Il videoludico meccanismo filmico dei Manetti Bros.: “Ammore e malavita”

marzo 24th, 2018 | by Francesco Melchiorri
Il videoludico meccanismo filmico dei Manetti Bros.: “Ammore e malavita”
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Una commistione umoristica di canzone napoletana, gangster-movie e romanticismo in un solo film? Ammore e malavita, l’ultimo lavoro dei Manetti Bros., è questo e non solo questo.

Don Vincenzo Strozzalone, boss della mafia che gestisce il suo impero attraverso il mercato del pesce napoletano, si trova nel mezzo dell’ennesimo faida malavitosa. Scampato fortuitamente ad un attentato, decide di ritirarsi dagli affari fingendosi morto. È però notato da un’infermiera dell’ospedale dove è ricoverato, la quale viene immediatamente condannata a morte dal boss. Uno dei due fidati sicari incaricati dell’esecuzione però, Ciro, riconosce in lei il suo primo grande amore adolescenziale, e non esita a rinnegare la fedeltà giurata alla cosca per proteggerla, a costo di mettersi contro tutto il clan. Don Vincenzo medita vendetta nell’ombra, ma dopo una serie inverosimile di sangue versato sarà costretto a gettare la spugna, incastrato dalla coppia.

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La pellicola neo-vincitrice dell’ultima edizione dei David di Donatello si presenta da subito agli occhi dello spettatore come un meccanismo complesso ed inusuale ma inaspettatamente equilibrato. Ben lontano dallo sguardo critico tipico dell’opera di un Saviano, dalla quale vuole smarcatamente prendere le distanze, il film più che un affresco realistico risulta quasi un omaggio appassionato nei confronti della città partenopea, con tutte le sue contraddizioni, difficoltà e bellezze, che convivono tanto nella realtà quanto nella finzione cinematografica in un amalgama kitsch, passionale ed affascinante. La resa filmica si contraddistingue per una palese impostazione registica di tipo videoludico, egregiamente espressa in ogni reparto: dalla sceneggiatura alla caratterizzazione dei personaggi, dalle scenografie alla fotografia. Quel che ne esce è un prodotto estremamente postmoderno che diverte, appassiona e cattura, attraverso un citazionismo non ostentato e mai banale. Un “GTA Naples” dove un antieroe solitario si mette contro tutto quello che incontra pur di difendere il proprio amore e, di riflesso, il proprio interesse, attraverso un intreccio estremamente contorto, ricco di colpi di scena e battaglie fino all’ultimo sangue, come nel più classico dei videogame a tema action-adventure.

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Piacevole e gustoso action movie partenopeo, Ammore e malavita apre ad un genere completamente nuovo, che non è detto non possa trovare seguito nel cinema italiano dei prossimi anni.