Sfera Ebbasta: gogne mediatiche e inutili moralismi

dicembre 17th, 2018 | by Ilaria Bonazzi
Sfera Ebbasta: gogne mediatiche e inutili moralismi
Attualità

La sera del 7 Dicembre a Corinaldo, in provincia di Ancona, c’erano oltre mille persone in una discoteca pensata per contenerne la metà. Qualcuno, là in mezzo, ha iniziato a spruzzare dello spray al peperoncino scatenando il panico, e quando si scatena il panico in un posto pieno di gente succede che la gente muore, perché l’importante è uscire, le uscite sono poche e per raggiungerle ci si urta e calpesta e schiaccia. I morti son stati sei, i feriti centoventi ed erano evitabili, sarebbe bastato non mettere millequattrocento persone dove ce ne potevano stare ottocento, sarebbe bastato controllare che nessuno entrasse nella sala con oggetti potenzialmente pericolosi come una bomboletta di spray al peperoncino. Non è stato fatto e l’hanno pagato in sei, cinque dei quali ragazzini. Questo è tutto quel che si sarebbe dovuto dire sulla questione.

Quel che s’è detto invece, per strada e su Facebook, su Instagram e Twitter, è stato ben diverso, perché quelle mille persone erano lì per il concerto di Sfera Ebbasta, che non è esattamente un individuo privo di controversie e si presta benissimo alla gogna mediatica.

E’ quindi successa la gogna mediatica: Facebook fa il grosso errore di chiedere A cosa pensi? e i commenti, i post, i pareri e le sentenze evitabili si sono moltiplicati nel giro di poche ore. Il punto, la fonte d’indignazione, è diventato Sfera Ebbasta, non più i morti né i responsabili dei morti, e ha innescato la dinamica classica dell’ai miei tempi. Ai miei tempi i ragazzini ascoltavano musica decente, ai miei tempi i cantanti erano fini intellettuali, ai miei tempi uno come te avrebbe dovuto trovarsi un lavoro. Non si può morire per un cretino del genere, come se poi morire per i Pink Floyd fosse meglio, il problema non è al concerto di chi si muore, il problema è che ai concerti non si dovrebbe morire, e basta.
Il 22 maggio 2017 Ariana Grande doveva cantare a Manchester e invece s’è trovata al centro di una bufera perché ci son stati un attentato e ventidue morti e secondo il giudizio del tribunale del web lei non se li meritava, quei morti. E’ stata crocifissa, come Sfera Ebbasta, entrambi son passati dall’essere argomento d’interesse esclusivamente dei propri fan a questione di stato perché ogni scusa è buona per alimentare l’eterna lotta generazionale, la polemica sterile sulla crisi dei valori, crisi dei valori che poi nessuno argomenta mai dicendo quali valori siano in crisi esattamente. Ci si limita a dire che i giovani d’oggi ascoltano Sfera Ebbasta e allora siamo perduti, o tempora, o mores, lo stesso discorso che si fa oggi per Sfera Ebbasta si faceva sessant’anni fa quando nasceva il Rock.
Il Rock è andato avanti lo stesso, esattamente come Sfera Ebbasta e chiunque verrà dopo di lui conquistandosi la disapprovazione e l’indignazione della generazione precedente.

Il cambiamento dei tempi e dei gusti non si può fermare, è naturale e sacrosanto anche se sembrerà sempre terribile e apocalittico. Quel che si può fermare sono, invece, le stragi ai concerti.
Quale delle due cose merita più attenzione?