Quarti di finale, gare di andata: sparito il mal di trasferta. Tre vittorie esterne e uno 0-0.

 

di Stefano Sette

 

Al termine delle gare di andata dei quarti di finale di Coppa Campioni si può dire che, forse per la prima volta, non ha inciso il fattore campo, dal momento che tre dei quattro incontri disputati tra Martedì e Mercoledì si sono conclusi con la vittoria della squadra ospite. L’unica eccezione è stata la gara di Milano tra Milan e Barcellona, finita a reti bianche. A San Siro hanno deluso le due star attese, Ibrahimovic e Messi: lo svedese non è riuscito a concretizzare una ghiotta palla gol nel corso del primo tempo, mentre l’argentino, al di là di un paio di dribling nella prima mezz’ora, ha combinato poco. Merito di una buona difesa – Nesta finchè è stato in campo è stato il migliore del reparto – e di un buon lavoro svolto a centrocampo dai veterani Ambrosini e Seedorf (l’olandese andrebbe sempre schierato titolare vista la sua esperienza in campo internazionale). I problemi sono sorti in attacco con Ibrahimovic e Robinho, che si è mangiato ad inizio gara un gol praticamente fatto (l’avrebbe messo a segno pure un Inzaghi in stampelle). El Sharawi, subentrato proprio al brasiliano, ha fatto qualcosa di buono anche se non è servito a schiodare il risultato dallo 0-0. Martedì prossimo al Camp Nou il Milan avrà a disposizione due risultati su tre – la vittoria e il pareggio con più gol – ma se scenderà in campo puntando ai supplementari (in caso di 0-0), o accontentandosi del gol fuori casa, le possibilità di qualificarsi sono ridotte al lumicino, mentre il Barcellona ha come unico risultato utile la vittoria. Le altre tre gare si sono concluse con le vittorie esterne di Real Madrid, Bayern Monaco (che si ritroveranno in semifinale) e Chelsea, contro rispettivamente Apoel Nicosia, Olympique Marsiglia e Benfica. Madrileni e bavaresi possono considerarsi già qualificati, dal momento che si sono imposti 3-0 a Nicosia e 2-0 in Francia. Questa due giorni europea ha demolito, ancora una volta, tutte le leggende metropolitane sul ruolo dell’allenatore: in Apoel Nicosia-Real Madrid è bastato far entrare Kakà e Marcelo per sbloccare il risultato e ottenere in anticipo la qualificazione, mentre il Chelsea, che dopo la cacciata del presunto innovatore Villas Boas è stato affidato al suo vice Di Matteo, ha ottenuto un importante successo in casa del Benfica con rete di Kalou su assist di Fernando Torres. A dimostrazione che a fare la differenza sono i fuoriclasse come Kakà e Benzema per i “blancos”, Drogba (quando gioca) e Torres per i “blues”, e Robben per il Bayern Monaco, piuttosto che Mourinho o Heynckes (che ha vinto una Coppa dei Campioni sulla panchina del Real Madrid, a differenza dello scienziato portoghese ancora a secco).

Un pensiero riguardo “Quarti di finale, gare di andata: sparito il mal di trasferta. Tre vittorie esterne e uno 0-0.

  • Marzo 29, 2012 in 2:42 pm
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    Ibrahimovic ha fatto quello che ha potuto in una partita in cui gli sono arrivati pochi palloni, perciò non lo crocifiggo. Messi ha deluso? In fase di conclusione sicuramente, ma i suoi dribbling sono un enorme piacere estetico.
    La difesa del Milan è stata impeccabile; non solo Nesta, ma anche due giocatori sottovalutatissimi come Bonera e Antonini sono stati strepitosi.
    Seedorf sempre in campo? Ma se non si può vedere! Ok, ieri ha giocato un buon primo tempo, e poi?
    Bayern, Real e Chelsea hanno vinto in trasferta perchè hanno avuto la fortuna di pescare squadre inferiori. Milan-Barca era la più equilibrata, ma al ritorno sarà dura.

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