4300 voci per un cinema a Pavia

di Matteo Miglietta

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Cittadinanza attiva e impegno civile sono due espressioni che nell’ultimo periodo sono diventate  dei veri a propri tormentoni. Da almeno un mese si sta parlando con sempre più insistenza di “vento di cambiamento”, della voglia dei cittadini italiani di tornare a far parte del tessuto politico nazionale, stufi di essere inascoltati dalle istituzioni. Serve allora ripartire dal basso, con gesti apparentemente semplici come lo scrivere il proprio nome accanto a migliaia di altri, per far capire alle istituzioni che noi ci siamo. Prendiamo allora la nostra Pavia: 80.000 studenti e tre sale cinematografiche striminzite, tutte nelle mani di un unico proprietario che ormai da troppo tempo sta cercando di combattere la sua battaglia contro i mulini a vento delle multisale iperattrezzate, i videonoleggi, Megavideo ed Emule. Il 3 febbraio scorso lo stesso proprietario, davanti all’imminente apertura della multisala di San Martino (prevista intorno a natale di quest’anno), ha dovuto ammettere di non sapere se riuscirà a reggere il confronto, paventando la chiusura dei suoi Politeama, Corallo e Ritz.

Ma può una città come la nostra rimanere senza cinema? Se lo sono chiesto i promotori del comitato “Cinema per Pavia”, nato spontaneamente per cercare di salvare il salvabile, prima che sia troppo tardi. E la risposta di 4300 cittadini è stata NO! Grazie all’impegno dei membri del comitato, sono state raccolte le firme di tutti i pavesi che hanno voluto esprimere la loro preoccupazione per la situazione attuale, firme che ieri mattina sono state consegnate al sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, insieme alla richiesta di convocare un’assemblea cittadina a settembre (magari all’interno del Festival dei Saperi 2011) per discutere proprio di questi temi, con la presenza anche delle autorità provinciali, dei Magnifici Rettori dell’Università di Pavia e dello IUSS, del Presidente dell’EDISU (anche loro destinatari dell’appello). “I cinema sono luoghi di aggregazione culturalmente qualificati -ha spiegato Maria Teresa Di Palma, portavoce del comitato- la loro scomparsa è un problema che investe non solo la cultura cittadina e la vivacità di un centro storico in costante declino, ma anche la sua vitalità economica e sociale, messa a rischio dal decentramento delle proposte culturali”.

Il sindaco Cattaneo durante l’incontro seguito alla consegna delle firme, ha specificato che è una chiara volontà del Comune quella di dare una risposta al “problema cinema”, innanzitutto creando un calendario unico che possa racchiudere tutte le programmazioni delle rassegne come “Cinema sotto le stelle” (cominciata proprio ieri sera), “Sguardi puri”, “Indie” (realizzato dal Coordinamento per il diritto allo studio grazie ai fondi della Commissione ACERSAT). Inoltre è stato da poco aperto il bando per l’apertura di una multisala al posto del parcheggio in piazzale Oberdan (di cui noi di Inchiostro ci siamo già occupati diverse volte), che dovrebbe vedere la luce entro massimo tre anni.

I buoni propositi sembrano insomma esserci, e si sta anche pensando, per il prossimo anno, di spostare la rassegna estiva “Cinema sotto le stelle” dal Vittadini al più visibile e centrale cortile del Broletto, in piazza Vittoria. La preoccupazione degli studenti e dei cittadini di non poter più andare al cinema in centro resta però alta. Per monitorare la situazione, promuovere e difendere il cinema di qualità a Pavia, martedì 28 giugno il comitato “Cinema per Pavia” si trasformerà in un associazione. Tutti sono invitati ad aderire.

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