#PFF17 • A girl like you

novembre 26th, 2017 | by Gianmarco Gronchi
#PFF17 • A girl like you
Birdmen

Per quest’edizione, Birdmen è media-partner del Pentedattilo film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 7 all’11 dicembre. Ecco le nostre recensioni in anteprima. La Redazione, inoltre, assegnerà il Premio speciale Birdmen al miglior cortometraggio d’animazione e al miglior cortometraggio live action.

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Guardare “A girl like you” di Massimo Loi e Gianluca Mangiasciutti vuol dire essenzialmente mettersi in viaggio. Per quanto qualcuno possa trovarlo scontato, infatti, il cortometraggio in live motion mette in scena proprio questo. Le due ragazze protagoniste, Aurora e Alba, legate da una profonda amicizia, decidono infatti di prendersi quella libertà fino ad ora negatagli e partire. Destinazione: un posto dove tutti i ragazzi, avendo i genitori separati, fanno “come gli pare”.

Speculari sembrano le figure delle due ragazze: Alba, ragazza ubbidiente, che aiuta in casa, ligia ai doveri ma anche forse un po’ remissiva, e Aurora, ribelle e irrequieta, dal look aggressivo e senza regole, ma in fondo dolce. La polarizzazione delle due protagoniste, in realtà, a tratti appare un po’ stereotipata e talvolta, in virtù della caratterizzazione del personaggio di turno, sembra quasi di poter prevedere la battuta. Manca in sostanza quell’indagine interiore che ci si potrebbe aspettare, anche se ci rendiamo conto che non è certamente facile creare un personaggio convincentemente sfaccettato in appena quindici minuti di filmato. Si ricorre pertanto ad una scelta più facile, definendo fin da subito le due personalità in modo fisso e esentando lo spettatore da qualsiasi necessità di giudizio o di indagine caratteriale. Questo permette inoltre di creare una coppia fatta di ragazze antitetiche, ma allo stesso tempo complementari, tant’è che reciprocamente si cantano una canzone, I want to spend my life with a girl like you, che dà il titolo all’opera.

Frame_04_-_A_GIRL_LIKE_YOULa fotografia esalta il paesaggio del comune sardo di Cabras, luogo in cui è girato il cortometraggio, ponendo le ragazze in un ambiente grandioso, che varia dagli scenari agresti  alle montagne rocciose, dai campi fino al mare. Le giovani vengono ricollegate in stretto rapporto con la natura che le circonda, ma che allo stesso tempo le inghiotte e fa sì che il viaggio si tramuti anche in sfida e scoperta di un luogo che non si conosce.

La recitazione invece di Aurora e Domiziana Giovinazzo,  che personificano rispettivamente Alba e Aurora, lascia talvolta a desiderare, rivelandosi a tratti “accademica”, a tratti poco sentita. Vista la giovane età delle due attrici, non sembra comunque lecito esigere troppo di più e siamo certi che l’esperienza le aiuterà a migliorare.

Loi e Mangiasciutti, attraverso questo loro lavoro, sembrano voler indagare su quel periodo dell’adolescenza dove ci sembra di essere adulti, mentre in realtà siamo ancora troppo piccoli per fare determinate cose.  La voglia di libertà, di fare “come mi pare”, è il fine ultimo che spinge la fino ad allora diligente Alba a seguire la ribelle amica Aurora, sull’onda di un senso di rivalsa e trasgressione aperta nei confronti delle regole imposte dai genitori. In riva al mare termina il viaggio, e proprio il mare farà crescere Alba, le farà rivalutare le sue idee e le farà accogliere l’arrivo dei genitori con un sorriso.

Frame_01_-_A_GIRL_LIKE_YOUFor this edition, Birdmen is the media-partner of the Pentedattilo film Festival, the international short-film festival that will take place in Pentedattilo (Reggio Calabria) from 7th to 11th of December. Here is a preview of our reviews. Furthermore, we will assign a special Birdmen award to the best animation short-film and to the best live action short-film.

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Watching “A girl like you” of Massimo Loi and Gianluca Mangiasciutti means essentially to get on the road. As much as anyone can find it trivial, this live motion short staged this very thing. The two main characters, Aurora and Alba, who share a profound friendship, decide to take back the freedom that has been denied to them so far and leave. Destination: a place where all the kids, with divorced parents, do “what they want”.

The figures of the two girls look specular: Alba, an obedient girl, who helps in the house, duty-bound but perhaps a little remissive, and Aurora, rebellious and restless, with an aggressive look and an anarchic temperament but profoundly sweet. The polarization of the two main characters, results at times somehow stereotyped and sometimes it seems even possible to predict the line, thanks to the evident characterization of the persona on screen. What’s basically lacking is an introspection that you might expect, even though is understandable that is not easy to create a persuasively faceted character in only fifteen minutes of motion picture. It is therefore easier to define the two granitic personalities, by exempting the spectator from any need of judgment or characterization. This also allows to create a couple of antithetic girls, but at the same time complementary, so that they sing each other, “I want to spend my life with a girl like you“, which gives the title to the work.

The photography enhances the landscape of the small Sardinian town of Cabras, where the short film was shot, placing the girls in a grand setting, which goes from the countryside to the rocky mountains, from fields to the sea. The two girls are re-connected to the surrounding nature but at the same time they are swallowed by it and because of this the journey became a challenge into the unknown too.

On the other hand, the acting of Aurora and Domiziana Giovinazzo, who personalize Alba and Aurora respectively, leaves something to be desired, where at times is too “academic”, other times not very felt. Given the young age of the two actresses, however, it doesn’t seem appropriate to require much more and we are confident that experience will help them to improve.

Loi and Mangiasciutti seem to investigate on that phase of adolescence through this work, in which we dream to be adults already, while we are still too young to do certain things. The desire for freedom, to do “as I see it” is the goal that pushes the diligent Alba to follow the rebellious friend Aurora, in the wake of a sense of reprisal and open transgression against the rules imposed by her parents. The journey ends on the seashore, and the sea will make Alba grow and re-evaluate her ideas and will welcome her parents’ arrival with a smile.

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#PFF17