#PFF17 • Delicatessen

novembre 25th, 2017 | by Valentina Avanzini
#PFF17 • Delicatessen
Birdmen

Per quest’edizione, Birdmen è media-partner del Pentedattilo film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 7 all’11 dicembre. Ecco le nostre recensioni in anteprima. La Redazione, inoltre, assegnerà il Premio speciale Birdmen al miglior cortometraggio d’animazione e al miglior cortometraggio live action.

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Un uomo e una donna si incontrano fra gli scaffali sgranati di un supermercato anni Cinquanta: le lattine in serie con le etichette alla Andy Wahrol, i cappotti lunghi, le corsie strettissime.

Nei cinque minuti scarsi del video non succede nulla se non un sottile gioco di sguardi, di mani che si intrecciano nello scambio asettico delle merci. Ma è questa delicatissima linea erotica che Fenglin Chen trasforma in una festa psichedelica di sensazioni e organi. Studentessa di pittura e fotografia presso la School of the Art Institute di Chicago, la giovane regista ha concentrato la sua ricerca sull’animazione bidimensionale. Il suo corto animato, Delicatessen, dimostra non solo una straordinaria padronanza dei mezzi, ma anche una spiccatissima coscienza artistica.

Coinvolti nella passione fulminante e prettamente fisica dei due giovani, i prodotti sugli scaffali si animano di una vitalità surreale e inquietante. Le forme antropomorfe si riducono progressivamente a propaggini (dita, braccia, gambe, mani) autonome e striscianti che si aggirano fra i prodotti alimentari come materializzazioni di una sessualità che non può esprimersi a parole. Nell’esplosione organica del negozio, i protagonisti si trovano coinvolti in un delirio adimensionale. Quelle che erano appendici semoventi diventano strutture attorno a cui i due giovani ballano, si cercano, si sfiorano.

Photo 4 delicatessen_still8_06022La regista riesce a penetrare il gioco delicato dell’attrazione senza forzarlo o estremizzarlo, ma lo trasforma piuttosto in una narrazione lirica che tutto pervade e tutto erotizza. Con il gusto carnale e compiaciuto di un film di Buñuel, trasforma un evento di poco conto in un’occasione di analisi metaforica delle passioni umane, tanto più straniante perché l’animazione surrealista si innesta su una pellicola in bianco e nero, dall’apparenza marcatamente Anni Cinquanta.

Nella semplicità della sua narrazione, Delicatessen riesce ad essere perfettamente autocompiuto. Ironicamente squarcia la barriera fra interiorità e manifestazioni esterne, fra live action ed animazione, fra oggetti animati e inanimati, per poi richiuderla, sempre sorridendo, pochi minuti dopo.

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For this edition, Birdmen is the media-partner of the Pentedattilo film Festival, the international short-film festival that will take place in Pentedattilo (Reggio Calabria) from 7th to 11th of December. Here is a preview of our reviews. Furthermore, we will assign a special Birdmen award to the best animation short-film and to the best live action short-film.

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A man and a woman meet each other between the sheltered shelves of ’50 supermarket: the cans in series with the Andy Wahrol labels, the long coats, the narrow lanes.

In the five minutes of video nothingPhoto-2-delicatessen_still4_03635 happens except a slim game of looks, hands intertwining in the aseptic exchange of goods. But is this delicate erotic line that Fenglin Chen transforms into a psychedelic feast of sensations and organs. A student of painting and photography at the School of the Art Institute in Chicago, the young director focused his research on two-dimensional animation. Its short animated, Delicatessen shows not only an extraordinary mastery of the media, but also a remarkable artistic awareness.

Involved in the fiery and physically passion of the two, the product on the shelves produce a surreal and disturbing vitality. The anthropomorphic forms progressively diminish themselves in a self-creeping layer (fingers, arms, legs, hands) that roam between aliments as a materialization of a sexuality that just can’t be expressed in words.

In the organic explosion of the store, the protagonists are involved in a dimensional dPhoto-3-delicatessen_still2_01893elirium. Those that were self-propelled appendages become structures around which the two lovers dance, seek and touch themselves.

The director succeeds in penetrating the gentle game of attraction without forcing it or expanding it, but rather transforms it into a lyrical narrative that pervades and eroticises everything. With the carnal and humorous taste of a Buñuel film, she transforms a small event into a metaphorical analysis of human passions, even more stranger if we consider that the surrealist animation is edited in a black and white film, apparently markedly in the 1950s.

In the simplicity of its narration, Delicatessen manages to be perfectly self-accomplished. Ironically breaks the barrier between interiority and external phenomena, between live action and animation, between animated and inanimate objects, and then re-closes it, always smiling, a few minutes later.

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