, già chiuso nell’armatura scintillante […] si china verso il figlioletto Astianatte, che non riesce a riconoscerlo, così bardato e scoppia a piangere. Il padre capisce e toglie l’elmo. Imbarcarmi in una duplice ricerca intorno alla persona pubblica e privata di mio padre è stato per me il modo di sfilargli l’elmo impostogli dalla retorica postuma. Non era semplice: anche fra le pareti domestiche c’erano miti da sfatare. ”
Un libro tenero e terribile, che si sforza di rispondere anche ai giovani d’oggi qualcosa di diverso da “Tu non puoi capire cos’erano gli anni Settanta”. Un libro che nasce dalla ricerca nel mondo degli archivi, e non solo quelli privati di una delle firme più prestigiose del “Corriere della Sera”, quella di Walter Tobagi, ucciso a 33 anni, il 28 maggio 1980 su un marciapiede di Milano. L’età di oggi di Benedetta, sua figlia, che senza mitizzare, cerca di “poter capire, voler spiegare”, secondo la felice formula con cui suo padre riassume il primo compito di un giornalista. Un modo, anche questo, di “fare storia”. Una storia, che anche nei progetti di Benedetta, laureata in Filosofia e con all’attivo studi storici, collaborazioni editoriali e didattiche, dovrebbe arricchirsi pure degli archivi dei giornalisti. Almeno di quelli metodici, perché Walter Tobagi lavorava con “metodo”. E forse proprio per questo, sottolineò Sciascia, cadde un giornalista, allora Presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti. A condurre l’incontro Arturo Colombo, Professore Emerito dell’Università di Pavia (Facoltà di Scienze Politiche) e collaboratore del “Corriere della Sera”.

26 febbraio 2010

Il tirapugni del bullo

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di Vincenzo Andraous


Un fermo di routine della Polizia di Stato ha consentito il ritrovamento di un tirapugni sull’auto di un ragazzo da poco diventato diciottenne, un tirapugni per incontrarsi dietro l’angolo. Forse non è il caso di farne un dramma, di esagerare con le parole, di mischiare quel che è successo con ciò che non è possibile prevedere, ma la mia esperienza, unita a quella di tanti altri ragazzi che faticando, lavorando, impegnandosi, ritornano a vivere nella Comunità Casa del Giovane, mi spingono a pensarla diversamente, a tenere ben presente il rischio che possa accadere l’irreparabile, ciò che nessun padre e nessuna madre vorrebbero succedesse al proprio figlio, ciò che un adolescente non riesce neppure a immaginare, la vita da perdere di qualcuno, la propria esistenza gettata in pasto a una cella lontana dalla propria famiglia.
Troppe sono le storie anonime che mi rammentano come nasce una tragedia, un dolore insopportabile, accade sempre così, con una sciocchezza autorizzata a passare inosservata, poi è troppo tardi per tentare di rimettere insieme i cocci. (continua…)

24 febbraio 2010

Quarto incontro di 3/4

Archiviato in: Riflessioni — Tag:, — Marianna @ 10:03 am

di Marianna Siani


Giovedì 25 febbraio prosegue con il quarto incontro la fortunata rassegna di 3/4.
Gli autori sono invitati in uno spazio non convenzionale, quello del Caffè dell’Università di Pavia, ad un orario insolito, le 18. Lì si presenteranno con la loro opera allo sguardo “di traverso” di cinque giovani lettrici, che dialogano sul libro e sulla scrittura, su tutto ciò che l’osservazione di quelle pagine e l’incontro con l’autore hanno suggerito loro.
Gli ospiti di giovedì saranno Emmanuela Carbè che incontra Giorgio Falco autore del libro “L’ubicazione del bene”. Nell’anonimato di vite qualunque, Giorgio Falco coglie la zona grigia che unisce il fallimento e la grazia. In un libro dal tono sommesso e lancinante, che restituisce alle cose minime il compito di raccontare la grandezza e l’imperscrutabilità dell’esistenza.
Lo spazio non convenzionale, il caffé dell’Università, la musica dal vivo, che vede sempre giovani musicisti dell’istituto Vittadini come protagonisti, l’aperitivo finale contribuiscono ad offrire una proposta appassionante e nuova.

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