Labirinto universitario

di Cristina Carini

Vi siete mai chiesti come mai orientarsi in un posto nuovo sia tanto complicato?
Le risposte più frequenti a questo quesito comprendono scuse di auto commiserazione come: «Sono nuovo e non conosco nessuno», «Non ho studiato a fondo la mappa del posto», «È colpa mia che non ho chiesto» etc.

Do you believe in magic? :3

Assolutamente no! Ragazzi, non autocommiseratevi e non attribuitevi la colpa! Voi non ne avete – a meno che non siate completamente estranei al mondo e colpiti dalla visione tutta dolci e colori del Pyro di Team Fortress 2. In realtà il non riuscire a orientarsi è piuttosto normale, e in buona parte dipende anche da chi dovrebbe dispensare informazioni e non lo fa in modo corretto. In particolare, sono stati riscontrati simili problemi al punto informazioni della sede principale dell’università.

 

A un individuo di sesso femminile da me conosciuto è capitato di andare a chiedere un’informazione su alcune attività universitarie. La risposta è stata: «Non lo so, prova allo sportello Erasmus».
Sicuramente, in ogni parte del globo terracqueo, sono presenti individui svogliati e incompetenti che gestiscono (per sfizio?) un punto informazioni; probabilmente sono stati assunti da chi si diverte a vedere i poveri viandanti vagare a vuoto in luoghi sconosciuti, abbandonando ogni speranza.
Ma, ditemi voi, se un posto è popolato da fauna tutto il santo giorno e se a chiunque in quel posto serve uno straccio di informazione, a maggior ragione non ci dovrebbero essere dipendenti ansiosi di rendere felice un povero studente di Lettere,Economia, Medicina o di qualsiasi altra facoltà?

Purtroppo i punti informazione sono spesso sprovveduti delle suddette informazioni. C’è anche da dire che il ruolo di “informatore” non deve far parte dei lavori più interessanti e dinamici, ed è vero che ci sono alcune cose che gli impiegati possono non conoscere. Se dovesse essere così, le indicazioni da non riuscire a fornire dovrebbero essere cose del tipo: «Dove posso mangiare vicino all’uni?»; sebbene anche questa sia una domanda a cui si può facilmente rispondere, farlo potrebbe non essere di competenza dell’impiegato (si suppone). Noi studenti paghiamo queste persone con le nostre tasse universitarie (che basse non sono) e come minimo dovremmo pretendere qualcuno di competente, che sappia darci le informazioni di cui abbiamo bisogno in modo esaustivo e completo, magari con un sorriso e un complimento di cortesia (molto probabilmente quest’ultima cosa è chiedere troppo. Vero anche che se vuoi fare un lavoro bello ed emozionate, non ti proponi certamente come impiegato allo sportello “Info” di un posto qualsiasi).
Ci rivolgiamo a voi, studenti e lettori: indagate su questi fattacci e segnalateli il più possibile. Più se ne parla e maggiori saranno le opportunità per poterli risolvere.
Non rassegnatevi a studiare in un’università-labirinto!

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