Buon Anno

di Luca Restivo

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C’è stata l’Onda, che ha travolto più o meno tutto e tutti e comunque tanti… c’è stato l’abbronzato, quello che “tanto alla fine vince l’altro che sotto sotto gli americani sono razzisti” e invece… ci sono stati i soldi che hanno fatto puf!, spariti dalla faccia della terra e dalle tasche di tanti risparmiatori onesti (ma anche da onestissimi figli di puttana)… ci sono state le medaglie oro, argento e bronzo e tutto il medagliere, con noi italiani sempre in quella zona di mezzo che mai si capisce se siamo brocchi o bravi… c’è stato Lui che è ritornato e quella che è finita lì a far la foto da Ministra e non sa nemmeno lei il perché (mentre noi lo sappiamo, lo sappiamo…) … ci sono stati “Gomorra” e “Il Divo”, un “American Boy” che quasi non lo sopportavamo più e una che stava alla cassa dell’esse(esse) lunga ed è finita a supplicare il suo lui di non scordarsi mai di lei…

Se ripenso a quest’anno e alle tante ore spese con gli occhi incollati sui quotidiani (quello della Sera, quello che il suo nome, nel nostro stato di Bananas, pare una presa in giro e quello che rimarrà per sempre il giornale dell’Avvocato) sono tante le notizie che mi tornano alla memoria.
Alcune le ho lette e rilette e ancora adesso non ci credo (“Ma figurati! È un nero…”); altre lette perché andavano lette per sapere dove stiamo andando a finire; molte sfiorate con il dito, che tanto lo sapevo che saremmo andati a finire lì; infine un’enormità di fatti e personaggi che ho solo annusato, che già odoravano di nulla a passarci da lontano e non meritavano nemmeno l’attenzione di una sniffatina.

Una più di altre però mi pare degna di nota, una sorta di summa involontario di quello che è stato e, soprattutto, di quello che dovrà e dovrebbe essere questo 2009.

A renderla nota al grande pubblico è stato Massimo Gramellini su “La Stampa” verso metà novembre: ricordo ancora che stavo facendo colazione mentre la leggevo, una colazione che quella mattina fu più lunga del solito visto che, una volta arrivato all’ultima riga dell’articolo, tornai daccapo alla prima e così feci per altre due volte fino a quando ogni aspetto della vicenda non rimase impresso nella mia memoria, assai labile prima del mezzogiorno.

Il nocciolo della questione è che Naomi Klein ha ragione: i logo che hanno invaso le nostre vite e le nostre città con il loro martellamento continuo ci hanno fatto diventare tutti piccole cavie di Pavlov. Così succede che dici Mac Donald’s e pensi all’hamburger, Kleenex e ti immagini subito un fazzoletto…
Molti, che non necessariamente approvano le idee della Klein, le chiamano “associazioni di idee”: funzionano in ogni cultura ad ogni latitudine del mondo.
Anche in Italia.
Qua da noi, per esempio, ti basta dire Thyssen Group e pensi all’inferno, ai diritti violati, ad un lutto continuo che per ipocrisia continuiamo a chiamare “morti bianche” e non, onestamente, omicidi.
E invece no, non più, almeno.
In questo duemilaeotto succede che due famigliari degli operai che in quel rogo persero la vita abbiano iniziato a frequentarsi, ad avere una storia, una relazione.

Così il mio duemilaeotto decido di dedicarlo a loro due e a tutto quello che involontariamente rappresentano.
Alzo il mio calice per quel misto di incredulità e senso di colpa che avranno provato nel sentirsi felici nel mezzo di un dramma, nel loro cercarsi di nascosto, ripenso a tutte le difficoltà che avranno dovuto superare per dirsi un primo “ciao” che fosse sincero, brindo ai loro dubbi e alle loro gioie, al loro primo film visto assieme e alla loro canzone…
A tutta la normalità che hanno perso e che hanno il diritto di riprendersi e che, grazie al cielo, hanno già cominciato a fare.

Che se dall’inferno può nascere il primo bacio tra un ragazzo e una ragazza entrambi vittime collaterali di una fabbrica che uccide, allora possiamo davvero aspettarci tutto da questo imminente 2009.

Un pensiero riguardo “Buon Anno

  • Gennaio 29, 2009 in 10:10 am
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    caro luca, non ci conosciamo, ma questo post è credo la migliore cosa che ho letto su fatti e fattacci del 2008. che il diritto alla felicità possa essere di tutti, e l’amore sempre fenice. con stima, il vostro affezionato ze (ab).

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