“Erasmicamente” – la politica italiana vista dagli stranieri

di Francesco Iacona

Erasmicamente è il titolo che ho voluto dare a questa rubrica, nella quale cercherò, appunto, di raccontare un po’ della mia esperienza in Erasmus. Sono partito il 17 gennaio con destinazione Barcellona, città nella quale starò sei mesi per studiare all’Università Autonoma.
Ho tante cose da dire, da raccontare… Avrei potuto cominciare questa rubrica parlando delle immancabili “bevoge” serali, della vita dello studente Erasmus o scrivendo una sorta di manuale di sopravvivenza per chi va a vivere all’estero per un lungo periodo. Beh, per tutto questo ci sarà tempo. Ora vorrei cominciare Erasmicamente con qualcosa di più serio. Vorrei parlare un po’ di politica.

Le elezioni ormai sono compiute [scrivo questo articolo nel week and del voto, quindi ancora non ne conosco gli esiti] e la politica mi sembra un ottimo argomento. Non voglio esprimere opinioni di nessun tipo ma, piuttosto, cercare di descrivere come la politica italiana sia vista al di fuori dei nostri confini.
In questi giorni mi è capitato di scambiare opinioni con ragazzi e ragazze quasi di ogni nazionalità e tutti i discorsi in cui mi sono imbattuto hanno un punto comune, o per meglio dire, un nome comune: Silvio Berlusconi. Nessuno, tra gli stranieri con cui ho avuto la possibilità di trattare l’argomento, ha detto di conoscere Bersani, Vendola, Bossi, Fini o la novità “Movimento 5 Stelle”; solo una ragazza greca sapeva del nostro attuale governo tecnico e di Mario Monti. Ma una cosa è certa: Berlusconi, lo conoscono tutti. È come un marchio di fabbrica ormai.
E se il Berlusca sia un brand positivo o negativo dipende dall’opinione di ciascuno, per carità… Ma il pensiero comune che ho osservato non è certo benevolo. Tendenzialmente, egli appare come un burlone, un barzellettiere, un amante degli scherzi; non certo un politico affidabile. Poi qualcuno si azzarda a chiedere: «Ma come avete fatto a farvi governare da uno come lui per così tanto tempo?». Bella domanda…
Emblematico, inoltre, lo scambio di battute con Callum, ragazzo inglese di Leeds che, con un ottimo spagnolo, mi chiede: «¿Votaras para Berlusconi?» «¡Claro que no!» e poi, con l’espressione un po’ preoccupata: «¿Ma piensas que el podria ganar las elecciones?» «No, creo que no. En Italia la izquierda es en ventaja». Vedremo… Quando leggerete questo articolo probabilmente già si saprà se le mie previsioni erano corrette o meno.

 

La cosa più curiosa e sorprendente però mi è capitata in università, quando, curiosando tra i vari giornali e manifesti studenteschi, sono stato attratto da El Triangle. Si tratta di un settimanale catalano che tratta per lo più di politica, società, cronaca e satira.
Sfogliandolo, a pagina 14 mi imbatto in un articolo intitolato “Italia, hora zero. L’últim sospir del berlusconisme” [la traduzione è facilmente intuibile]. Provando a dare un’occhiata al testo dell’articolo (con i limiti che la lingua catalana mi impone) sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla precisione con cui viene descritto lo scenario politico italiano.
L’autore dell’articolo, Gustau Navarro, comincia a parlare – ed era inevitabile – di Berlusconi e di come queste elezioni per un osservatore esterno possano sembrare solo una ripetizione degli ultimi vent’anni con Il Cavaliere (termine riportato nell’articolo proprio in italiano). Ma, invece, viene precisato che «“il Cavaliere” questa volta non gioca la partita per vincere le elezioni, ma tutti i suoi sforzi disperati verranno fatti per salvare il possibile e poter ancora giocare una parte nello scacchiere politico che nascerà». E poi: «[…] Una proprietà caratteristica della politica ideologica berlusconiana consiste nel chiedere ai suoi possibili elettori la fiducia sulla base dei suoi comportamenti passati, soprattutto in nome della sua lotta contro il pericolo dell’arrivo del “mal comunista”». Segue un giudizio – forse un po’ eccessivo – sul nostro Paese: «[…] L’Italia non acquisterà mai le caratteristiche di una completa democrazia europea se la sua politica resterà ancorata alle promesse e non ai fatti». E ancora: «Le elezioni del 24 e 25 febbraio potranno essere un’opportunità per avanzare un giudizio sul comportamento degli italiani e per vedere se riusciranno a distaccarsi dalle decisioni dei governi di Centro-destra capitanati da Berlusconi per ben otto anni nel decennio 2001-2011. Vedremo, quindi, se gli italiani si opporranno al ritorno della politica delle chiacchiere, delle dichiarazioni estemporanee e dell’anticomunismo osannato dall’ex primo ministro».
Pareri duri quindi sul nostro Paese, che negli ultimi anni è stato governato con politiche tanto impopolari da creare non solo sconforto negli stessi italiani, ma anche giudizi aspri da parte della stampa estera.
El Triangle però non si ferma solo a Berlusconi e al berlusconismo, ma prosegue l’analisi citando gli altri protagonisti delle nostre elezioni. Primo fra tutti Beppe Grillo e il suo “Moviment Cinc Estrelles”: «Questo comico genovese può essere la grande sorpresa di queste elezioni, malgrado la sua demagogia, dato che alcuni lo accusano a causa dell’assenza di democrazia interna al suo movimento». E, anche qui, bisogna complimentarsi con il giornalista catalano per la sua impeccabile precisione cronachistica…
«Non è chiaro – continua l’articolo – dove arriverà il centrismo di Mario Monti, attuale primo ministro del governo tecnocratico, che conta sul supporto degli antichi alleati di Berlusconi: Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini. Il governo temporaneo di Monti è stato il frutto della volontà della troica europea, non di un processo democratico». Anche se quest’ultima affermazione pecca di imprecisione, stupisce un’analisi tanto approfondita del nostro quadro “tecnico” oltre che politico; infatti, viene aggiunto: «[…] Adesso Monti passerà l’esame delle urne, anche se i sondaggi non gli sono molto favorevoli. Però alcuni analisti gli attribuiscono la funzione di ago della bilancia della situazione a causa di una legge elettorale che può non dare la maggioranza al Senato alla favorita coalizione di Centro-sinistra. Questa è, di fatto, l’unica possibilità di influenza di Mario Monti dopo il 25 febbraio».
Ecco, veniamo alla coalizione favorita, appunto: «Di fatto, la partita è tutta nelle mani della coalizione di Centro-sinistra. Il Candidato Pier Luigi Bersani e il suo alleato Nicola “Nichi” Vendola hanno una possibilità d’oro per sotterrare alle urne i resti del berlusconismo».

Beh, che dire… Da un lato fa piacere che all’estero qualcuno si interessi tanto all’Italia narrando un contesto estremamente preciso. Ma non è certo bella l’opinione che noi abbiamo al di fuori dei nostri confini.
In ogni caso, queste elezioni sapranno rispondere a molte domande – oltre ai dubbi e ai timori dei redattori de El Triangle e del simpatico Callum.

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