Dopo 3 anni: Grazie!

di Paola Cabutto

Giovanni Paolo II

Nato a Wadowice negli anni ’20, studente universitario presso l’ateneo di Cracovia, attivista “culturale” per la difesa della sua Polonia durante l’invasione nazista, poi sacerdote ed infine, Papa: Papa Giovanni Paolo II. Un uomo speciale e un Papa di tutti, di tutti i credenti ma anche di coloro che prendono le distanze dalla Chiesa, il Papa di milioni di devoti dei 5 continenti e anche di milioni tra coloro che non praticano la religione ma che sono rimasti affezionati a Wojtyla in quanto uomo di pace, di Amore e di comunicazione. Il comunicare è stata, forse, la capacità più spiccatamente sviluppata da Giovanni Paolo II durante i 26 anni del Suo Pontificato: comunicare dal Vaticano ma soprattutto viaggiare in tutto il mondo portando il messaggio del Cristo risorto da Manila a Denver, da Parigi a Toronto… Sono queste alcune delle mete delle Giornate Mondiali della Gioventù che hanno raccolto, dal 1984, milioni di giovani cristiani in pellegrinaggi di portata planetaria. Veglie di preghiera, dibattiti con i Vescovi, S.Messe celebrate all’aperto, discorsi impostati per i giovani dal Papa stesso:un programma studiato nei minimi dettagli per permettere pochi giorni di intenso incontro con la Parola di Dio. Giovanni Paolo II ha voluto fino alla fine essere accanto ai giovani considerandoli “luce del mondo e sale della terra”. Ed è proprio dai giovani che ha ricevuto le maggiori e più calorose manifestazioni d’affetto sia in vita ma soprattutto durante il difficile periodo della debilitante malattia che lo ha accompagnato negli ultimi anni di vita. Ancora oggi, a distanza di anni, l’ammirazione e l’affetto che ha suscitato sono vivi nel ricordo di tutti noi.

Solo un pensiero per concludere: grazie!

11 pensieri riguardo “Dopo 3 anni: Grazie!

  • Aprile 3, 2008 in 1:41 pm
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    Lo stesso Augusto Pinochet al quale la Chiesa concesse il funerale religioso. Un rito negato invece a Piergiorgio Welby.
    Non c’entra nulla, me ne rendo conto. Ma non posso fare a meno di ricordarlo.

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  • Aprile 3, 2008 in 2:55 pm
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    Diatribe entrambe vecchie e superate. E tocca segnalarlo a me che sono agnostico

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  • Aprile 3, 2008 in 6:45 pm
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    Dillo a quel migliaio di persone morte ammazzate da Pinochet nello stadio dopo il Golpe…

    Peace!

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  • Aprile 3, 2008 in 9:30 pm
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    Chissà perchè le cose negative si ricordano sempre quelle belle no.
    La chiesa non è perfetta, ma da alcuni discorsi sembra sia il male assoluto, mi sembra eccessivo.

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  • Aprile 3, 2008 in 10:48 pm
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    Qui non si sta parlando della Chiesa ma di un Pontefice. Mi sembra differente. Credo sia giusto ricordare i meriti dei grandi personaggi della storia. Ma ognuno ha le sue luci e le sue ombre: dunque è giusto ricordare anche i demeriti. Altrimenti dagli errori non si impara mai, no?
    La Chiesa (o chi la guida) non è il male assoluto ma non è nemmeno il bene assoluto. O mi sbaglio?

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  • Aprile 4, 2008 in 9:39 am
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    Giuda si è seduto al tavolo di Gesù e poi lo ha venduto per pochi denari; l’insegnamento della Chiesa è di accogliere tutti, nessuno escluso, perchè alla fine sarà Lui a giudicare…
    Non dico che Pinochet, o altri del suo calibro, siano belle persone da accogliere e ammirare ma il gesto di Giovanni Paolo II di recarsi dove la gente ha bisogno, e mi pare che in Cile di problemi ce ne fossero, è da ammirare, se non per quello che ha fatto almeno per il gesto di comunione e fratellanza.

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  • Aprile 4, 2008 in 10:18 am
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    Mah…non saprei…
    Purtroppo il fatto che il Papa si sia recato in molti Paesi problematici non ha fatto sì che questi si risollevassero.
    Come giustamente scrivi è un “gesto”. Niente di più.

    Riguardo alla questione del “giudizio finale” mi rendo conto che subentra un discorso di fede. Ma dire che “Lui” giudicherà e fino a quel momento saremo tutti in fratellanza mi sembra una giustificazione eccessiva e fine a se stessa. In fondo la storia ha già giudicato personaggi come Pinochet o Hitler o altri. E non credo sia contemplato il perdono in casi del genere.

    Ripeto: non si parla male della Chiesa o del Papa perché piace farlo. Ma si tratta di fenomeni prettamente “umani”. E valutarli, anche in negativo, non mi sembra un oltraggio.

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  • Aprile 4, 2008 in 10:54 am
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    Capisco il tuo punto di vista Albe, il problema è che spesso si tende a vedere solo le cose negative ed a lasciare in ombra quelle positive, quando il discorso cade sulla chiesa.

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  • Aprile 4, 2008 in 11:38 am
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    Il post di Paola ha toccato solo aspetti positivi. Credo che il senso dei commenti, invece, sia quello di ricercare le contraddizioni. Poi non è detto che queste ultime cancellano ciò che di buono è stato fatto. Però ci sono ed è inutile negarlo. Se ne parla solo per correttezza (almeno, questa è la mia visione), non per il gusto di attaccare.
    Non stiamo giudicando l’operato della Chiesa in generale; piuttosto stiamo valutando la storia di un Pontefice che ha fatto grandi cose ma che – in quanto uomo – non sempre ha fatto la scelta migliore.
    Mi pare che lo stesso messaggio cristiano contenga in sé un concetto di non-perfettibilità dell’umanità. Dunque gli errori sono contemplati e fanno parte del “gioco”.

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  • Aprile 4, 2008 in 7:33 pm
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    Gli errori sono contemplati ed è “giusto” che se ne facciano…come diceva Giulia però, quando si tratta della Chiesa, o degli uomini o delle donne di Chiesa, il giudizio negativo è sempre pronto, sembra sia più facile da esprimere che in altri campi…

    Con questo non voglio dire che il post che ho scritto non volesse essere commemorativo in senso positivo per uno dei più grandi uomini della storia perchè lo si capisce leggendolo, solo non avrei voluto dover far vomitare nessuno…

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