Un click che ti porta via, tra le acque in cui tutto scorre

(un regalo di Pasquetta) di Simone Lo Giudice

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Essere l’isola di un arcipelago, ma avere sempre l’impressione di farne parte solo in misura marginale. Eppure qui c’è la sede di uno dei boschi più longevi dell’arcipelago/Università, ma a volte non basta. Lo si legge nei volti dei giovani isolani: all’interno del bosco, la loro mente si cimenta in una ginnastica che altrove sarebbe difficile sperimentare. Eppure poi si parte. Sarà perché molti provengono dalle isole limitrofe, ma sarà anche perché qui nessuno si sforza di costruire qualcosa che riesca a suscitare il desiderio di rimanere. Finita la ginnastica mentale si raccoglie tutto quanto e si parte. La gente del posto resta ed è spesso  costretta ad abituarsi ai due modi di essere dell’isola. Lussureggiante durante i giorni del lavoro, melanconica quando dovrebbe arrivare il momento della ginnastica del corpo. Qualcuno ritorna nell’isola di provenienza, mentre qualcuno preferisce spostare il mirino verso l’isola madre/Milano, che non smarrisce mai sé stessa, nonostante continui a distinguere il tempo mentale da quello del corpo. E così, in un istante, l’azzurro del mare si oblia in favore del verde della pianura. Pavia diventa un’isola qualunque dell’arcipelago lombardo che ruota attorno Milano. La Vita si fa due passi tra le vie cittadine, senza dimenticare mai le diciture del biglietto di andata/ritorno: arriva un po’ affaticata la Domenica sera e poi scalpita per ripartire entro il Giovedì mattina. Le valigie non smettono mai di essere piene: quel click è sempre pronto a sancire in apertura ed in chiusura il volto di una città. E così proprio quando la banchetto del weekend dovrebbe iniziare, ecco il paradosso: saranno presenti solo i pochi commensali del luogo, perché i residenti altrove se ne sono andati. Il Ticino fa da sfondo ad infinite vite di giovani che non riescono mai a conoscersi fino in fondo. Ci piace pensarla così: magari sarà proprio l’influsso di quelle acque che bagnano la città. Tutto scorre e niente riesce a fermarsi tra le acque pavesi. Peccato però che nessuno abbia mai pensato di costruire qualche scoglio in grado di infrangerne il flusso, in modo che su questa roccia stabile sia possibile conoscersi davvero, senza aspettare che arrivi la Domenica sera con il timore che sia già Giovedì mattina.

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