SI EDUCA E SI RIEDUCA SOLO CON L’AMORE E LA FIDUCIA

di Vincenzo Andraous

È difficile comprendere il disagio che avvolge un giovane, ancor più esplicare metodi ri-educativi risolutivi, perché ogni persona è un mondo a sé, allora intervenire diventa “scienza della mente e del cuore” dove la vita non è stata ancora vissuta, ma è stata incredibilmente lacerata fin dal suo sorgere.

È un’umanità adolescenziale che cresce piagata per non avere avuto possibilità di scelta, se non quella di fuggire lontano da un reale intorno sotto vuoto spinto.
La nostra è una società che etichetta, che ingabbia, che modella a proprio uso e consumo, per poi gettare via l’involucro usato o avariato. È una società che allunga il passo, che ha memoria corta, una società che recita, sì, il Padre Nostro, ma lo fa meccanicamente per non sentire l’importanza di quelle parole, né gli impegni assunti con quella preghiera.
Qualcuno ha detto che finché i bambini non saranno intesi come figli di tutti, essi saranno destinati a scontrarsi e soccombere con gli interrogativi di questa esistenza.
Forse non è neppure il caso di polemizzare sulle varianti che generano disagio, sulla povertà che alimenta il conflitto, sui distacchi perpetrati in famiglia, sull’uso e abuso dell’agio.
Lester è un ragazzo che non somiglia per niente ad un uomo, non è neppure un bambino, è un adolescente che non cede metri al tempo, mentre rimane fermo ad aspettare.
A ben guardarlo è davvero fin troppo giovane per essere così reattivo e diretto nello scontro fisico, quanto evasivo nel pagare pedaggio al gioco delle verità.
Dietro la maschera del duro c’è un’intelligenza viva, lucida e creativa,
dietro quella corazza indossata a difesa e offesa, c’è il peso del dolore incamerato e mai elaborato, porta addosso un’eredità mai voluta né condivisa.
È stravagante per monopolizzare l’attenzione, ricorda ma non accetta le assenze eterne, né i rifiuti delle presenze rimaste.

Lester è un respiro ansioso, che sente la minaccia del rigetto e dell’abbandono,
a tal punto da ingabbiarlo in una serie di mancanze, che hanno prodotto l’otturazione delle intercapedini ove stanno in embrione i mondi futuri.

Riflettendo con maggiore onestà intellettuale, si potrebbe sostenere che le negatività messe in atto non sono altro che il frutto di un modello genitoriale per lo meno inadeguato.
Ecco allora la sua paura, la sua sfiducia in se stesso e negli altri, la sua convinzione di non valere qualcosa, né di poter fare cose significative per il proprio futuro.
E questa percezione genera diffidenza, disimpegno, alimenta solo l’attenzione al “tutto e subito, qui e ora.

Don Enzo Boschetti, fondatore della Comunità Casa del Giovane ci ha insegnato che: “si educa e rieduca solo con l’amore e la fiducia”, questo è il solo modo per andare incontro alle solitudini che devastano il mondo giovanile, alle incapacità di trasformare relazioni conflittuali, in relazioni vere, che servano ad elevare anima e cervello, quindi a costruire nuove convivenze e comunità.

 

NOTA. Nell’immagine: Don Enzo Boschetti

Un pensiero riguardo “SI EDUCA E SI RIEDUCA SOLO CON L’AMORE E LA FIDUCIA

  • Novembre 21, 2012 in 6:41 pm
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    Grazie per questo ammonimento “Si educa e si rieduca solo con l’amore e la fiducia”

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