#PFF17 • We take you

novembre 25th, 2017 | by Valentina Avanzini
#PFF17 • We take you
Birdmen

Per quest’edizione, Birdmen è media-partner del Pentedattilo film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 7 all’11 dicembre. Ecco le nostre recensioni in anteprima. La Redazione, inoltre, assegnerà il Premio speciale Birdmen al miglior cortometraggio d’animazione e al miglior cortometraggio live action.

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Aminah è siriana, è un’immigrata, è una donna. Impaurita. Sola. Il corto di David Wagner si apre con il suo respiro affannoso che percorre i boschi al confine fra Italia e Germania. Sacappa, ma non sappiamo ancora da chi. Porta una tuta da ginnastica sgualcita e sporca che stona con la maestosità silenziosa del bosco trentino.

Sulla stessa strada, una giovane coppia di tedeschi torna a casa dalla vacanza in camper. Non sarà il caso a farli incontrare, ma la precisa volontà di Aminah, che al loro passaggio getta un tronco in mezzo alla strada e si finge tramortita.

I diciassette minuti di pellicola – realizzati in collaborazione con la Hamburg Media School – non hanno nulla da invidiare ad una grande produzione: montaggio alternato, fotografia curata, musiche perfette. L’estetica familiare guida serenamente lo spettatore all’interno di una riflessione etica e psicologica più che attuale. I confini sono chiusi, nascondere Aminah è un grosso rischio, tanto più che la ragazza alla guida del camper è incinta. D’altronde, abbandonarla dopo la sua fuga miracolosa equivarrebbe a condannarla. Una questione spinosa, in cui non esistono soluzioni facili. Una questione che irrompe nella coppia con la stessa irruenza del tronco gettato in mezzo alla strada. E una volta che ci si sbatte contro fare finta di niente diventa colpevole.

Wagner propone una tematica complessa in modo semplice ma efficace. La piccola storia si inserisce con decisione nella grande storia, sollevando problematiche concrete a livello sociale e individuale. Rimane però la sensazione di un patto troppo vincolante fra la forma e il contenuto. La storia ha poco respiro, molti nodi parzialmente accennati meriterebbero un approfondimento. Le psicologie dei personaggi, il passato di Aminah: un bacino narrativo immenso che si mutila per entrare nelle esigenze del cortometraggio. La pellicola perde così in incisività, appare vagamente retorica quando potrebbe essere delicatissima.

We take you, sì, ti prendiamo, qualsiasi cosa accada. Il messaggio è forte e chiaro, fin dal titolo, come fortissimo è l’apparato tecnico che sorregge tutta la produzione. Goffamente si incastra con la scelta del mezzo comunicativo che, più che concentrarlo, lo depotenzia, quando invece – proprio in questo momento, proprio in questo posto – quel we take you sarebbe bello urlarlo.

Photo 1 WeTakeYou_HMS17_Still_03For this edition, Birdmen is the media-partner of the Pentedattilo film Festival, the international short-film festival that will take place in Pentedattilo (Reggio Calabria) from 7th to 11th of December. Here is a preview of our reviews. Furthermore, we will assign a special Birdmen award to the best animation short-film and to the best live action short-film.

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Aminah is Syrian. Aminah is a refugee. Aminah is a woman. Afraid. Alone. The short of David Wagner opens with her troubled breath running through the forests on the border between Italy and Germany. She runs, but we still don’t know from who. She wears a crumpled and dirty gym suit that clashes with the silent majesty of the Trentino forest. On the same path, a young German couple return home from a vacation in campers.

Maybe make the three of them meet is not wise but the will of Aminah is clear and throws a trunk on the street faking to be invested.

The seventeen minutes of film – made in collaboration with the Hamburg Media School – have nothing to envy for a great production: alternate editing, a cured cinematography, and a perfect score. Family aesthetics serenely drives the spectator within a more ethical and psychological reflection than a current one. The borders are closed, hiding Aminah is a big risk, even bigger since the camper driver is pregnant. On the other hand, abandoning her after her miraculous escape would be like to condemn her. A hard issue, where there are no easy solutions. A question that breaks in the couple with the same rigidity of the trunk thrown in the middle of the street. And once you clash against it pretending nothing has happened makes you guilty.

Wagner proposes a complex subject in a simple but effective way. The small story fits decisively into the great story, raising concrete issues at the social and individual level.

Still, there is the feeling of a too binding covenant between form and content. History has little breathing; many partially mentioned narrative fitting deserve a deepening. The psychology of the characters, the past of Aminah: an immense narrative basin mutilated to fit the needs of a short film. The film thus loses its incisiveness, it seems vaguely rhetorical instead of being very delicate.

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#PFF17