In Francia un nuovo governo che non lo sembra tanto

di Bénédicte Weiss
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Domenica sera, un consigliere politico del presidente Nicolas Sarkozy (destra), Claude Guéant, ha letto davanti a una platea di giornalisti l’elenco dei nomi dei 30 nuovi ministri e segretari di Stato francesi. Il governo precedente aveva presentato la sua dimissione la vigilia, prima che si sapesse che il primo ministro entrante non era altro che… quello uscente, François Fillon.

Il nuovo governo è “ristretto”, secondo l’Eliseo. Conta 30 membri contro i 37 di prima. Soprattutto, non è più segnato dal sigillo dell’apertura a sinistra, che è stata cara al Sig. Sarkozy quando fu eletto nel 2007. Numerosi pesi massimi di destra fanno la loro entrata, come l’ex-premier Alain Juppé alla Difesa. Sono simboli della detta apertura, come Bernard Kouchner che era ministro degli Esteri, che lasciano il governo. Allo stesso modo ci sono molteplici personalità che non rimangono, dando l’impressione che non ci sia un vero cambio nella squadra del Sig. Sarkozy.

Questo rimpasto era aspettato, benché non fosse la priorità dei Francesi, più preoccupati dalle loro pensioni. Era stato annunciato l’11 di marzo alla vigilia delle elezioni regionali che si presentavano male per la maggioranza presidenziale. C’è solo una regione, l’Alsazia, che rimane a destra, essendo tutte le altre governate dalla sinistra. Da quel giorno, tutto era sospeso. In giugno il rimpasto fu annunciato per ottobre, dopo il voto della riforma delle pensioni. Questa ha accumulato un po’ di ritardo ed è finalmente stata promulgata il 10 di novembre.

Quando il Sig. Sarkozy ha detto che voleva cambiare il governo, sembrava chiaro che intendeva separarsi da François Fillon. Quest’ultimo ha lui stesso lasciato intendere che non sarebbe stato riconfermato. Ma dopo una vera corsa a Matignon, in cui la figura dell’ex-ministro dell’Ambiente Jean-Louis Borloo è stata risaltata, è stato comunque François Fillon che è stato scelto dal Presidente della Repubblica.

Quindi il Sig. Fillon che, il 3 novembre aveva dichiarato sul tono di un programma politico che “Il presidente della Repubblica ha cominciato a modernizzare la Francia. Questa politica deve essere proseguita. Non lascerò andare indietro il nostro paese”, sembra diventato indispensabile. Il Sig. Borloo è uscito del governo, nel momento in cui non era tanto lontano da diventare premier.

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