Addio a Giger, padre di “Alien”

Hans Ruedi Giger 1940-2014

Due settimane fa, precisamente il 12 maggio, il mondo del cinema ha pianto la scomparsa di un altro colosso. Questa volta non parliamo di un attore, di un regista o di un doppiatore ma di qualcuno che ha lavorato ancora di più dietro le quinte e che è riuscito a diventare una vera e propria leggenda. Questa volta parliamo di H.R. Giger, il mago dell’incubo biomeccanico che ha dettato legge nel genere cinematografico fantascientifico. Deceduto a causa di una caduta traumatica, Hans Ruedi Giger ci ha lasciati all’età di 74 anni creando una voragine nel mondo dell’arte surrealista, del design e degli effetti speciali della cinematografia.

Nato a Chur nel 1940, Giger si trasferisce a Zurigo nei primi anni ‘60 per iniziare una carriera di architetto e designer industriale, riversando poi le proprie abilità nel contesto artistico che gli regalerà notorietà mondiale nel 1979 grazie alla creazione (in collaborazione con Carlo Rambaldi) della creatura del film Alien di Ridley Scott, lavoro per il quale vinse l’Oscar per i migliori effetti speciali nel 1980.

Il “Giger Bar”

Oltre all’impegno in campo cinematografico, Giger lavora anche come scenografo e designer realizzando, tra i suoi lavori più famosi, il “Giger Bar” nella propria città natale e l’asta del microfono di Jonathan Davis, il famoso cantante dei Korn. Nei primi anni Novanta Giger comincerà il proprio lavoro al Museum H.R. Giger nel borgo di Gruyères (Svizzera), museo realizzato all’interno di un castello medioevale. Dopo l’immenso successo cinematografico, Giger collaborerà ai sequel di Alien, al film Specie mortale di Roger Donaldson e realizzerà anche gli effetti speciali del videogioco Darkseed.

I lavori e l’estetica di Giger hanno avuto influenza a livello mondiale e in svariati ambiti artistici, rendendolo ancora di più una leggenda nella visione onirica, aliena e fantascientifica degli ultimi trent’anni e consacrandolo come una delle menti più geniali dell’arte contemporanea. H.R. Giger era un visionario, un genio. Tutto ciò che possiamo fare davanti a una perdita così grande è sentirci fieri di essere riusciti a viverlo e ringraziarlo infinitamente per averci reso partecipi e per averci regalato il suo lavoro.

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