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5 motivi per leggere Civil War

L’ho già detto, non sono un grande patito del genere supereroistico, ma un occhio, ogni tanto, ce lo butto. Civil war non è e non sarà mai a livello dei capolavori del fumetto italiano (diteglielo, a Stan Lee e alla sua cricca, che il fumetto statunitense non è per nulla paragonabile al francese o all’italiano), ma è giusto che lo si legga perché:

 

1) ci sono tutti i superumani della Marvel concentrati in un’unica lunga storia (quasi, in realtà: Hulk, ad esempio, scompare prima);

2) l’idea di base è molto intrigante: il governo decide di registrare tutti i superumani; di conseguenza ne nasce una guerra civile tra quelli pro e quelli contro;

3) a capo dei pro c’è Tony Stark, alias Iron Man, a capo dei contro c’è Steve Rogers (uno dei pochi già registrati per forza di cose), alias Capitan America, e la storia si sviluppa intorno a umanissimi cambi di idee e di bandiera;

4) in Civil war si può notare quanto Tony Stark sia un gran pezzo di ¢*#@$, figlio di $£¢¢*#@ (come censurerebbero quelli della Marvel), capace di vendere le amicizie, altro che il filantropo un po’ antipatico interpretato da Robert Downey Jr.;

5) da ultimo… Peter Parker (l’Uomo ragno), toglie la maschera davanti a milioni e milioni di persone: sono forse le tavole più belle.

Matteo Camenzind

Nato e cresciuto in Ticino, si laurea in Filologia italiana presso l'Università di Pavia. È stato direttore editoriale di "Inchiostro" negli anni 2014-2016 e ha partecipato alla fondazione di "Birdmen". Ora è tornato in patria elvetica e insegna.

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