il visCONTE ritornato

di Simone Lo Giudice

Come nel romanzo di Calvino (1952), la dimezzazione si è dissolta nell’interezza.  Antonio Conte è tornato a guidare la sua Juventus sul campo, in un pomeriggio fin troppo invernale per la Palermo dicembrina. L’ha lasciata con una vittoria (2-0 sul Parma ad agosto), l’ha riabbracciata con un successo (0-1 Palermo in dicembre). Dalla tribuna si è gustato una strepitosa qualificazione alla fase finale della prossima UEFA Champions League, conquistata con merito dai suoi discepoli. La Juventus c’è sempre stata. E chissà dove potrà arrivare, adesso che il suo visCONTE è ritornato.

La Juve sbanca Palermo con un goal di Lichtsteiner, al termine di una gara molto cambattuta. Bianconeri meno brillanti del solito, complice la stanchezza psico-fisica accumulata nell’ultima settimana europea del 2012. Con la vittoria di Donetsk la squadra di Conte ha strappato il primo posto nel girone, che potrebbe rivelarsi decisivo in vista dei prossimi sorteggi della fase finale di Champions League. Abbiamo di nuovo una grande Juventus non solo in Italia, ma soprattutto in Europa. Dopo aver eliminato il Chelsea detentore del titolo, le prospettive per i ragazzi di Conte sono molteplici. Sognare in grande è più che legittimo.

Juve sempre prima e Inter di nuovo seconda. Da San Siro è uscito ridimensionato il Napoli, che Stramaccioni ha battuto in due mosse: la qualità nel primo tempo per sbloccare la partita e la difesa nella secondo  per chiuderla. E’ un’Inter grande con le Grandi, ma spesso piccola con le Piccole. I Nerazzurri stentano a fare la partita, giocano meglio in contropiede o comunque di rimessa. Un problema che fa dell’Inter solo una possibile alternativa alla Juventus. Il Napoli esce ridimensionato perché ancora una volta manca l’appuntamento col salto di qualità. Nelle due supersfide Scudetto, tra Torino (2-0 Juve) e Milano (2-1 Inter), la squadra di Mazzarri ha sempre sbagliato l’approccio. Troppo poco per una squadra che punterebbe allo Scudetto con valide credenziali.

La Capitale mette in vetrina le sue realtà stracittadine. La Lazio esce illibata dalla gara di Bologna (0-0), mentre la Roma trova l’ennesima vittoria consecutiva contro una Fiorentina comunque combattiva (4-2). Se Petkovic non è più una sorpresa, lo si sta rivelando Zeman. Che dopo un inizio stentato (con troppe partite sbloccate in fretta e poi gettate al vento) sta trovando continuità di risultati, mantenendo spesso la propria porta inviolata. Per potenziale offensivo e qualità in mezzo al campo, la Roma resta una delle squadre migliori del torneo. La qualificazione alla prossima UEFA Champions League è cosa possibile.

Roma e Fiorentina a 29 punti, entrambe finite sotto il tiro del Milan (24). La squadra di Allegri sbanca Torino, perde De Jong per tutta la stagione e vince convincendo. Segnano quattro giocatori diversi (Robinho, Nocerino, Pazzini, El Shaarawy), sintomo che più di qualcosa è cambiato. Il problema rossonero resta il grosso handicap con cui questa stagione è cominciata. Ma per il tifoso disilluso di fine agosto è importante riavere una squadra almeno competitiva per la lotta alle prime sei posizioni.

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