Lista dei professori ebrei. Dove arriva la follia

 

di Giovanni Cervi Ciboldi

 

In giornata è atteso il comunicato stampa con cui l’Università esprimerà la propria solidarietà al docente pavese incluso nelle liste di proscrizione apparse sul portale del gruppo neonazista “Holywar”, insieme ad altri 200 tra professori universitari, giornalisti ed professionisti noti al mondo della cultura e dell’informazione: tutti accomunati dalla dissennata accusa di essere “sayanim”, ovvero – per gli autori dell’elenco – “collaboratori dell’intelligence israeliana” o, più generalmente, “persone liete di servire Israele pur vivendo in uno stato diverso da quello ebraico”.
La prima impressione che si ha esplorando il sito ed i suoi meandri è quella di essere piombati in un universo fuori dal tempo e dallo spazio, culla di una propaganda antisemita nel nome del negazionismo della soluzione finale e di un fantasioso “complotto giudaico-massonico”. Come se non bastasse, tutto questo avviene millantando una sorta di missione divina nel nome del Dio dei cristiani, identificando l’ebreo come il demonio incarnato. Insomma, un proselitismo che cerca di intervenire sulla parte spirituale e quindi più irrazionale delle persone.
Dopo la condanna sia ai gesti sia agli intenti, rimane poco da dire. Piuttosto dei loro fatti, però, meglio le nostre parole: tocca constatare come il rigurgito di idee folli e pericolose già condannate dalla storia, di qualsiasi colore esse siano, tenga banco ancora negli ultimi anni, adottando tra l’altro immutate idee ed invariati metodi. Sia come reazione all’estinzione del mondo in cui già furono abiurate, sia come occasionale riemersione di latenti ideologie che mai furono risposta e mai lo saranno. In ogni caso, tutti pericolosi frutti di alienazione.
Solidarietà, professore. A differenza sua, non siamo filosofi. Ed è forse per questo che ancora di stupiamo nel leggere fino a che punto può arrivare la follia.

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