#ViveOggi: 11 Dicembre, Marcello Torre

dicembre 10th, 2018 | by Annamaria Nuzzolese
#ViveOggi: 11 Dicembre, Marcello Torre
Politica

Continua il percorso di Inchiostro all’insegna della memoria delle vittime innocenti di mafia. Questa volta ci trasferiamo in provincia di Salerno, più precisamente a Pagani, luogo natale di Marcello Torre, sindaco della stessa ed esponente democristiano con un passato da giornalista sportivo. Siamo negli anni ’80 e il 23 Novembre la zona viene colpita da una scossa di terremoto magnitudo 6.9 che ristabilisce le gerarchie uomo-natura dalla Basilicata centro-settentrionale alla Campania centrale. I numeri della calamità sono spaventosi: si contano 2.914 vittime, 8.848 feriti e più di 80.000 sfollati. Le macerie psicologiche e materiali hanno sedimentato per anni in una spaccatura tutta italiana che come al solito ha dissotterrato le sue armi più vergognose: la lungaggine delle tempistiche e le manine dell’infiltrazione mafiosa.

Marcello Torre era un avvocato che per molti anni si è occupato della difesa di alcuni boss della camorra invisi a Cutolo, l’uomo che si scoprirà mandante del suo omicidio l’11 Dicembre, a nemmeno un mese dal terremoto. Torre era diventato scomodo in politica perché non voleva ‘gonfiare’ le cifre dei senzatetto impedendo di fatto l’arrivo di cospicui finanziamenti alle imprese affiliate con la camorra nella gestione di appalti e subappalti.

Decine di colpi di lupara lo stroncano fuori casa e lo mettono fuori gioco.

Un teatrino, quello degli appalti di ricostruzione nei luoghi colipiti dalle calamità naturali, destinato a continuare ben oltre la morte di Marcello Torre. I fili delle marionette si muovono su nuovi palchi e simili scenari. Indagini su infiltrazioni mafiose si sono svolte anche per le scosse più rilevanti e recenti degli ultimi anni, primo tra tutti quello del 6 Aprile 2009 che ha colpito l’Aquila e ha portato alla morte di 308 perone e al ferimento di altre 1600. L’europarlamentare Soren Sondergaard ha redatto un dossier sull’utilizzo dei fondi europei per la ricostruzione, dal quale emergono dati sconcertanti. La Corte dei Conti europea ha evidenziato che ogni appartamento è costato il 158% in più rispetto al valore di mercato, sono stati utilizzati 4 milioni in più per il calcestruzzo e 21 milioni in più per i pilastri degli edifici che non sembrano nemmeno essere di elevata qualità. Tra l’altro un numero cospicuo di subappaltatori non disponeva del certificato antimafia e una parte dei fondi per i progetti Case (Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili) e Map (Moduli abitativi provvisori) sono stati indirizzati a società con legami diretti o indiretti con la criminalità organizzata. Curiosamente la Commissione Europea prende le distanze dal dossier di Sondergaard respingendo le insinuazioni sui mancati controlli.

Per quanto riguarda i processi e le condanne, il Tribunale dell’Aquila ha condannato un appartenente alla pericolosa ‘ndrina calabrese dei Caridi-Zindato-Borghetto alla pena di 8 anni di reclusione con l’accusa di associazione mafiosa esterna. Altre indagini sempre della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, hanno portato a galla la presenza di ditte casertane vicine al clan del Casalesi. Una maxi-inchiesta su una serie di appalti della regione Abruzzo vede 27 indagati tra cui funzionari regionali, professionisti esterni ed imprenditori.

Con questo capitolo ancora aperto, la scena si incrina e il pubblico si inchina dinanzi al prossimo spettacolo tenutosi il 24 Agosto 2016 tra Accumoli e Arquata del Tronto, il cui la terra ha deciso di ballare al ritmo sostenuto di magnitudo 6.0.

A quattro mesi di distanza i lavori vengono consegnati alla Htr Bonifiche, un’azienda che per almeno due anni ha affidato le operazioni di movimento terra a un imprenditore sotto inchiesta per legami con la camorra cioè Veca Sud, impresa di Caserta specializzata nel trasporto di materiali. Nel 2017 a quasi un anno e mezzo dal terremoto la ricostruzione non era ancora iniziata , si parlava di casette costruite da operai sottopagati e reclutati in Romania attraverso il caporalato, ed è su questo che l’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata dal presidente Raffaele Cantone tutt’ora svolge il suo controllo, mettendoci l’attenzione e la minuzia che le precedenti vicissitudini impongono.

A volte è l’onestà a far tremare la terra, la stessa da cui si riparte per ricostruire, i castelli delle infiltrazioni sono di sabbia e il soffio degli uomini fa paura alle marionette.