MISTERO BUFFOn

di Simone Lo Giudice

Una linea sottile separa il sacro dal profano. Allo Juventus Stadium è stata valicata quando Andrea Bertolacci ha strappato il pallone dai piedi di Gigi Buffon. Un giullare qualunque ha beffato un Cristo popolare. E sul più bello Conte ha impattato su Cosmi, socchiudendo la porta ad Allegri. In fondo qualcosa doveva cambiare perchè tutto restasse come era prima.

 

Un canovaccio che manco un Dario Fo si sarebbe aspettato di dover recitare. La terzultima della classe (alias Lecce) ha interrotto la striscia di otto vittorie consecutive della capolista (al campionato Juve). Il goal di Marchisio ha fulminato la concorrenza, ma non ha portato con sè la solita pioggia di goal amici. Perchè dopo il vantaggio la Juve si è fermata: forse accusando il braccetto corto del tennista, probabilmente avvertendo un po’ di stanchezza. E’ sintomatico che questa Juve spesso spazzi via le Grandi e a volte impatti sulle Piccole. Prendete la classifica tra le mani. Conte ha battuto in casa sua le prime sette squadre in classifica (Milan, Napoli, Udinese, Lazio, Inter, Roma, Parma), ma dall’ottava in poi si infittiscono i pareggi (Bologna, Chievo, Siena, Cagliari, Genoa, Lecce). E’ la prova che la Juve soffre delle patologie tipiche di una grande squadra: che sa cibarsi di motivazioni forti quando deve, ma che può anche sentirsi sazia di fronte a menù meno appetitosi. Conte non chiude la porta in faccia ad Allegri, semplicemente la socchiude. Il passo falso contro il Lecce va tradotto come un rinvio alla sentenza: perchè contro Cagliari e Atalanta (entrambe già in salvo) la Juve non dovrebbe incontrare difficoltà significative. Che il Lecce fosse l’ultimo ostacolo “importante” era risaputo.

I piedi a San Siro, il cuore allo Juventus Stadium. Ibrahimovic e soci hanno addomesticato un’Atalanta già ampiamente incensata per la salvezza raggiunta, tenendo d’occhio le notizie che giungevano da Torino. Ha sbloccato il punteggio Sulley Muntari, ha chiuso la pratica Robinho. Allegri si è tolto una piccola soddisfazione, cioè quella di rinviare la festa bianconera probabilmente all’ultima giornata. Alla luce dei risultati di ieri sera brucia ancora di più aver perso contro la Fiorentina nel sabato pre-pasquale. Il pareggio interno col Bologna ha dato la mazzata definitiva sulle ambizioni rossonere in ottica Scudetto, ma l’attentato era già stato consumato. Il Milan ha staccato la spina dopo l’eliminazione in Champions League (contro un Barcellona tutt’altro che irresistibile) e alla fine ci ha rimesso pure lo Scudetto. Se a Torino è andato in scene MISTERO BUFFOn, a San Siro in pochi si scorderanno di aver visto PARADISI AMAuRI. La stagione del Milan sarà comunque buona, ma “la storia ricorda solo i vincitori” (Conte docet).

 

Socchiusa la questione-Scudetto, apertissima la situation-comedy del terzo posto. E’ stata una commedia d’altri tempi: famigerate ascese (la Roma), illusorie rincorse (l’Inter), puntuali cadute (la Lazio). Tre contendenti escono di scena per motivi diversi, ma abbandonano pur sempre il palcoscenico. Se la giocano Napoli e Udinese (con Mazzarri davanti a Guidolin negli scontri diretti). Per il bene del nostro calcio (che in Europa boccheggia sempre un bel po’) è un bene che ci vada De Laurentiis: perchè l’Aurelio irriverente ha un progetto ambizioso, volendo mettere in piedi una multinazionale europea (mica un supermarket provinciale alla Pozzo). Cavani e Hamsik hanno steso il Palermo, mentre Lavezzi sedeva in panchina (che il Pocho abbia stia pensando di andare via al termine di questa stagione è il segreto di Pulcinella). Mazzarri affronterà Bologna e Siena (avversari low-profile), mentre Guidolin se la vedrà con Genoa e Catania (con i Liguri che navigano in acque agitate). I favori del pronostico dicono Napoli.

 

Delio Rossi non gliene ha dette due ad Adem Ljajic (che lo aveva sbeffeggiato per essere stato sostituito anzi tempo), ma ha deciso di dargliele direttamente. Una scena forse mai vista, sintomo di un disagio crescente e di una diseducazione latente. Il volto di Delio ha indossato la maschera del Delirio: l’ennesima prova che il calcio italiano non è malato, di più! La società viola ha deciso di esonerare il tecnico: scelta comprensibile, nella quale a uscire ridimensionata è la caratura morale di un uomo mai amato dalla piazza toscana. Fatto sta che questa Fiorentina mantiene la massima categoria solo perchè Genoa e Lecce valgono ancora di meno.

 

A proposito di retrocessione, varie ed eventuali. Cosmi affronterà Fiorentina e Chievo (6 punti possibili), De Canio se la vedrà con Udinese e Catania (3 punti rosicchiabili). Insomma Serse “Coppi” sta riuscendo a rimanere in sella fino all’ultimo curva. Comunque un piccolo cosmico miracolo, l’ennesimo in provincia, se pensiamo al Leccino delle prime sciagurate giornate.

Un pensiero riguardo “MISTERO BUFFOn

  • Maggio 5, 2012 in 3:22 pm
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    “Il passo falso contro il Lecce va tradotto come un rinvio alla sentenza: perchè contro Cagliari e Atalanta (entrambe già in salvo) la Juve non dovrebbe incontrare difficoltà significative”.
    Infatti. E vorrei anche ricordare che a gennaio, nell’affare Padoin, la Juve pare abbia promesso 500.000 € all’Atalanta in caso di vittoria dello Scudetto…

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