Al voto, al voto

Porcellum

Marini alla fine ha ceduto. D’altronde c’era poco da fare: la politica è politica, e in pochi si ricordano che fino a pochi mesi fa [2] la legge elettorale porcellum piaceva poco anche al centro-destra. Tuttavia bastano i risultati di un sondaggio e un malumore diffuso per cambiare idea. Senza dimenticare che siamo in Italia, e se non cambi idea ogni tanto sei proprio uno sfigato.

Dunque il punto è la legge elettorale. Tutti ne parlano, ma quanti sanno veramente di cosa si tratta? Io l’ho trovata sul sito di Forza Italia e l’ho letta. Trovo davvero coraggioso (ma forse fa parte dell’autoironia che contraddistingue Silvio) che le peggiori leggi del precedente governo si trovino per esteso sul sito del partito stesso che le ha promosse.

Come funziona?

Le due camere in cui si divide il Parlamento italiano (Camera e Senato) hanno sistemi di elezione sostanzialmente diversi.

La Camera. Per il primo, che conta 617 deputati, vale la regola del “chi vince prende tutto”: il partito o la coalizione che prende più voti, anche se questi non sono la maggioranza assoluta, si aggiudica 340 poltrone, il 55% del totale, che assicura alla maggioranza un governo forte. Nelle elezioni del 2006 l’Unione ha vinto per poco meno di 25.000 voti (su un totale di 38 milioni di votanti), ma si è comunque aggiudicata 348 seggi. Vale la pena di ricordare che hanno diritto a votare alla Camera tutti i cittadini italiani maggiorenni.

Il Senato. Diverso è il ragionamento per il Senato, e qui il porcellum viene fuori nella sua maestosità. Il sistema per assegnare 301 delle 315 poltrone è simile a quello utilizzato per la Camera, se non per l’impercettibile differenza che i seggi vengono assegnati su base regionale. E con lo stesso sistema viene attribuito il premio di maggioranza (“chi vince prende tutto”). Lo stesso sito di Forza Italia, in una pagina sull’argomento, scrive:

Può perciò verificarsi che il premio di maggioranza venga assegnato in una regione ad una coalizione e in un’altra regione ad un’altra coalizione, e di conseguenza nulla può dirsi circa l’effetto risultante su base nazionale, anche se è più probabile che la coalizione complessivamente più votata in tutte le regioni (a livello nazionale) ottenga una maggiore premialità regionale.

Era talmente più probabile che questo succedesse, che nelle elezioni del 2006 non è successo. Il problema, infatti, sussiste quando i due partiti/coalizioni più forti conquistano più o meno lo stesso numero di regioni: alla fine avranno più o meno lo stesso numero di senatori, indipendentemente dai voti ottenuti. Nelle ultime elezioni, infatti, l’Unione ha preso più di 200.000 voti in meno del centro-destra, ma ha avuto comunque 158 senatori contro 156. Se qualcuno si chiedesse il perché della differenza di voti rispetto alla Camera, aggiungo che per il Senato votano solamente coloro che hanno già compiuto 25 anni di età.

Una conclusione frettolosa, seppure non del tutto campata per aria, indica una tendenza dei più giovani verso il centro-sinistra.

Happy ending? Il motivo per cui ora la legge “va bene così” è prettamente politico: se i sondaggi hanno ragione, alle prossime elezioni si verificherà, a favore del centro-destra, il famoso caso più probabile descritto nel sito di Forza Italia, ovvero che la parte vincente prenda effettivamente molti più senatori della controparte.

Chi vivrà, vedrà.

5 pensieri riguardo “Al voto, al voto

  • Febbraio 6, 2008 in 8:33 am
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    La legge elettorale è sicuramente fatta non dico male ma malissimo, però non è l’unico problema delle prossime elezioni.

