Un salto lungo 650 anni

di Irene Brusa

 

Dal mese di gennaio è iniziata una festa che durerà tutto l’anno: ad essere festeggiata è la struttura che ci accoglie ogni giorno, la nostra Università. Nei 650 anni di storia che celebriamo ci siamo anche noi: il futuro, come recita lo slogan della festa, ha radici profonde. L’Università di oggi vive delle nuove menti che la animano di anno in anno, e noi siamo le foglie appena nate su un albero molto antico ma in continua crescita: per questo, i protagonisti saranno i giovani. La festa è un atto d’amore rivolto a cittadini di ogni ordine; una costellazione di eventi si articolerà attorno alle due date cruciali del 13 aprile e del 27 ottobre che nel 1361 segnarono l’istituzione dello Studium Generale in Pavia, voluto da Carlo IV, e la proclamazione da parte di Galeazzo II Visconti del primo anno accademico dell’ateneo. La nostra università, inserita tra le trentanove più antiche d’Europa, è in continua crescita, e se nel passato ha saputo attirare talenti nei più diversi campi, oggi è essenziale che istituisca momenti orientativi per quanti saranno di fronte alla scelta importante per il loro futuro.
La quotidianità sarà al centro dell’attenzione. Troppo spesso il corretto lavoro quotidiano resta dietro le quinte, e questa è un’occasione da cogliere per ricordarci anche di curare i momenti meno istituzionali e per essere fieri di passare la staffetta agli studenti che verranno in seguito.
In questo momento italiano, ciò che manca è l’affetto per ciò che ci circonda: non direi amore, in quanto ormai si equivoca facilmente anche il più nobile dei sentimenti oscurandolo con parole di pessima qualità; gli eventi in programma dimostrano come un ateneo con un cuore vivo possa produrre risultati eccellenti, organizzati grazie a progetti ben calibrati. Riunire novità e tradizione è una strategia raramente fallimentare: c’è l’energia giusta per rendere le giornate memorabili e migliori delle aspettative più rosee. Ciò che qui va chiarito è lo spirito dell’iniziativa, che ben si riassume nell’idea di “cubo di Rubrik”: in esso ogni tassello è legato agli altri in un intreccio fitto e con la sua regola precisa trova il modo di essere accattivante. Così le facoltà-tasselli collaboreranno nei diversi momenti e di sicuro si creerà un mosaico interessante. Prima e più inconsueta dimostrazione di questo avverrà con le “Interlezioni”, dal 11 al 15 aprile 2011, uno scambio di cattedre tra i professori, una mano tesa a ricordare il lato “umano” dei volti che incontriamo a lezione…e poi gli eventi sportivi, i concorsi letterari, le mostre – imperdibile l’esposizione degli Arcana Studii Papiensis, documenti fondativi dell’Università – il meglio che la realtà storica ha saputo donarci nel corso dei secoli riunito in un anno. L’ anima dell’universitas in questo modo gioisce e si rinfresca, e per noi sarà un’opportunità imperdibile di scoperta e unione. Urge l’applicazione delle risorse nei campi che si confronteranno con i cambiamenti del futuro prossimo: l’ambito scientifico, economico, e tutti i settori umanistici che fanno risplendere la cultura italiana spesso più all’estero che nella nostra stessa patria.
Dunque, questa festa è un omaggio al futuro, inteso in senso personalissimo: un futuro da accudire e condividere nel migliore dei modi.
“Per la realizzazione dell’articolo si ringrazia il professore Dario Giuseppe Mantovani, docente alla facoltà di giurisprudenza all’università di Pavia, coordinatore dell’evento”

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