Volontariando per Pavia

di Tommaso Pepe

Pavia è una città giovanile, studentesca: c’è l’università, con le aule studio e le biblioteche, i professori, le lezioni. Ci sono gli amici, la Vernavola per le passeggiate (quando non piove…). Ma può essere anche città diversa, città da vivere con gli occhi di uno straniero, o con la sensibilità di chi soffre perché affetto da una disabilità. O ancora città dell’infanzia, ricca di colori sconosciuti alla monotonia universitaria; città da custodire e difendere.

Tanti volti, tanti colori nel posto in cui viviamo e (proviamo) a studiare. Farli affiorare in fondo è semplice: basta volontariare in giro per la città, scoprendo storie e occasioni del posto in cui viviamo e di noi stessi che nemmeno sospettavamo.

Pavia è ricca di iniziative nel sociale. Un punto di partenza inconfondibile e sicuramente utile è il CSV: acronimo un po’ insipido e che invece nasconde un cuore interessante. CSV sta per Centro di Servizi del Volontariato (www.csvpavia.it). Si trova in una delle zone grigie di questa già non coloratissima città, via Bernardo da Pavia, dietro i palazzoni di corso Manzoni: quella che conta però, come in altri casi, è la sostanza. Il CSV è un hub che coordina tutta la rete di associazioni (e sono tante) presenti sul territorio, offrendo un appoggio prezioso per chiunque voglia avvicinarsi al terzo settore.

Dal 5 al 30 novembre curerà l’organizzazione del Festival dei Diritti, raccogliendo la partecipazione diretta del CSV e delle associazioni presenti sul territorio: il tema di quest’anno è quello del viaggio.

Sfogliando la banca dati messa a disposizione dal sito del CSV si possono scoprire tante occasioni per mettere al servizio il tempo che vorremmo poter donare agli altri. Tra queste, tre realtà mi hanno colpito, perché ho avuto la fortuna di poterle vedere con gli occhi e toccare con mano.

La prima è stata un’esperienza d’impatto assieme ai volontari dell’Anffas, l’Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità (www.anffaspavia.it). I volontari dell’Anffas organizzano attività ricreative per persone con gravi disabilità, intellettuali e relazionali, dando supporto a tre case alloggio presenti a Pavia (luoghi insospettabili, che passano sottotraccia, eppure così ricchi di vita e di bisogno).

Mi ha commosso invece la tenerezza degli anziani ospitati nell’istituto Pertusati in Viale Matteotti, che ho potuto visitare assieme ai ragazzi simpatici e gentilissimi della Comunità di Sant’Egidio quest’estate, poco prima delle vacanze, quando hanno organizzato un festival di Sanremo in miniatura e ricco d’ironia per chi ha tanti ricordi da trasmettere e non ha perso la voglia di ballare.

Infine c’è un pezzo della mia vita di studente a Pavia che rimarrà per sempre legato al tempo passato con Babele. Nella sua essenza Babele è una cosa semplicissima: un laboratorio pomeridiano per aiutare i ragazzi stranieri a fare i compiti che vengono loro assegnati dalla scuola. In concreto significa tanto, storie e incontri da cui non si smette mai di imparare e che stupiscono continuamente.

In questi luoghi e occasioni si sente sicuramente con forza l’importanza del donare e del donarsi agli altri, per dare corpo ad un bisogno di solidarietà che non può rimanere astratto, ma deve incarnarsi in azioni, gesti, sensazioni concrete. Forte è anche il bisogno di capire e maturare attraverso il contatto con realtà più difficili, che diano alle sicurezze della nostra vita un senso più forte, più tangibile.

Ma infine, ciò che davvero lascia il segno è avere scoperto anime del posto in cui viviamo e proviamo a studiare del tutto nuove, più ricche e umane, piene di bisogno e di offerte, alle quali appartenere e donare un pezzo della nostra vita, e che ci donano un pezzo della loro. Spazi che rimarranno nella memoria nella città in cui viviamo, studiamo e (proviamo) a fare volontariato.

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