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  • Febbraio 6, 2008 in 8:43 am
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    Be’…la legge elettorale è un problema. Ovvio che la nostra pessima classe politica rimane la questione principale: ma se si vuole cambiarla, in qualche modo, il voto è il primo passo. E, sicuramente, un sistema per cui non è possibile scegliere il candidato da votare non aiuta.
    Inoltre i problemi di stabilità li abbiamo già toccati con mano e non è detto che non si ripeteranno.

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  • Febbraio 6, 2008 in 1:17 pm
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    La legge elettorale è un problema grande, enorme.
    Questa “porcata” di legge (la definizione è di chi l’ha scritta) è stata creata con l’intento di cambiare le regole del “gioco” in un momento di grave difficoltà per il centro-destra (battuto per 12 regioni a 2 dal centro-sinistra nelle elezioni di quell’anno,il 2005). Si può quindi ben dire che la finalità perseguita dall’approvazione di questa legge sia stata appunto l'”ingovernabilità” (i seggi al Senato sono assegnati su base regionale non perchè era bello fare così, ma perchè è la Costituzione ad imporlo).

    In più c’è la questione delle liste bloccate: con questa legge si vota un simbolo, solo un simbolo. Non persone. Per quanto un simbolo possa essere bello e colorato, preferisco apporre una crocetta sul nome di una persona che magari stimo anche. O di cui almeno mi possa assicurare che non sia stato condannato in via definitiva per qualche reato.

    Aggiungo solo un punto: col Porcellum la soglia di sbarramento alla Camera, per coalizione, è dell’ 8% (4% per un partito che si presenti da solo). I partiti all’interno della coalizione devono raggiungere, invece, il 2%. L’allora maggioranza di centro-destra si accorse, però, che in questo modo alcuni partiti(ni) non sarebbero mai entrati in Parlamento(es: DC di Rotondi…): così fu introdotto un emendamento col quale si concesse, alla stregua di un “premio di consolazione”, la partecipazione all’assegnazione dei seggi anche per il miglior escluso(quindi sotto il 2%)…
    L’Udeur nel 2006 entrò in Parlamento grazie a ciò.
    A voi le conclusioni.

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  • Febbraio 7, 2008 in 11:34 am
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    Il punto è questo: Berlusconi ha ben chiaro che questo è il suo ultimo treno che passa e quindi cerca di aggrapparsi in corsa! Però (Paranoid park insegna) aggrapparsi ad un treno in corsa può essere molto…molto…molto rischioso! Attento Silvio al risucchio dell’aria…
    Più seriamente diciamo che nel suo delirio lo Sciamano ha ragione perchè ci fa notare come la ripartizione su base regionale non sia una porcata, ma l’art.57Costituzione. Questo significa che, come giustamente chiedeva Veltroni, era necessario un governo di decantazione che ponesse mano a due o massimo tre punti di riforma costituzionale, uno dei quali era proprio quello di una diversa ripartizione dei seggi al Senato. Non si poteva fare, quindi, solo la legge elettorale, ma serviva obbligatoriamente una modifica costituzionale. Tuttavia la proposta era irrealizzabile perchè un Governo di larghe intese avrebbe “sputtanato” Berlusconi, il quale si sa non ci tiene a farsi “sputtanare”. E allora ha tenuto il punto e si è arrivati alle elezioni. Ora spetterà a lui (se vincerà!) farsi carico prima della riforma costituzionale e poi elettorale, perchè come una spada di Damocle il referendum tra un anno tornerà a farci visita! Cossiga, benchè sia impazzito, ne ha detta una giusta: la legge elettorale con Belusconi non si farà e qundi la legge verrà cambiata dal referendum. L’esito, però, sarà quello di una delegittimazione del Parlamento, ci sarà una nuova ed inevitabile crisi nel centro-destra (che si è scandalosamente ricompattato solo per il potere! Come fece nel 2006 il centro-sinistra) e si ritornerà alle urne…
    Bah, forse io sarò gia emigrato, spero!

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