Etalians? – Seconda puntata

maggio 30th, 2012 | by Federica Mordini
Etalians? – Seconda puntata
Cultura

Di Federica Mordini

Nella prima puntata si è parlato dell’evoluzione galoppante del mercato dell’editoria digitale, fenomeno ormai diventato un dato di fatto. Il design e la convenienza degli Ebook reader si stanno insinuando più a fondo nelle borse e nelle 24ore degli italiani, perché certo di librerie non si può più parlare. Tuttavia gran parte dei lettori sta sulla difensiva, mostrando abitudini ancorate alla tradizione, tradotto: i libri sono insostituibili.

Il lato più sorprendente della questione è che lo zoccolo duro tradizionalista è costituito in particolare dagli universitari italiani, che non sono proprio disposti a trascorrere le loro notti su un libro digitale. Questa presa di posizione ha un che di paradossale, dato che i giovani italiani sono perfettamente digitalizzati, a partire dall’assidua presenza sui Social Network – Facebook sbanca tutto – terminando con gli smartphone d’ultima generazione. Ma, a quanto pare, non lo sono quanto ci si aspetti.

Dall’indagine “Passare la notte sull’eBook? Studenti universitari, manuali per lo studio e nuove tecnologie” condotta dall’ Associazione Italiana Editori (Aie) è emerso che gli studenti non sono poi così digital friendly: a parte la presenza massiva su Facebook, infatti, solo il 40,8% del campione intervistato possiede un account su Twitter, un misero 13,5% possiede un tablet e, fanalino di cosa, l’11,5% legge su un Ebook reader.

Gli universitari, che non brillano certo per essere lettori incalliti (solo il 22% del campione legge non più di 4 libri l’anno oltre le letture accademiche), utilizzano le tecnologie come integrazione a ciò che studiano sulla carta, anzi si dichiarano fedeli ai testi fotocopiati e alle dispense, nonostante rappresentino una pratica illegale, come tiene a precisare l’Aie.

Sembra perciò che una completa conversione alla lettura digitale spetti più alle generazioni a venire, piuttosto che agli studenti di oggi. Domandare quali siano i pro e i contro del possedere un Ebook reader ad alcuni studenti dell’Università di Pavia e non è risultato efficace a sondare gli animi più da vicino.

Il dato certo è l’avversione verso il nuovo metodo, come affermato in principio. I ragazzi e le ragazze interpellati adorano i libri e le stanze affollate di volumi, punto. Appurato ciò, i contro riguardano principalmente l’esperienza che deriva dalla lettura e i limiti della tecnologia. “Non senti più l`odore inebriante dei libri che ti avvolge, perché l`ebook non ha odore. Non puoi sfogliare più le pagine e non puoi più sentirne il sottile strato quando le giri. Leggerai comunque un libro e la sua storia, ma non sarà più la stessa cosa” afferma convinta Priscilla, liceale. “Non hai la piacevolezza (maniacale e materiale) di toccare la carta, sfogliare, farci pieghe e fare di un libro il tuo libro. Non hai l’esperienza di lettura a 360 gradi, ecco – confida Laura, ex studentessa CIM – Io sniffo libri. Quell’odore lì non ce l’ha nessun’altra cosa al mondo”. Dal punto di vista pratico, invece, l’imputato numero uno è la mancanza di duttilità del dispositivo elettronico: “Esteticamente non c’è davvero paragone tra un libro e una macchinetta coi cristalli liquidi” dichiara Alessandro, studente di Lettere,  “e poi non deve essere caricato e non si ha il timore che si possa rompere o che possano rubarlo” aggiunge Valentina, specializzanda in Psicologia.

Non mancano, però, i pro e i sostenitori della novità. Un Ebook reader scavalca il problema del volume e ha dalla sua la leggerezza e l’immediatezza nel procacciare nuove letture. “La mia visione è più pragmatica – spiega Beppe, al secondo anno di Lettere – si può leggere veramente tantissimo spendendo cifre irrisorie. Se non rovina gli occhi, ben venga l’Ebook. Io stesso comprerei un lettore, se solo fossi abituato a leggere tanto o ci fossero le versioni Ebook dei testi universitari”. Il lato economico non lascia del tutto indifferenti: senza i costi di distribuzione e della carta, gli Ebook incentivano ad un acquisto maggiore di opere, che innalzerebbe il numero di lettori in Italia (Secondo gli ultimi dati dell’Istat, nel 2011 solo il 45,3% degli italiani ha letto almeno un libro in un anno, l’1,5% in meno rispetto al 2010) e favorirebbe un timido ma significativo risparmio. Come dimenticare, poi, la prospettiva green: “Se non ti piacciono, poco male, li elimini ma almeno non hai sprecato carta e non occupano una sala intera. Per quanto riguarda i testi universitari, io mi trovo benissimo a leggerli su schermo, sottolinearli e poi stampare solo le parti che più mi interessano. Ovviamente si limita l’utilizzo di carta, si spende meno e si risparmia tempo” dichiara Gaia, studentessa di Relazioni Internazionali.

A questo punto stabilire se sia meglio leggere su un apparecchio o sul classico libro risulta una perdita di tempo. Ci troviamo nel bel mezzo di un periodo di transizione, un momento in cui l’editoria sta compiendo un passo verso quello che, sicuramente, sarà il futuro, ma che non preclude una scelta. Come si evince dagli ultimi dati sulle preferenze e le abitudini dei lettori in Italia, la carta stampata difficilmente scomparirà, pertanto ognuno potrà effettuare la propria scelta secondo personali pro e contro. In fondo non si tratta di una competizione volta alla sostituzione, bensì di una, per ora, pacifica convivenza.