Viaggio nella storia di Pavia

di Dimitra Giannoulidis

 

Percorrendo il centro storico di Pavia si respira un’aria di altri tempi, si ha la sensazione tangibile che gli stessi ciottoli che ricoprono Corso Cavour e Strada Nuova (il cardo e il decumano di epoca romana), siano stati segnati dal passaggio di illustri personaggi del passato, rievocati dalle innumerevoli targhe che simboleggiano con fierezza il ricordo dei grandi uomini che in modi e tempi diversi hanno contribuito a nobilitare la storia della nostra Pavia.

Piccola e graziosa città a misura d’uomo, vero e proprio museo vivente, in ogni sua parte Pavia ci riporta in epoche lontane: le due vie centrali che si intersecano, mantengono inalterato l’impianto urbanistico classico dell’antica cittadella romana, le sue chiese in cui giacciono le spoglie di grandi intellettuali e Santi (tra questi la tomba di Severino Boezio e le spoglie di S. Agostino in S. Pietro in Ciel d’Oro) e in cui ebbero luogo grandi incoronazioni (Federico II Barbarossa, nel 1155 in S. Michele), ci riportano in pieno Medioevo; e ancora il castello Visconteo, corte residenziale dei Visconti, simbolo della grandezza e del potere dei Signori di Milano, ci fa rivivere lo splendore del Rinascimento italiano.
Ma più vicina a noi, in quanto trascorriamo buona parte del tempo tra le sue mura, è proprio l’ Università, le cui origini risalgono addirittura al 1361, anno in cui la città ottenne l’istituzione di “Universitas Studiorum”, destinata a diventare in pochi anni uno dei più notevoli centri italiani di cultura.
E’ proprio all’interno di questa struttura monumentale, che ogni giorno, durante le pause caffè tra una lezione e l’altra, incrociamo (spesso inconsapevolmente!) lapidi e statue di illustri intellettuali che hanno insegnato nella nostra Università.
Fra i docenti più famosi a livello europeo degli ultimi due secoli, non si possono non ricordare eminenze quali L. Spallanzani (studioso di scienze naturali), L. Mascheroni (matematico), A. Volta (fisico), A. Scarpa (studioso di Anatomia), P. Fraccaro (storia antica).
E come dimenticare l’ “Orazione Inaugurale” tenuta nell’Ateneo Pavese nel 1809 da Ugo Foscolo, il quale risiedeva in Pavia; in quella stessa residenza abiterà quasi un secolo dopo la famiglia Einstein.
Ancora tra nomi più noti ricordiamo C. Golgi, docente di Istologia e Patologia Generale che diede un impulso vigoroso alla ricerca scientifica del ‘900 (premio Nobel 1906).
Questi e altri nomi illustri riecheggiano negli androni dell’Università durante le ore di lezione e ci fanno sentire come i nani sulle spalle dei giganti di Bernardo di Chartres: dobbiamo molto ai grandi scienziati, letterati, giuristi, che nei secoli hanno abitato i nostri stessi luoghi, insegnato in quelle stesse aule in legno antico.

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