CONTEssa d’Italia

di Simone Lo Giudice

Due destini che si uniscono, stretti in un istante solo. La tripletta di Milito manda il Diavolo all’Inferno, spingendo la Signora in Paradiso. Quello tra la Juventus e lo Scudetto è stato un divorzio all’italiana, sancito dalla legge nostrana con tutte le incertezze del caso. Sei anni dopo lo scoppio di Calciopoli, la sorte vuole che sia proprio il miglior nemico interista a legittimare la gioia juventina più grande. La Vecchia Signora è passato di rango. Da ieri sera è CONTEssa d’Italia!

 

“Lo Stadio che cambia il calcio”: così urlava uno slogan bianconero lo scorso settembre 2011. Nove mesi dopo lo Juventus Stadium ha cambiato molte cose: il calcio italiano sicuramente, la sua padrona di casa soprattutto. Bastava partire da lì per capire come sarebbe potuta andare a finire. A fare il resto ci ha pensato Conte, l’architetto di un’impresa ancora più grande. La portata di Pirlo ha impreziosito una tavola già ben assortita (col senno di poi “del Pirla” lo daremo a chi l’ha lasciato partire da Milano con tanta leggerezza). Il nuovo stadio, Antonio in panchina, Andrea in campo: con questi tre ingredienti è stato possibile cucinare un piatto sublime.

La Juve festeggierà davanti al suo pubblico da imbattuta (impresa mai riuscita da quando il Campionato si è allargato a 20 commensali) dopo troppe illusioni e un paio di settimi posti. Dal 2006 a oggi è cambiato quasi tutto in casa Juve, a parte Del Piero e Buffon. Due simboli della Nazionale Campione del Mondo in Germania, due mausolei della storia bianconera. Loro due c’erano a Rimini (dove la Juve esordì in Serie B), entrambi erano sul prato del Nereo Rocco ieri sera (dove la Juve è tornata a vincere). Due Grandi Uomini che hanno creduto fortemente nella resurrezione della loro Vecchia Signora. Come da tradizione, anche l’ossatura di questa Juve-Campione è italianissima: che possa essere di buon auspicio per la nostra Nazionale a EURO 2012? Potrebbe. Anche se questa squadra è prima di tutto figlia del suo allenatore. Bentornata CONTEssa d’Italia!

 

Se a Trieste si festeggia, a San Siro di Allegri sono rimasti solo i cognomi. L’Inter ha vinto il suo secondo derby in stagione, ma stavolta il Milan è stato letteralmente rullato. Le decisioni arbitrali avevano indirizzato il derby verso Milanello (il goal di Cambiasso era probabilmente regolare e il rigore su Boateng non c’era), ma i ragazzi di Stramaccioni hanno gettato l’orgoglio oltre l’ostacolo. Milito con la sua tripletta e Maicon con la sua volè si sono ricordati di essere stati i Campioni di Madrid 2010, mentre il Milan si è spento nonostante Ibrahimovic. C’è ancora una speranzina-terzo-posto per l’Inter, per Allegri invece i jolly sono finiti. Che non fosse l’anno del Milan si era capito da mesi: partenza lenta, troppi infortuni, risultati altalenanti. Insieme a Pirlo, il Diavolo si è scucito dal petto pure lo Scudetto. Un gioco vero e proprio invece non c’è mai stato. Sarà che avere Ibrahimovic comporta soprattutto questo. In ogni caso Allegri ha fatto un passo indietro significativo rispetto alla stagione d’esordio. Max chiuderà la stagione con zeru tituli: Mourinho avrebbe glossato così.

 

Per il terzo posto se la giocheranno Lazio e Udinese fino alla fine, con i Friulani nettamente favoriti (basterà pareggiare a Catania per entrare in Champions League). Come un anno fa, Guidolin potrà ballare di gioia insieme ai suoi ragazzi terribili. Ci auguriamo che stavolta Pozzo non venda i gioielli di famiglia, come fece la scorsa estate prima di affrontare l’Arsenal ai preliminari (dove puntualmente fu eliminato). Sennò bisognerà mangiarsi le mani per non aver avuto una tra Napoli-Inter-Roma piazzata in terza posizione finale. Perchè l’Italia ha bisogno di squadre che giochino le Coppe per vincerle, non per rimpolpare le casse unicamente. Significativo l’epilogo della stagione del Napoli, che ha creduto fin troppo nella Champions per trascurare così tanto il Campionato. Retrocedere in Europa League non è un fallimento, ma non è un passo in avanti. I prossimi passi questo Napoli dovrà comunque farli senza Lavezzi (anche ieri inspiegabilmente partito dalla panchina, qualcosa sotto c’è). Complimenti alla Lazio che non molla (nonostante il solito plotone di assenza). Bravissima l’Inter come già detto (Stramaccioni meriterebbe la conferma per quanto ha fatto vedere finora). Inspiegabile la Roma (con Luis Enrique ormai lontano da Trigoria, ma Villas Boas non è la soluzione a questi mali).

 

In fondo alla classifica ci sono un Lecce disperato e un Genoa quasi in salvo. L’ultima giornata ha in programma Chievo-Lecce e Genoa-Palermo. Ai Pugliesi non resta che sperare nel figliol prodigo Miccoli, neretino di nascita e palermitano di adozione. In questo caso a dare un mano a Serse non sarebbe di certo il suo miglior nemico, ma l’amico più cosmico possibile.

Un pensiero riguardo “CONTEssa d’Italia

  • Maggio 7, 2012 in 1:32 pm
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    “Max chiuderà la stagione con zeru tituli”.
    Non è vero: anche se meno importante, la Supercoppa Italiana fa parte della stagione 2011/12. Perciò:
    – Milan, uno tutuli (Supercoppa Italiana);
    – Juventus, uno o due tituli (Scudetto e/o Coppa Italia);
    – Napoli, uno o zero tituli (Coppa Italia o niente);
    – Inter, zero tituli (niente di niente!).
    Il tutto mourinhamente parlando! XD

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