Bavagli vecchi e nuovi

di Erica Gazzoldi

 

È ancora un ricordo fresco il disegno di legge sulle intercettazioni, proposto dal ministro Alfano ed approvato dal Senato il 10 giugno 2010. Il comma 29 poneva aggiunte all’art. 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (“Disposizioni sulla stampa”). Esse estendevano ai siti informatici l’obbligo di rettificare immagini o affermazioni ritenute lesive o false dagli interessati. Non c’è, però, indicazione dei criteri in base a cui decidere cosa sia “lesivo”. O, meglio: il criterio è l’arbitrio degli interessati. Questo potrebbe contrastare la libertà di stampa sancita dalla Costituzione (art. 21). Ancora più grave è la situazione, quando qualcuno avversa citazioni a lui sgradite accusando di “diffamazione”. Questa via è meno innovativa, ma certamente più efficace, per intimidire un avversario. Inchiostro (n. 116, marzo 2012), a pag. 6, ha trattato il caso del blogger Vincenzo Fatigati. Il suo sito, L’inferno dei viventi (http://vincenzofatigati.wordpress.com/  ) figura ormai come “Blog protetto”. I suoi post scottano, perché imbevuti di una realtà vissuta nella nativa Afragola: la criminalità organizzata. Gli sono però costati più cari articoli non suoi, diffusi via Facebook.
Le citazioni da Gomorra, “Il Mattino” e “La Repubblica” non sono piaciute ad Anna Mazza. Roberto Saviano l’ha resa famosa come “vedova nera della camorra”. (1)
Ciò che la signora avrebbe trovato lesivo sarebbe stata la descrizione del figlio Luigi Moccia: “Modi gentili e buone maniere, mai fuori posto nei gesti, nasconde però una mente fredda e calcolatrice. Non alza mai la voce, ma i suoi silenzi fanno tremare le vene a chi gli sta di fronte.” (2)
Lesive sarebbero anche le dichiarazioni del pentito Domenico Cuomo: “Una persona (omissis dei magistrati sul nome) mi ha spiegato che i capi del nostro gruppo camorristico hanno deciso di favorire la scelta della dissociazione di cui da tempo parla il vescovo di Acerra […] Mi fu detto che a tenere i contatti con don Riboldi era Luigi Moccia.” (3)
Senonché, il risentimento di Anna Mazza per tutto questo si è rovesciato, principalmente, sul concittadino Vincenzo. Ciò per aver diffuso notizie di pubblico interesse e non certo infondate. L’esistenza del clan Moccia è documentata dal rapporto della Direzione Investigativa Antimafia sulle operazioni del 1999 (“Operazione Rubino”). Nel maggio 2010, 11 affiliati al clan sono stati arrestati. (4)
Il sostegno contro la pressione psicologica della concittadina viene a Vincenzo dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Nel frattempo, si aspetta di vedere da quale parte penderà la bilancia: l’arbitrio dell’interessata o la tutela di una libertà fondamentale.

 
(1) Roberto Saviano, Gomorra, (“Piccola Biblioteca Oscar”), Milano, 2010, Arnoldo Mondadori Editore, pp. 164 ss.
(2) Marco Di Caterino, “Come un manager alla guida della camorra spa”, Il Mattino, 1 novembre 2005.
(3) Giovanni Marino e Ottavio Ragone, “Così la camorra manovrò don Riboldi”, La Repubblica, 28 settembre 1994. La “dissociazione” è l’assenso ad “ammettere solo le proprie colpe senza denunciare i complici.” (ibid.)
(4) “Clan Moccia, 11 arresti per estorsioni”, La Repubblica, 21 maggio 2010.

Un pensiero riguardo “Bavagli vecchi e nuovi

  • Aprile 24, 2012 in 1:01 pm
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    Aggiornamenti dell’ultimo minuto: Vincenzo Fatigati pienamente assolto. (Come volevasi dimostrare). 🙂

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