Vesperbild: il tema della Pietà a Milano

novembre 26th, 2018 | by Laura Di Ceglia
Vesperbild: il tema della Pietà a Milano
Cultura

Castello Sforzesco, Antico Ospedale Spagnolo: uno scenario unico e spettacolare nel cuore di Milano offre al pubblico la mostra “Vesperbild. Alle origini delle Pietà di Michelangelo”. L’esposizione, situata dalla parte opposta rispetto alla sala della Pietà Rondanini e visitabile fino al 13 gennaio 2019, è dedicata al tema iconografico della Pietà dalle sue origini nordiche fino alla massima espressione italiana realizzata da Michelangelo. La mostra è articolata in tre sale che ripercorrono l’evoluzione di questo soggetto.
Per Vesperbild si intende un soggetto iconografico nato in Germania sulla fine del 1300 che, attraverso un linguaggio fortemente espressionista, rappresenta un’immedesimazione dei fedeli nella figura di Gesù, ritratto con il corpo rigido, scheletrico e disteso sulle ginocchia della madre. È importante sottolineare anche il carattere privato delle prime rappresentazioni di questo soggetto, destinate ad ambienti funerari.

La mostra, che dispone le opere in ordine cronologico e che fornisce delle letture iconografiche chiare e efficaci, offre una prima scultura lignea di questa “immagine del vespro”, realizzata da un anonimo scultore tedesco. Il tema, di grande impatto emotivo, penetra successivamente in modo capillare in Italia, soprattuto nelle aree del Veneto, dell’Emilia Romagna, delle Marche e dell’Umbria. Abbiamo una prima prova artistica sul suolo italiano nel 1430 da parte del Maestro di Rimini, un artista francese le cui due opere presenti alla mostra offrono una prima reinterpretazione del tema della Pietà. Un altro esempio italiano delle origini di questo tema, sempre destinato ad una committenza privata, è la statua di Lorenzo di Pietro, detto Il Vecchietta. L’opera riprende il tema del Vespro ed è realizzata con una grande violenza espressiva, visibile soprattutto nelle forzature anatomiche. Questo soggetto viene preso e fatto proprio anche da artisti come Cosmè Tura, che rimane fedele ai modelli trecenteschi tedeschi, e da Giovanni Bellini, che realizza un’opera “ibrida”, nata dalla fusione del soggetto della pietà con quello della Madonna in trono.

Sculture, dipinti, incisioni e piccole targhe devozionali create da orafi si susseguono culminando in una realizzazione in gesso della pietà romana di Michelangelo, prima commissione pubblica dell’artista per la cappella funeraria di un cardinale francese. Di grande efficacia, questa riproduzione permette un diretto contatto, impeditoci con la scultura vera e propria esposta a San Pietro, con la rappresentazione michelangiolesca. Una scultura imponente, scolpita in modo da creare un’atmosfera plastica, monumentale e con la quale Michelangelo vuole rappresentare una bellezza ideale, astraendola dalle forme contingenti. Il fascio di luce che la illumina, creando un gioco di ombre e luci, mette in risalto i particolari e ne esalta la bellezza sublime.

La mostra si può concludere, a discrezione personale, con la visita alla Pietà Rondanini, scollegata rispetto al resto delle opere, ma che in realtà rappresenta un pezzo fondamentale per comprendere al meglio il percorso tracciato, proprio per la volontà di Michelangelo di tornare alle origini più antiche di questa raffigurazione. La scultura fonde elementi già elaborati in una prima versione con parti non finite. Il risultato finale restituisce l’immagine della madre e del figlio che si fondono in un abbraccio che non permette di disgiungere le parti di uno e dell’altro. Il testamento michelangiolesco, imperfetto e fragile, emerge perfettamente all’interno dell’ambiente costruito appositamente per ospitarlo.

Si può conoscere la storia dell’ultima scultura di Michelangelo grazie a una video guida introduttiva. Le curiosità raccontate, che riguardano per lo più la storia dell’opera e di come sia giunta al Castello, stuzzicano poco l’interesse del visitatore dando informazioni molto generali su Michelangelo, sulla tecnica del non finito e fornendo una lettura iconografica forse un po’ troppo frettolosa. Nonostante ciò, la bellissima composizione del grande artista rinascimentale, che racchiude in sé tutta la tradizione del tema della Pietà, lascia senza fiato.
La visita è sicuramente consigliata a tutti, soprattutto alle persone interessate a capire ciò che sta dietro alla scelta iconografica fatta da Michelangelo. Bisogna quindi cogliere l’opportunità di visitare un’esposizione sapientemente costruita e che riesce a valorizzare al meglio tutti gli aspetti di questa rappresentazione artistica.