L’uccellino è vivo o morto?

di Chiara Valli

 

Insomma, questa domenica è stata una domenica come tante altre. Fatta eccezione per il fatto che  coincidesse con la Festa della Mamma, e per un paio d’ore la vendita di rose ed orchidee si è impennata.
Ma  nulla di che: mattinata un po’ fredda, risvegli lenti, e quell’atmosfera piatta che riesce a stroncare sul nascere qualsiasi entusiasmo.
Detta così non la si farebbe passare alla storia, non la si etichetterebbe come
IN-DI-MEN-TI-CA-BI-LE, la si incelophanerebbe con tante altre domeniche, e via andare.
Ma no.
Ma non osate.
Era il 13 maggio 2012, e qualcosa è successo.
O meglio, dalla regia, ci informano di come qualcosa sia successo davvero.
A questo punto, i lettori si saranno già divisi in due schieramenti quelli che si stanno asciugando le lacrime con la manica del pigiama, e gli altri che :
”Domenica..domenica..domenica? Tredici, hai detto? No, non porta sfiga. Allora un attimo. Il pollo con le patate, ho mangiato il pollo con le patate!”.
A parte che i telegiornali ne stanno parlando in tutte le salse, a parte i tutti , QUELLICHEASPETTANO (che poi QUELLI chi?, e ASPETTANO cosa?) (ma vabbè), il nostro caro vecchio Facebook è sempre lo specchio di quello che sta succedendo, non di tutto eh, quelle cose che accendono gli animi non gli passano sotto al naso.
In compenso  passano sotto al nostro di naso, e si fermano sulla nostra bacheca.
Domenica dunque, finite le tarantelle dei pioppini che stavano sterminando giovani vite, ormai lontane le cronache delle nevicate, si ha l’impressione di essere stati catapultati in un’agenzia funebre: elogi, commiati, lacrime virtuali, video youtube di pianti disperati, corone di fiori, e ti piglia un colpo, CHI E’ MORTO? CHI?, poi approfondisci e si parla di Del Piero ed Inzaghi (quello che..quello che..non giocava nella Juve, mm?) e di qualcun altro che bò, sinceramente, bò, e, diamine cos’è accaduto? Una moria improvvisa? Calciatori che stramazzano sul campo artificiale verde, manco fossero formiche agonizzanti dopo aver spruzzato il DDT?
Bè, si fa presto a fare dell’ironia, ma insomma a chiunque un minimo rincresce, no?
Già cominci a rispolverare frasi adoperate ai tempi della Winehouse:
“Insomma, peccato, era giovane, e ci teneva alla salute. Ma l’Uliveto come l’ha presa? E la Chiabotto con chi fa plinplin?”, quasi quasi ti dispiace, ma poi, ma poi, poi capisci.
E’ tutta una farsa.
Non è morto nessuno.
A quanto pare, i due, appendono le scarpette al chiodo, e basta.
AAAAAAH, ‘mm.
Sé.
Già.
Sono vivi, capite? SONO VIVI.
E allora i vari scontri raggiungono vette mai toccate.
Si definisce il calcio come una passione, per chi lo pratica e per chi lo guarda, (LA PASSIONE forse è altra cosa, ma comunque..), e le passioni non si discutono.
Però. Però, che sia un concesso un però.
Cos’è che entusiasma di ventidue ragazzi in mutande a maglietta con i calzettoni fino al ginocchio, che manco i boy-scout? E perché sono così venerati? Questi, giocano a pallone, capite? GIOCANO-A-PALLONE, per novanta minuti calciano una palla di cuoio (di cuoio?), non è esattamente la cosa più difficile del mondo, nel senso, la maggioranza dei calciatori ha un neurone per squadra, non sarà infattibile, no?
“Ma tu non capisci, le azioni, i rigori, i goal, QUEL PASSAGGIO Lì CHE: OOOH!”
Facce basite e fronti corrucciate solitamente sono una risposta più che esauriente.

Tutte queste considerazioni, neanche troppo originali, comunque, lasciano il tempo che trovano.
Il calcio qualcosa di speciale dovrà pur averlo sennò non si spiegherebbe questa sua diffusione capillare che attraversa le epoche, che sopravvive a Calciopoli, a calciatori che si ritirano..Il calcio ha quel certo non so che, come i tormentoni estivi, quelle canzoni senza senso che si è costretti ad ascoltare 24/7 per tre mesi, alla fine, ti entra in testa, per vie traverse, e ti ritrovi a canticchiarlo, il calcio è uguale, se solo gli si dà  modo di avvicinarsi,  ci attacca all’improvviso e poi ritrovarsi a scattare in piedi per un goal, è un attimo.

E’ per questo che più dell’abbassare le luci, più del mettere una musica lenta di sottofondo per veder “leggende che prendono il viale del tramonto” (cit.), e lasciar poi scivolare i titoli di coda, più che puntare l’occhio di bue su quelli che il calcio lo fanno, è giusto parlare di quelli che gli stadi li riempiono, che si commuovono, che si lasciano infervorare, che sono vicini alla propria squadra quando è in vetta, e quando raschia il fondo, che saluta un Capitano definendolo Indimenticabile,

è questa la parte più bella e la più detestabile.
Le persone che il calcio l’hanno fatto grande.
E’ facile prenderle in giro, è facile non capirle, è facile scornarcisi, ed è facile mandarle sulvialedeltramonto con Del Piero e Inzaghi, ma quella luce che si vede nei loro occhi è bella.

“Perché tu non capisci che questo 13 maggio è stata una data storica. Ne parleremo ai nostri figli, che non capiranno, come noi non capivamo quando i nostri genitori ci raccontavano di Rivera o del Grande Torino. Possibile che nessuno ti abbia mai parlato di questo?”
Sapete, no.
E sapete che, per un attimo, per un breve attimo li invidio.
E penso, per un attimo un po’ più lungo, ma non troppo, che sia effettivamente, poesia.

Un pensiero riguardo “L’uccellino è vivo o morto?

  • Maggio 15, 2012 in 11:57 pm
    Permalink

    Devo ammetterlo…l’ultima parte mi ha fatto venire i brividi. Brava! =)

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *