A history of violence by David Cronenberg

marzo 25th, 2017 | by Alessandro Lupu
A history of violence by David Cronenberg
Birdmen

Il film è diretto da David Cronenberg, regista di tante produzioni interessanti, come: La promessa dell’assassino (2007), La zona morta (1983), Maps to the stars (2014). David Cronenberg è pioniere del genere “body horror”, chiamato anche “horror biologico” poiché l’effetto scenico utilizzato per spaventare lo spettatore nasce da una caratterizzazione ben precisa, ove i personaggi sono esseri deformi con mutazioni genetiche.
È la storia di Tom Stall, interpretato da Viggo Mortensen, che ha contribuito a rendere unica la trilogia de Il Signore degli Anelli attraverso il personaggio di Aragorn. Un uomo che conduce una vita tranquilla a Millbrook, una piccola cittadina dell’Indiana. Gestisce una piccola tavola calda e si gode la tranquillità e la felicità della sua famiglia. Ma tutto ciò inizia a vacillare quando nel suo locale entrano due malviventi che cercano di fare una rapina ai quali si oppone, uccidendoli. Grazie a questo fatto, Tom diventa un eroe e di conseguenza arriva anche la fama, ma con essa si presenta anche Carl Fogarty, una persona dall’aria dubbia che sostiene di conoscerlo con il nome di Joey Cusack. Un nome che evoca un passato pericoloso, considerato chiuso e forse mai vissuto, un passato pieno di violenza.
Questa parola, “violenza”, già dal titolo assume un ruolo chiave, tanto è vero che la scena iniziale del film rappresenta la violenza come fatto normale e addirittura banale, presente nella realtà di tutti i giorni. Possiamo dire che la violenza sia un perno fondamentale nell’esistenza di Tom Stall, come lo è per tutti noi.
In ambito sociologico, la Teoria del controllo sociale sostiene che la natura umana è considerata moralmente debole, pertanto l’uomo è più portato a violare le leggi che a rispettarle. Possiamo dire che la violenza sia la normalità nell’oscuro passato di Tom. Finché essa rimane all’interno del cinema o della competizione presente nello sport, la violenza provoca piacere e interesse purché resti fuori dalle nostre vite. Eppure la nuova vita di Tom esiste proprio grazie alla violenza, che funge da eroina salvatrice, che è sempre stata alla base della sua sopravvivenza, nella caccia, nelle lotte territoriali, nella creazione e nella distruzione di noi stessi fino ad arrivare al punto di imbrigliarla e renderla legittima e farla diventare uno dei pilastri del viver comune. Jack, il figlio di Tom, a un certo punto inizia a usare la violenza, proprio per rinascere all’interno del travagliato mondo adolescenziale, da vittima è diventato carnefice o forse artefice del proprio destino.
Il passato di Tom, piano piano riaffiora, un passato che non doveva più condizionare il presente e rovinare il mistero del futuro; il malavitoso Carl Fogarty può decidere del destino della famiglia di Tom.
“Credevo di aver ucciso Joey Cusack. Sono andato nel deserto e l’ho ucciso.”
Tom, Carl, Jack, Joey, hanno i propri demoni, tutti noi li abbiamo. Alcuni li combattono e perdono quasi sempre e altri ci convivono. Combatterli sembra la scelta più sensata, perché se vinci ne esci alla grande ma se perdi continui a soffrire. Per conviverci invece, ci vuole coraggio. E voi? Di quale categoria fate parte?
Se non avete già visto questo film, non dovete andare a guardarlo, ve lo dovete vivere; sempre che non lo stiate già facendo.