Tempo di crisi, non solo economica.

di Chiara Pertusati

Mentre ondate di giovani attratti dalla movida del mercoledì pavese si trascinavano per Strada Nuova le tribune del teatro Fraschini si sono colmate di genitori e insegnanti.
L’incontro, del 3 ottobre, “Educare in tempo di crisi”, organizzato dal Tavolo Permanente Prevenzione Dipendenze, è stato occasione importante per riflettere sulle problematiche legate al tema dell’educazione in una società contemporanea caratterizzata dalla perdita di valori e punti di riferimento. Il sociologo e psichiatra Paolo Crepet ha guidato i presenti a una profonda riflessione sul ruolo delle nuove generazioni nella società e l’effettiva importanza della figura genitoriale. Il professore, che tratta da anni circa la tematica dell’educazione dei giovani e dei figli, ha prodotto numerose pubblicazioni in merito.
La crisi è anzitutto culturale ed educativa, oltre che economica. Quanto la prima è grave, tanto la seconda si acutizza.

Partendo dal fatto che se abbiamo maggiore consapevolezza di noi stessi ci rapportiamo meglio con altri soggetti e ci prepariamo alle occasioni che il futuro ha da offrirci, Crepet ha sottolineato le caratteristiche negative dei giovani di oggi che, spesso viziati da genitori “invertebrati” e eccessivamente permissivi, si approfittano del legame e della sicurezza famigliare per eliminare situazioni scomode e faticose,  evitando gli ostacoli della vita.
L’educazione non è democratica. Educare significa anche sottrarre. Il bambino che si prepara alla maturazione deve usare l’immaginazione per costruire ciò che non gli viene dato, non deve e non può ancora decidere della sua vita. Deve essere guidato.

Il rapporto fra genitori e figlio deve osservare un patto di reciprocità, uno sforzo per superare le differenza di età e di ruolo nel mondo.

La sfida educativa di questa società è credere nei ragazzi, metterli nelle condizioni migliori per la costruzione del futuro. Il genitore dovrebbe fidarsi della propria creatura – della propria creazione, una volta impartite le informazioni fondamentali alla vita e creato un “sistema immunitario” efficiente; offrire indipendenza al giovane, credere nelle  capacità, nelle passioni  e nella libertà del proprio figlio. Il mondo cresce dove ci sono ragazzi che si assumono rischi responsabilità e fatiche, ci vuole merito e talento rodato e sudato poiché la vita è una maratona e chi arriva in fondo ci arriva con le proprie forze. La crisi implica una valutazione che può essere stimolo e presupposto necessario per un cambiamento, un’opportunità per modificare il nostro modo di vivere.                 Proprio quei giovani non pervenuti in tribuna sono stati oggetto della discussione, la loro assenza come riprova di un mancato interesse al proprio avvenire, o al superficiale discernimento fra le varie attività proposte e dedicate loro. Senza dimenticare che anch’essi un giorno saranno chiamati a essere educatori.

Il video della conferenza è visibile qui.

 

Cenni sul progetto. Numerose sono le iniziative e le proposte dedicate alla famiglia e ai giovani dall’Assessorato all’Istruzione e alle Politiche Giovanili del Comune di Pavia, con la partecipazione di enti e associazioni che cooperano e lavorano sulle tematiche dell’educazione e della prevenzione.

Nel 2009 questa Rete Istituzionale ha iniziato a lavorare sul progetto “meno alcol, più vita” e a riscuotere grande interesse e adesioni. È stato presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino il primo volume su questo argomento, finalizzato ad innalzare la consapevolezza di ragazzi e adulti sul consumo di alcol, e proprio a questo progetto e al libro è stato assegnato il premio nazionale “Oscar della salute” promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’impegno comune nel contrastare ogni forma di dipendenza e la promozione di sani stili di vita è divenuto ufficiale nel giugno 2011 poiché gli Istituti Scolastici e le Istituzioni Cittadine pavesi hanno sottoscritto ad un Protocollo d’Intesa per la costruzione del Tavolo Permanente Prevenzione Dipendenze.

Altri argomenti presi in considerazione da questo progetto riguardano indagini sui giovani e i loro comportamenti considerati particolarmente a rischio, ad esempio il gioco d’azzardo e l’abuso di sostanze stupefacenti.

Un pensiero riguardo “Tempo di crisi, non solo economica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *