#PFF17 • Via Crucis

novembre 25th, 2017 | by Valentina Avanzini
#PFF17 • Via Crucis
Birdmen

Per quest’edizione, Birdmen è media-partner del Pentedattilo film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 7 all’11 dicembre. Ecco le nostre recensioni in anteprima. La Redazione, inoltre, assegnerà il Premio speciale Birdmen al miglior cortometraggio d’animazione e al miglior cortometraggio live action.

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Immagina un paesino di cinquemila abitanti scarsi in provincia di Catanzaro. Immagina le stradine strette che si arrampicano fra le case e gli abitanti che si conoscono da una vita. Immagina cosa può significare lì dentro – a Nocera Terineseuna processione pasquale che affonda le sue radici nelle pratiche mistiche e ferocemente corporee del cristianesimo medievale.

Luca Bowles racconta, nel suoposterdesigna3 brevissimo corto animato, Via Crucis, la tradizione irriducibile dei Vattienti che ogni anno si svolge a Nocera, suo paese natale, nel giorno di venerdì santo.

I disegni tracciati a linea spessa e nera delineano quasi solo accennando il clima di festa e quotidianità e raccoglimento religioso dei presenti: chi segue il corteo a capo chino, chi scatta foto col tablet, chi placidamente saluta il vicino di casa. Le forze centrifughe delle figure vagamente fumettistiche si concentrano intorno ai due poli della processione: la statua della pietà e la figura del flagellante, unici fuochi di colore dell’intero corto.

Seguendo una tradizione dalle origini antichissime, ogni anno le tensioni e i peccati dell’intera comunità vengono espiati dal rito di autoflagellazione di un singolo, che percorre le strade della città ferendosi con un disco di sughero tempestato di cocci di bottiglia. La rappresentazione così ottenuta del dolore carnale di Cristo è inscindibilmente collegata ad un altro figurante, l’Ecce Homo, con una croce in mano e una veste che lo copre dalla vita in giù. L’incontro dei due con l’antichissima statua della pietà, velata di blu, suggella l’apice dell’intera cerimonia.

È un’usanza antichissima, pura nel suo radicamento popolare al limitare del profano e insieme ormai inscindibile dall’occhio curioso dei turisti. I disegni di Bowles immortalano con semplicità e concisione le contraddizioni e la straordinaria iconicità della cerimonia dei Vattienti, astenendosi dai giudizi o da uno sguardo scorato e malinconico. Anzi. La delicatezza del bianco e nero, i contorni vibranti delle figure, la mancanza assoluta di suono sopperita dallo scattare insistente delle fotocamere e dal gesto secco del flagellante: nella sua essenzialità Via Crucis coglie il raccoglimento e il mistero di un culto, di un gesto, di un popolo intero.

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For this edition, Birdmen is the media-partner of the Pentedattilo film Festival, the international short-film festival that will take place in Pentedattilo (Reggio Calabria) from 7th to 11th of December. Here is a preview of our reviews. Furthermore, we will assign a special Birdmen award to the best animation short-film and to the best live action short-film.

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Imagine a small village of hardly five thousand people in the province of Catanzaro. Imagine the narrow streets that climb between homes and people who have known themselves for a lifetime. Imagine what can mean there – in Nocera Terinese – a easter procession rooted in the mystical and fiercely corporeal practices of medieval Christianity.

Luca Bowles tells, in his short-animated story, Via Crucis, the irreducible tradition of “Vattienti”, who takes place every year at Nocera, his birthplace, on holy Fridays.

The drawings in black and white lines hardly delineate the festive climate and religious recollection of those present: those who follow the procession with bowed head, who takes pictures with the tablet, who placidly greet the neighbour. The centrifugal forces of vaguely cartoon figures concentrate around the two poles of the procession: the statue of Pietà and the flagellant figure, the only full-color fires of the whole short movie.

Following a tradition of ancient origins, each year the tensions and sins of the entire community are exiled thanks to acts of self-flagellation of a single person that runs through the streets of the city, hurting himself with a cork-lined disc of bottle jams. The resulting representation of Christ’s carnal pain is inextricably linked to another figure, the Ecce Homo, with a cross in his hand and a dress that covers him from the waist to down. The meeting of the two with the ancient statue of Pietà, veiled of blue, seals the apex of the entire ceremony.

It is a very ancient tradition, pure in its popular roots to the limit of the profane and, at the same time, inseparable from the curious eye of the tourists. Bowles’s drawings immortalize with simplicity and concision the contradictions and the extraordinary iconicity of the Vattienti ceremony, abstaining from judgments or a discouraged, melancholic look. Better. The delicacy of black and white, the vibrant contours of the figures, the utter lack of sound balanced by the cameras insisting’s clicks and the bound gesture of the flagellant: in its essentiality, Via Crucis captures the recollection and the mystery of a cult, of a gesture, of a whole people.

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