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Che colore ha la fine dell’amore

Il fumetto illustra la malinconia nella piccola mostra al Broletto

Ė una domenica soporifera: l’after della sera prima si fa sentire, e il tempo nuvoloso e caldo-umido invita a cedere alle lusinghe del divano… Ma non mi do per vinta e esco ugualmente! Gironzolo per il centro, cercando su Internet qualche evento a cui partecipare e mi imbatto in una piccola mostra organizzata nelle sale del Broletto: La fine dell’amore. “Speriamo non sia una cosa troppo melensa… le mie occhiaie in questo momento non possono sopportarlo!”.
coverE invece no. La locandina all’ingresso è in toni vivaci (giallo, blu, rosa), e i tratti sottili del disegno ricordano lo stile di un fumetto.
E lo è, un fumetto. Me lo spiega, una volta entrata, la signorina addetta alla mostra: “Diversi artisti hanno interpretato, ognuno a suo modo, i racconti del volume La fine dell’amore di Ilaria Bernardini, dando vita a queste graphic short stories“.

Mi invita a pescare un bigliettino da una boccia di vetro piena di pezzi di carta. Ė una citazione tratta da una di quelle tredici storie:
“è questo che non ti piace. che non sono nuova”.
Mi accompagna davanti alle tre tavole appese che riproducono quel racconto, Giorno da ciechi, una creazione di Amalia Mora. Grigio-nero-giallo ocra, a comunicare una sensazione di soffocamento. Disegni di una stanza sempre più angusta. Di una donna incinta. Di coltelli. ‹‹Sì, la tematica non è molto felice… D’altronde, il titolo è “la fine dell’amore”…››. Effettivamente, ha ragione.

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Proseguo, leggendo le didascalie degli artisti: fumettisti, illustratori, direttori artistici, fotografi…Tredici autori per tredici stili diversi: tratto sottile, tratto spesso, pastelli a cera, acquerello, colori brillanti, bicromia, bianco&nero…
La varietà attira in un turbine di tinte e linee che scandiscono un contenuto grave, come mi aveva preannunciato quella prima storia: i racconti sono spesso cupi e tetri, l’atmosfera malinconica lascia addosso, una volta letti, una diffusa sensazione di inquietudine.
Ma ciò che affascina è proprio questo: il modo in cui ciascun artista ha tradotto il racconto in fumetto, riuscendo a esprimere efficacemente l’angoscia, il dolore, la solitudine che si celano dietro le parole scritte. Le stesse parole che raccontano la fine di un amore, di un’amicizia, insomma di una vita.

cop-def-stampaLa mostra si tiene fino al 10 maggio nelle sale del Broletto, Piazza della Vittoria (Pavia).
Apertura da mercoledì a domenica, dalle 16.00 alle 19.00.
Ingresso gratuito

L’autrice
Ilaria Bernardini è nata nel 1977 a Milano. Laureata in Filosofia della scienza, scrive per il cinema, la tv e “Rolling Stone”. Ha pubblicato Non è niente (Baldini & Castoldi), La fine dell’amore (ISBN), I supereroi (Bompiani) e Corpo libero (Feltrinelli).

Gli artisti
Akab, Monica Barengo, Marta Baroni, Matteo Farinella, Marco Galli, Chiara Leardini, Amalia Mora, Mabel Morri, Matteo Pederzini, Silvia Rocchi, Sylvia K., Elena Triolo, Jacopo Vecchio.

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