Vive Oggi: 25 febbraio, Giulio Castellino

“Immagino un’isola dove, con il sottofondo delle nostre storie siciliane, dei

nostri paladini, circondata dal suo mare azzurro, ricca di colline, piccole pianure,

valli verdeggianti attraversati da piccoli fiumi verdastri, in cui tutti, dagli animali

all’uomo, si guardano fra di loro ringraziando il Signore della sua creazione,  una

Sicilia ricca di speranza e di libertà.

L’isola che c’è vivrà nei nostri cuori fino all’ultimo respiro.

Essa  non è contrassegnata dalla facile, gratuita, sanguinaria violenza ed è lontana

da ogni forma di criminalità organizzata che vi possa facilmente offrire il contatto con il male.

Miei cari giovani,  i vostri occhi ancor puri, che non seguono i falsi miti degli uomini

capaci di comandare con crudele forza criminale, salvaguardate la vostra libertà,

il vostro animo ed il vostro spirito da ogni ingerenza culturale materialista e da ogni

crimine organizzato per distruggere l’uomo, creatura di Dio».

Angelo Romeo Castellino, fratello di Giulio, scrive alla cittadinanza ed in particolare si rivolge ai giovani di Palma di Montechiaro sognando una Sicilia diversa, meno brutale di quella che gli ha strappato via il fratello Giulio. Le sue parole nel 2007 vengono affisse per la città su manifesti  pieni di speranza e rinascita cattolica rispecchiando i suoi più profondi desideri di libertà, pulizia e sudore.

Giulio Castellino è stato un medico nonchè politico italiano freddato con tre colpi di fucile il 12 Febbraio 1997 in un agguato mafioso. Divenuto consigliere comunale a soli 19 anni, nel 1995 gli viene affidato l’incarico di Capo Servizio dell’Igiene Pubblica della Provincia di Agrigento, incarico che ricoprì per due anni. Annoverato tra gli ‘uomini del dovere’, Giulio Castellino nasce in un’Italia in cui non vale il detto ‘prima il dovere, poi il piacere’ ma piuttosto ‘prima quello che ti lasciamo fare noi, poi quello che devi fare tu’. Insomma un lavoro part-time quasi, a chiamata, non un contratto ma si direbbe più un compromesso. La Sicilia dei compromessi non perdona i dipendenti che timbrano puntualmente la mattina il cartellino della coscienza, l’Italia mafiosa nel ’97 ci racconta una storia che è la più comune di tutte, quella nella quale si va a fare la spesa dopo il cartellino, colazione cappuccino e cornetto, testa che si gira di scatto quando ci sono cose che non bisogna vedere nè raccontare.

In alcune occasioni affrontò direttamente i politici agrigentini che avevano avallato alcune nomine. Fu protagonista con l’ausilio dell’arma dei carabinieri di un blitz all’ospedale di Licata per combattere il fenomeno dell’assenteismo. Fece chiudere il mercato ortofrutticolo perchè non in regola. Per questi motivi, divenne un uomo fastidioso, da fare fuori il prima possibile, e già qualche tempo prima un colpo di lupara sul portone di casa lo avvertiva dello stato di pericolo.

A 54 anni il sangue di Giulio Castellino scorre per terra e sporca la strada buia del villaggio Mosè, nella periferia agrigentina, sporca una periferia già sporca, insudicia la testa, scende verso il collo e in quest’ennesimo numero di ‘Vive Oggi’ arriva sulle nostre mani, ci ricorda che le nostre scelte hanno un prezzo. C’è un lavandino ed un asciugamano davanti a voi, quante volte avete deciso di lavarvi le mani?

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