Il sermone del profeta somaro

 

di Giovanni Cervi Ciboldi

 

Nell’Italia televisiva vigono due sostanziali regole. La prima è che, per parlare di attualità, non è necessaria alcuna competenza. La seconda è che l’artista importante non è quello che ha qualcosa da dire, ma quello che si fa sentire.
Aldo Grasso, insultato in diretta da Celentano, sul Corriere della Sera si chiede se “questo baraccone è la misura dello stato di salute della nazione”. La domanda è un’altra: in questo baraccone, qualcuno è disposto a prendere sul serio Celentano? La risposta è si: ed il baraccone diviene anche simbolo della propensione italiana a preferire la pancia che la testa. Ma capiteci: è molto meno impegnativo.
Purtroppo per noi, non siamo affatto dispensati dal pensare. Ma ci stiamo abituando al fatto che qualcuno lo faccia per noi. E questa delega spiana la strada ai capipopolo, complice il deserto che ci circonda e l’assenza di alternative accessibili.
Il poeta è sempre stato coscienza civile: se Celentano è la nostra, siamo davvero messi male. Malissimo. L’artista suole rimanere artista e lasciare l’onniscienza ad Aristotele. E invece si improvvisa filologo biblico, politologo, sociologo, linguista e costituzionalista: e lo fa perché, nel totale vuoto, gli è permesso farlo.
Ma visto che a contestare nel merito il delirio si entra nel delirio, meglio evitare. Basta dire che non c’è nulla di coraggioso o iconoclasta nelle parole di Celentano, visto che sono duemila anni che ognuno critica e attacca la chiesa e i suoi organi.
Così come è meglio evitare ogni valutazione artistica che, in presenza d’artistes, sarebbe normale. Ma non sovviene alcuna parola: nessuna qualità artistica è necessaria nel dare del deficiente a qualcuno, e nessuna viene impiegata nei successivi e imbarazzanti siparietti.
Come il sermone farneticante del Re degli Ignoranti. In sostanza, un compianto civile. Un tormento indefinito. Che è riuscito nella sola impresa di far schierare i laici con i cattolici. Manco fosse Don Sturzo. Molto peggio del predicozzo del più moralista dei preti.

2 pensieri riguardo “Il sermone del profeta somaro

  • Febbraio 16, 2012 in 2:26 pm
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    Quello di Celentano è un episodio piuttosto squallido che in una tv pubblica non si sarebbe dovuto verificare.
    Poi si lamenta che non gli fanno più condurre programmi sulla Rai…Bè, fanno bene!
    Celentano è un bravissimo cantautore e sarebbe meglio che si limitasse a fare il suo lavoro.

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  • Febbraio 17, 2012 in 12:09 am
    Permalink

    Condivido Fra: “Celentano è un bravissimo cantautore e sarebbe meglio che si limitasse a fare il suo lavoro”.

    Risposta

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