una firma speciALE

di Simone Lo Giudice

Come un capolavoro del 700. Sia per il numero di presenze in bianconero e che per la qualità della tela. Su un’altra partita d’autore di questa Juve tutta-lacrime-sangue, serviva una pennellata decisa. E chi meglio di Del Piero poteva tracciare la parabola giusta. Quella che tiene in vita il grande sogno bianconero. Una firma speciALE nell’istante decisivo.

 

La Juve si tiene stretta la vetta, dopo aver scalato l’ennesima Grande davanti al suo pubblico. A dieci minuti dalla fine anche la Lazio paga dazio, inchinandosi alla legge dello Juventus Stadium (come hanno già fatto le prime otto squadre in classifica). Chi di Amauri ferisce, di Mauri perisce: in molti lo avranno pensato alla fine del primo tempo (e che a Milanello fischino ancora le orecchie non è un caso). Però questa Juve si sta dimostrando più forte di tutto, come il suo Capitano. Nella stagione più difficile, Del Piero non segna il goal-Scudetto, ma mette dentro una punizione che potrebbe fare la Storia a fine maggio. Alla faccia di chi ha ribadito la data di scadenza delle sue prestazioni in bianconero. Uomini come Maldini, Zanetti, Totti e appunto Del Piero dovrebbero essere considerati come dei patrimoni unici dalle rispettive società, per le quali hanno dato sè stessi sempre e comunque. Sarebbe bello rivedere Alessandro nella prossima Champions League con un impiego simile, a goccia per intenderci. A Conte va riconosciuto anche questo di merito, quello di aver saputo osare Del Piero negli istanti decisivi. Questa Juve ha tutto per mantenere l’imbattibilità fino alla fine, sogno-Scudetto a parte.

Alla pennellata di Del Piero, il Milan risponde con la saetta di Muntari. Bruttina la partita di Verona, che Allegri ha saputo gestire con il piglio dell’allenatore cresciuto in provincia. Mentre Ibrahimovic comincia ad avvertire i soliti rumorini allo stomaco del post-delusione-Champions. Ha del miracoloso il modo in cui il Milan resta aggrappato a questo Campionato. Gli infortuni hanno vessato la rosa dall’inizio della stagione (e anche qui sarebbe il caso di interrogarsi sul perchè di tante mancanze), il gioco è sempre stato dettato solo da Ibra. Rispetto alla scorsa stagione poco è cambiato e Berlusconi stesso sa bene di non aver allestito una rosa altamente competitiva. Allegri non rischia la panchina, ma rischia di finire in discussione qualora a fine maggio dovessero festeggiare in Piazza San Carlo a Torino. Potrebbe pesare il fattore casa, col Milan che gioca cinque delle prossime sei partite a San Siro (compresa la sfida in trasferta con l’Inter). In ogni caso ci troviamo di fronte al Campionato più adrenalico degli ultimi sei anni (un bel modo per dire del post-Calciopoli).

 

Il terzo posto si sta trasformando nella sagra del liscio invece. Perchè perdono Lazio-Udinese-Napoli e vincono Roma-Inter. Facciamo un po’ d’ordine. Il Napoli è in caduta libera (basta vedere l’1-3 subito dall’Atalanta in casa), ma il biglietto per l’Europa League è stato comunque assicurato grazie all’accesso in finale di Coppa Italia. Lazio e Udinese pesano quasi allo stesso modo in questo momento: i primi soffrono di incostanza, i secondi tengono il passo solamente grazie alle prestazioni casalinghe. Roma e Inter ci credono, ma anche qui è il caso di fare un distinguo: Luis Enrique ha una rosa ottima che ha reso poco, Stramaccioni ha una squadra stanca che sta dando tutto. Col senno di poi l’allontamento di Ranieri non si è rivelato un errore, perchè l’Inter ha comunque ritrovato un spirito. In questo doppio-confronto Roma-Milano proviamo a dare più fiducia ai Nerazzurri, tornati a esprimersi su buoni livelli (sebbene la fase difensiva resti un optional).

E allora osiamo qualche pronostico di fine stagione: Lazio-Udinese per il terzo-quarto posto, Roma-Inter per il quinto-sesto (col Napoli fuori dalla zona Europa).

 

Tutto questo mentre il fondo classifica diventa rovente. Il Lecce merita la salvezza, sia da un punto di vista tecnico che emozionale. Serse Cosmi sta per realizzare un miracolo in provincia, alle spese delle più blasonate Fiorentina e Genoa. I Viola hanno tirato il fiato a San Siro e ieri lo hanno subito riperso. I Liguri invece hanno messo in mostra un harakiri, degno dei migliori samurai. Il Bologna ha gli stessi punti della squadra allenata da Delio Rossi (in attesa del posticipo di questa sera), ma è più abitutato a lottare per la salvezza. Se il Lecce resterà in Paradiso allora all’inferno scivolerà una tra Fiorentina e Genoa. Con la parabola dei primi che ricorda tanto quella del Sampdoria della scorsa stagione, con i secondi che dei Doriani sono i rivali per antonomasia.

Un pensiero riguardo “una firma speciALE

  • Aprile 13, 2012 in 5:21 pm
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    Tutte parole! Tutte parole! Domenica la Juve a Cesena perderà 3-0! XD

    A parte gli scherzi, penso che la rosa del Milan sia competitivissima, ma se al completo… Con tutti questi infortunati è normale un calo di rendimento, prestazioni e risultati.
    Detto questo, la Juve sta facendo qualcosa di straordinario (risultati, imbattibilità e bel gioco), ma l’anno prossimo dovrà lavorare per mantenere gli stessi standard giocando ogni tre giorni…

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