Erasmus, scordatevi il voto

di Irene Doda

Studenti Erasmus, scordatevi il voto per le elezioni politiche del 2013.  È una decisione definitiva del governo, lo ha detto ieri il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri: tecnicamente impossibile.
Chi si trova all’estero per motivi di lavoro, servizio militare, studio o ricerca può iscriversi, teoricamente, alle liste elettorali dell’Aire e partecipare al voto. Ma questo meccanismo non vale per chi soggiorni all’estero per meno di un anno, cioè per la quasi totalità degli studenti Erasmus.
Il progetto Erasmus nasce nell’ambito della comunità Europea, con l’intento di arricchire culturalmente gli studenti, permettere loro di fare esperienze di studio confrontandosi con Università straniere. Un modo per promuovere e realizzare la solidarietà europea che continua da 25 anni.
Gli Erasmus non sono in vacanza: usufruiscono di un diritto. Perché negare loro un altro diritto fondamentale, quello alla partecipazione politica? I problemi tecnici insormontabili, viene da pensare, sono solo la maschera di un problema più generale di ordine politico e culturale: l’indifferenza della classe dirigente nei confronti di una generazione lasciata sempre più a se stessa.

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