I social della guerra – Focus sulla Siria

dicembre 25th, 2018 | by Marta Montagna
I social della guerra – Focus sulla Siria
Attualità

La guerra civile siriana, o crisi siriana, – sviluppatasi in seguito a numerose sommosse popolari, nel contesto della primavera araba, fino a diventare una vera e propria guerra civile tra le forze governative e i ribelli – è iniziata nel 2011 ed è ancora in corso, contando dall’inizio del conflitto più di 470.000 morti e circa 7,6 milioni di sfollati interni.
Una guerra anche spesso dimenticata, ma che, tra i giornalisti che la documentano, conta anche un alto numero di bambini che, attraverso i social, ne raccontano gli orrori scatenando forti reazioni di solidarietà. Secondo Observateurs De France 24 alcuni di questi “reporter” hanno meno di otto anni e sono aiutati dai genitori o dai fratelli a parlare in inglese e a gestire i propri profili: è il caso delle due bambine Noor e Alaa, rispettivamente di otto e dieci anni (su Twitter @noor_and_alaa), aiutate dalla madre, e di Muhammad Najem (@muhammadnajem20, 19,5 mila contatti su instagram, 19 mila su twitter e 7 mila su facebook) che a France 24 dichiara di essersi ispirato a suo fratello, giornalista a Ghuta, il quale, nonostante all’inizio si fosse opposto, adesso lo aiuta con l’inglese e gira alcuni dei suoi video.
Muhammad documenta ciò che succede nella Ghuta orientale, intorno a Damasco, una zona in cui Amnesty International conta 600 civili uccisi dall’inizio del 2018 e 22 ospedali attaccati. Il ragazzo mostra tutto questo orrore entrando a tutti gli effetti nella quotidianità del suo follower occidentale, e portandovi quello che di terribile accade nel resto del mondo: parla della sua scuola distrutta da Assad, come è successo a molte altre, e si chiede come mai questo accada.

Muhammad continua raccontando di come un suo amico sia riuscito a ricevere le cure in uno dei tanti ospedali improvvisati in zona, e di come un altro suo amico non sia riuscito a sopravvivere ai bombardamenti.

Il linguaggio è diretto: su Twitter parla in inglese e usa emoticons. Utilizza anche contenuti sensibili e immagini forti per mostrare agli altri quanto la guerra tolga alla dignità umana: bambini feriti, mutilati, deformati e addirittura morti, ma anche foto di quando la loro vita non era stata travolta dalla guerra, e spera che un giorno tutto possa tornare alla normalità. Nella descrizione di una foto su instagram scrive: “One day we will came back and meet together”.