Recensione – Il Trono di Spade (Serie TV)

di Andrea Gobbato
Per tutti gli appassionati di fantasy (come il sottoscritto) che non stanno più nella pelle all’idea dell’uscita de “Lo Hobbit” nelle sale cinematografiche a dicembre, Sky offre qualcosa che potrebbe aiutarli a distarsi e a rendere l’attesa meno snervante.
Si tratta della trasposizione televisiva de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”, il ciclo di romanzi fantasy pubblicati dallo scrittore americano George R. R. Martins (in Italia sono editi da Mondadori). So già che molti di voi staranno pensando: “Il film è sempre peggio del libro!”. Vi do ragione, perché è quello che ho pensato anche io. Ma forse questa volta ci troviamo di fronte all’eccezione che conferma la regola.
Divisa in dieci episodi, la serie TV copre  i primi due  romanzi, narrando della rivalità tra le famiglie nobiliari e dei loro giochi di potere per riuscire a prevalere sulle altre nel dominio dei Sette Regni. Da un lato troviamo Eddard Stark, signore di Grande Inverno e protettore del Nord, nonché fedele servitore e amico di re Robert Baratheon; dall’altra i Lannister, infidi cospiratori assetati di potere, appartenenti alla casata regnante. A fare da sfondo a tutto questo vi sono gli avvenimenti della Barriera (un’immensa opera difensiva protetta dai Guardiani della Notte, il cui compito eterno è impedire a forze malvagie e misteriose di invadere le terre degli uomini) e la storia di Daenerys Targaryen, la figlia del vecchio re spodestato.
Il mondo in qui è ambientato “Il Trono di Spade” ricorda, come la maggior parte dei fantasy, l’Europa occidentale medioevale. La sua creazione è stata curata nei più piccoli dettagli: ogni casata del regno possiede un proprio stemma, un proprio motto e una dinastia alle spalle, grazie alla quale si può risalire fino al suo fondatore. Lo stesso vale per le varie civiltà che popolano queste terre fantastiche: la loro cultura è minuziosamente approfondita, a volte prendendo spunto da popolazioni realmente esistite come le civiltà nordiche o i popoli nomadi come gli unni e i mongoli. Tutto in questo mondo sembra vivo, reale.
La prima cosa che salta all’occhio è la diversità di quest’opera rispetto alle sue simili: si tratta di un fantasy che cerca di discostarsi dai canoni principali di questo genere, lasciando da parte le immagini classiche dell’eroe senza macchia e senza paura; qua non c’è nessuno che combatte per il bene del mondo o dell’universo, ma tutti i personaggi perseguono unicamente i propri scopi, incuranti del resto.
Scordatevi di elfi, hobbit e maghi in stile Signore degli Anelli, qua a farla da padroni sono i sottili intrighi politici orditi dalle nobili casate dei Sette Regni, i quali intrecciandosi tra loro daranno vita a vicende da cui farete molta fatica a staccarvi, perché sarete continuamente assillati dalla domanda “Ed ora che cosa succederà?”. Molto presto vi accorgerete che i veri protagonisti di questo fantasy atipico non sono i personaggi, bensì la trama. Non affezionatevi troppo a nessuno di loro perché tutti sono sacrificabili per il bene supremo della storia.
Insomma, “Il Trono di Spade” è una serie TV fantasy completa: al suo interno troverete un mondo immaginario perfettamente credibile, una storia intrigante e molto ben strutturata, combattimenti epici e battaglie. Oltre a qualche scena piccante, giusto per non farci mancare niente.
Nel cast va segnalata la presenza di Sean Bean (Boromir ne “Il Signore degli Anelli“), Mark Addy (“Robin Hood” di Ridley Scott) e Lena Headey (la moglie di Leonida in “300“).

4 pensieri riguardo “Recensione – Il Trono di Spade (Serie TV)

  • Febbraio 19, 2012 in 11:15 am
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    (La prima cosa che salta all’occhio è la diversità di quest’opera rispetto alle sue simili: si tratta di un fantasy che cerca di discostarsi dai canoni principali di questo genere;Scordatevi di elfi, hobbit e maghi in stile Signore degli Anelli, qua a farla da padroni sono i sottili intrighi politici orditi dalle nobili casate dei Sette Regni)
    E allora che razza di fantasy è?Ti piacciono le telenovelas vero?
    ! Una telenovela medioevale per casalinghe! I produttore si sono dimenticati che una serie fantasy che si rispetti va alimentata al 70% d’azione e battaglie condite da elementi fantasi come folletti,gnomi, maghi,draghi cavalieri benedetti che combattano tutti tra loro per un unico scopo: il bene contro il male! questa invece è UN DALLAS MEDIEVALE.Purtroppo non è la prima serie tv buttata al vento, in quanto e successo la stessa cosa a the walking dead 2 serie che anche li dall’orror siamo arrivati a una telenovelas peggiore di questa!

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  • Febbraio 20, 2012 in 2:23 am
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    Sinceramente, non so che fantasy tu abbia letto. Ti prendo come esempio “Il Signore degli Anelli” di Tolkien, il capostipite di questo genere: non mi pare proprio che il 70% del libro sia composto di battaglie e scene d’azione (forse il film, ma ti assicuro che il romanzo è ben diverso).
    Rimanendo comunque in tema di serie tv, credo che questa in particolare sia stata realizzata molto bene. Ti do ragione su The Walking Dead: la storia è stata completamente stravolta rispetto al fumetto, inserendo personaggi nuovi e situazioni inedite che hanno portato la serie ad allontanarsi dal suo sentiero principale. Il discorso per il Trono di Spade è completamente diverso: vi è una fedeltà rispetto al libro che rararmente capita di trovare in una trasposizione cinematografica, perfino i dialoghi tra i personaggi sono presi paro paro dal romanzo. Credo sia stata ottimamente realizzata, soprattutto perché gli intrighi politici e i giochi di potere tra le casate sono il punto focale anche del libro, non li hanno inseriti i produttori a caso.
    Poi ovviamente può piacere o non piacere, anzi per i puristi è molto più probabile la seconda ipotesi; dal canto mio, l’ho trovata una boccata d’ossigeno rigenerante per il genere fantasy, soprattutto per il suo tentativo di distaccarsi dalla maggior parte della narrativa fantastica di oggi che, purtroppo, è una mera scopiazzatura delle opere di Tolkien. Forse sto per dire una blasfemia, ma hobbit, nani, elfi e paladini del bene hanno un pò stufato, sono stati riproposti ormai in qualsiasi salsa e contorno. Qua ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente originale, dove per la prima volta a farla veramente da protagonista è la storia, a discapito dei personaggi che ruotano attorno ad essa.

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  • Febbraio 23, 2012 in 8:34 pm
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    @ emanuele

    Se credi che per fare un fantasy servano streghe e folletti e battaglie, allora sei rimasto negli anni 70.

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  • Febbraio 18, 2013 in 7:44 pm
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    Credo non importi a nessuno se è uguale o no al libro, sempre la stessa storia, chi vuole la storia vera se la legga e basta.
    Bisogna aspettare il penultimo episodio della seconda stagione per vedere una battaglia ???
    Inconsciamente gli stessi produttori lo dicono attraverso una frase di un bambino grassoccio di una carovana verso la frontiera della stagione 2:
    > Ho visto una battaglia.
    Perchè c’erano soldati in armatura.
    < Non hai visto nessuna battaglia perchè non bastano solo alcuni soldati in armatura

    Risposta

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