Geisha Red Can Satiri – L’intervista completa

aprile 28th, 2012 | by Inchiostro
Geisha Red Can Satiri – L’intervista completa
Cultura

 

di Emanuele Canzonieri e Francesco Napoletano

 

Da chi è formata la band?

Da Valerio alla voce, Thomas alla chitarra, Gionata alla batteria Felipe alle percussioni. L’ultimo bassista ha lasciato il gruppo e siamo ancora in cerca di un nuovo elemento.
Come definireste il vostro genere, e a chi vi ispirate?

Ci piace definirci multifacing, ma possiamo classificarci come Rock/funky, l’importante è far muovere il culo alla gente. Ogni componente ha le sue ispirazioni, gusti musicali diversi e questa è la vera forza del gruppo.

Il nome della band è molto particolare. Come l’avete scelto?

E’ stato coniato quasi per caso dopo strani viaggi mentali. Ma definisce la nostra visione di multiculturalismo e una sorta di unione tra il mondo occidentale e quello orientale, nessuna barriera in mezzo … “No walls between us, only a Red can”. L’idea di base è quella di cercare di unire le varie discipline artistiche, dal linguaggio del corpo a quello di tutti gli altri sensi, sperimentando.

Cosa avete prodotto finora?

Stiamo registrando il nostro primo EP, autoprodotto, che uscirà a Maggio. Finora abbiamo solo delle tracce demo su MySpace (qui, Ndr)

 Le tematiche affrontate nei testi sono frutto di pensieri personali o altro?

I testi li scrive Valerio. Molti testi parlano di momenti di una vita. Di persone che si trovano ad avere più domande che risposte. Le nostre canzoni parlano di tizi intrappolati in mondi virtuali senza via d’uscita, di esistenzialismo, di gente in cerca di una strada per realizzarsi, oppure di sfogarsi liberamente danzando per essere liberi. Quindi i nostri testi esprimono pensieri personali ma rivolti alla società intera.

Scrivete prima i testi o la base musicale?

Quasi sempre la musica prima dei testi, facciamo molto lavoro d’improvvisazione. Anche da una jam può nascere un bel pezzo. Cerchiamo di creare sempre il mood di base.

Sperimentereste dei nuovi generi?

La sperimentazione è sempre in corso.

Dove e quanto provate?

Alla Sala 25, fuori Pavia due o tre volte a settimana.

Come preparate un live?

Sotto pressione si dia il meglio di sé. Ne siamo convinti.

Come vi organizzate per suonare nei locali e venite pagati?

Dipende dalle situazioni; a volte ci proponiamo noi, mentre adesso c’è un po’ più di domanda nel pavese. Siamo attivi da un anno in modo stabile e dopo aver avuto dei consensi, iniziamo a chiedere anche un cachet. Le retribuzioni servono per non bloccare il mercato della musica locale.

Cosa ne pensate dei locali e sulla possibilità di fare musica dal vivo a Pavia?

Spaziomusica e Fuorionda, non ci sono molti altri locali nel pavese per suonare dal vivo, più che altro perché non hanno un ritorno. Meno male che esistono eventi come l’UMF o il Maggio Pavese e appoggiamo in pieno gli organizzatori. E’ un peccato che non si organizzino più giornate dell’arte.

E delle band locali? C’è qualche band con la quale vi piacerebbe avere delle collaborazioni?

Koan, Attention Slap e Underwell. Abbiamo collaborato con Samuele Zarantonello degli Unsense.
Ci piacerebbe collaborare con tutti, se sono convinti di farlo e se hanno delle buone idee, anzi ne approfittiamo per dire che se qualcuno vuole, noi ci siamo.
https://www.facebook.com/geisharedcansatiriofficialpage

 Progetti futuri?

Stiamo cercando un’etichetta proseguire il progetto in modo migliore, si spera. Intanto continuiamo a suonare dal vivo e fare concerti, il cuore pulsante della musica; il 21 aprile suoneremo al V° Party Rotten a Bereguardo, poi a Vigevano, al Maggio Pavese, a Milano. Per maggiori info visitate la nostra pagina Facebook. Poi quest’estate andremo a Brighton, in Inghilterra, per aver vinto il concorso per band emergenti “Stagealive: suona all’estero 2012”.