America Votes/4

ottobre 17th, 2008 | by Alberto Scaravaggi
America Votes/4
Attualità

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 dal nostro redattore Alberto Scaravaggi, San Francisco, U.S.A.

Come può essere credibile Obama quando dice: «Io voglio ridurre le tasse al 95% delle famiglie che lavorano, all’idraulico, ma anche al pompiere, all’insegnante, al piccolo imprenditore»? La crisi economica reale, quella che si abbatterà sui consumi delle famiglie, sulla contrazioni della produzione e sulla perdita di sviluppo degli Stati Uniti è solo cominciata. La crisi delle borse è il terremoto, è la scossa che si lascia dietro le macerie. Ora bisognerà ricostruire un sistema economico: non mi sembra cosa da poco. I managers dei vari financial districts d’America sono i responsabili della crisi finanziaria. Ma la crisi globale, quella che si sta espandendo a macchia d’olio in ogni settore, poteva essere evitata o almeno contenuta da chi doveva vigilare, controllare, prevenire e guidare la Nazione. Ora sarà il nuovo Presidente a dovervi far fronte e non potrà di certo abbassare le tasse, anzi dovrà chiedere uno sforzo economico a tutti i cittadini americani. Questo è un aspetto molto scivoloso per il candidato democratico Barack Obama, infatti, ha sempre cercato di evitarlo. Ma nel corso dell’ultimo dibattito presidenziale McCain ha ricordato a tutti l’episodio in cui un idraulico dell’Ohio, Joe Wurzelbacher, ha chiesto a Obama se il suo piano di governo prevedesse di aumentare le tasse. Rivolgendosi a Joe il candidato repubblicano ha rassicurato tutti gli americani che con lui le tasse, non si sa come, caleranno ancora. E sembrava credibile, anche Bush ha abbassato le tasse, invece di governare il Paese, a costo di condannare l’America alla più vasta recessione dagli anni ’30. Per i democratici è diverso, in America li chiamano “tassa e spendi”, e un errore in questo campo può costare l’elezione. Obama, dunque, mantenendo sempre un tono controllato, freddo e presidenziale ha semplicemente mentito. McCain si dimenava sulla sedia, faceva smorfie cercando di trovare il colpo del KO. Non ci è riuscito, ma si è difeso molto bene, cercando di confondere l’avversario:<<Io non sono il presidente Bush, se voleva candidarsi contro di lui, doveva farlo quattro anni fa>>. Quest’ultimo è stato il dibattito più avvincente, con un grande del giornalismo americano a moderare: Bob Schieffer della CBS News. Non si è parlato solo di economia, ma i candidati presidenti sono stati incalzati con molte domande provocatorie. Dall’aborto, che ha visto Obama favorevole all’interruzione di gravidanza volontaria fino all’ultimo trimestre e McCain contrario, a Sarah Palin come vice-presidente, argomento che Obama ha glissato dicendo che al popolo americano spetta ogni decisione. Alla fine solita scena: mogli sul palco, abbracci e un arrivederci alla vera ultima sfida, quella delle urne il 4 Novembre. [fine]