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il regalo DI NATALE

di Simone Lo Giudice

Non fatevi ingannare dall’atmosfera prefestiva. Non è un regalo Di Natale qualsiasi. Ancora una volta Babbo Totò è il bomber italiano con il piede più caldo: 170 cm di talento purissimo. Non è altissimo, vero. Ma ieri ha fatto gli straordinari e con un colpo di testa ha riportato la sua Udinese lassù in cima, più in alto di tutti. Il regalo Di Natale.

Manca il responso del posticipo Roma-Juve, il primo 3D match della nostra Serie A sempre più televisiva. I tifosi juventini fanno bene a mettere le mani avanti, perchè probabilmente si riprenderanno la vetta. Ma intanto guida la corsa un ciclista come Francesco Guidolin. Se l’è meritata, perchè l’ha raggiunta dopo aver superato i tornanti più impegnativi. Ha vinto 7 partite su 7 al Friuli, roba da grande grandissima squadra. Segna sempre Di Natale (10 goal dei 18 totali sono i suoi), questo è vero. Ma tutta la squadra gira a meraviglia e l’attuale leadership è strameritata.

It’s time for Udine? Forse no, però sarebbe bello. Un modello calcistico unico come quello dei Pozzo, fatto di tante cessioni di lusso e di molti acquisti al ribasso, meriterebbe il primo premio. Se a gennaio rimpolpasse la panchina, in termini di esperienza perlopiù, allora crederci fino in fondo sarebbe quanto meno legittimo. Diffidate da chi vi dice che sognare non costi nulla. Tutto ha un prezzo.

 

Milan e Lazio si smezzano la terza piazza, con 28 punti per uno. Bene i Biancocelesti a Lecce (con un Klose d’autore), benino i Rossoneri a Bologna (con un Ibrahimovic di rigore). Due trasferte insidiose, per certi aspetti consimili: difese stra-allegre e attacchi super-prolifichi. Male malissimo l’arbitro Rocchi nella gara del Dall’Ara, che ha commesso errori da Prima Repubblica: ne è uscito bene il Milan, ci ha rimesso più di qualcosa il Bologna. Pareggio complessivamente giusto però e Allegri che se torna a Milanello piuttosto contento.

 

Le prime quattro della classe (Udinese, Juventus, Milan, Lazio) mandano tanti baci al plotone che si lasciano alle spalle. Il Napoli sta provando a tenere il passo delle fuggitrici, ma i punti di distanza sono già diventati 7. E a Novara ha raccolto l’ennesimo pareggio stagionale (3 in casa, 3 fuori casa), boccheggiando nel finale. Le fatiche europee hanno prosciugato le risorse della Mazzari’s Band, che presto però tornerà sul pezzo Campionato a lngo accantonato. Statene certi.

 

Tra 6° e 17° posto ci sono ben 12 squadre, in un fazzoletto di soli 6 punti. Anche Inter e Roma vanno a braccetto (appena 17 punti in ben 13 partite), ma hanno la metà dei punti dell’accoppiata Milan e Lazio. Sintomo che nelle due metropoli pallonare del nostro Paese le gerarchie si sono ormai rovesciate. Forse Ranieri sta meglio di Luis Enrique, ma in entrambi i casi comunque il progetto latita e le sconfitte fioccano. Contro la Juventus non sarà facile vincere stasera. Ma in fondo per la Roma non sarà così semplice nemmeno strappare un pareggino, di quelli anti-crisi. Ma in tempi di magra si sa, meglio di niente.

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