Il gran rifiuto

«Nel corso degli anni ho imparato che quando la mente si è ben formata, questa non diminuisce la paura; sapendo cosa deve essere fatto la paura viene meno». Così Rosa Park, (1913-2005), giovane attivista americana, nata in Alabama, affermava in uno dei suoi celebri discorsi per la tutela dei diritti civili in America.

Il 1° dicembre 1955, Rosa, tornando a casa dopo una giornata di lavoro di sarta, salì sull’autobus, come ogni giorno. L’unico posto disponibile si trovava nella parte anteriore, riservata ai bianchi e, dunque, interdetta agli uomini ed alle donne di colore. Non essendoci altro posto libero, Rosa non ci pensò due volte ed andò a sedersi proprio lì. Poco dopo salì un passeggero bianco, che rimase in piedi. Il conducente, James Blake, ordinò a Rosa di cedere il posto e di tornarsene nella parte destinata ai neri. La donna, però, rifiutò di farsi intimidire ed essere maltrattata una volta di più e disse di no. Blake, allora, fermò il mezzo e chiamò la polizia.
Quella stessa notte, Martin Luther King insieme ad altre decine di leader delle comunità afroamericane, pose in atto una serie di azioni di protesta. Rosa Parks venne arrestata per aver violato le norme della città e le leggi sulla segregazione razziale. Il giorno dopo iniziò un colossale boicottaggio dei mezzi pubblici, che durò per ben 381 giorni ed è ricordato ancora oggi. Questi eventi diedero inizio a numerose altre proteste, in molte parti del paese. Lo stesso Martin Luther King scrisse sull’episodio, descrivendolo come “l’espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà”, aggiungendo che Rosa Parks “rimase seduta a quel posto in nome dei soprusi accumulati giorno dopo giorno e della sconfinata aspirazione delle generazioni future”.

Il suo caso arrivò fino alla Corosa e martinrte Suprema, che nel 1956 dichiarò l’incostituzionalità della segregazione razziale sugli autobus in Alabama. Queste norme sulla segregazione, infatti, sancivano la separazione di bianchi e neri in tutti i luoghi pubblici, dai mezzi di trasporto alle scuole, secondo il principio del “separati ma uguali”. Il coraggioso “no” di Rosa provocò un tumulto nelle vite degli americani (e non solo), ridefinendo i contorni di un popolo delineati da tempo e radicati nelle coscienze delle persone.

Rosa Parks è considerata The Mother of the Civil Rights movement, la donna che, come disse Bill Clinton consegnandole un’onorificenza, la medaglia d’oro del Congresso nel 1999, «mettendosi a sedere, si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità dell’America».

Rosa Parks rappresenta un punto di svolta inimmaginabile per quei tempi, simbolo del coraggio di portare avanti le proprie idee per la tutela delle libertà e dei diritti comuni, non solo dei neri, ma anche dei bianchi, liberi di poter sviluppare un’opinione non vincolata alle tradizionali idee razziste della massa. Pretendere quel posto a sedere fu la dimostrazione di iniquità per molto tempo radicate ad una cultura che perdurò sino al 1865 con la fine della guerra civile, anno in cui fu abolita la schiavitù in 36 Stati americani allora rappresentati dal Congresso. L’esempio di Rosa Parks è considerato un simbolo per gli attivisti, stimolo rivolto ad ogni persona in quanto titolare di diritti inviolabili, tali da essere difesi da ciascuno grazie a quella meravigliosa libertà di esprimere il proprio pensiero. Disse :«Mi piacerebbe essere ricordata come una persona che voleva essere libera… affinché anche altre persone potessero essere libere».

Oggi in Italia si ricorda questa figura emblematica aprendo la campagna #alpostogiusto. Fino al 6 dicembre, in molte città italiane ci saranno iniziative, incontri e discussioni per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa tematica, a partire dagli studenti. Discussioni intorno al tema della discriminazione in vari autobus italiani, in cui attori, artisti, persone di diversa provenienza raccontano ai passeggeri la figura di una donna che, grazie al suo rifiuto, è divenuta la figura-simbolo del movimento per i diritti civili.

Oriana Grasso

studentessa della facoltà di giurisprudenza 5 anno INTERESSI: cultura, storia, benessere.

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