AMERICA VOTES/1

settembre 6th, 2008 | by Alberto Scaravaggi
AMERICA VOTES/1
Attualità

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dal nostro redattore Alberto Scaravaggi, San Francisco, U.S.A.

Sono circa tre settimane che la Cnn non sta trasmettendo altro:24h di Conventions politiche americane. Prima i Democratici a Denver (Colorado) dal 25 al 28 Agosto e poi i Repubblicani a Minneapolis-St.Paul (Minnesota) dall’ 1 al 4 Settembre. Un breve commento si impone. La scelta del Vicepresidente repubblicano ha messo in ombra Obama. Aver fatto sapere il giorno dopo la chiusura della Convention democratica che sarebbe stata una donna ha spostato completamente l’attenzione. Una donna-mastino dall’Alaska: Sarah Palin. Nel discorso di accettazione, come candidata Vicepresidente, ha infiammato la platea molto di più che Biden, il candidato vice di Obama. Certo non basta entusiasmare la platea dei propri sostenitori per convincere l’America, ma avere un figlio che presto partirà per l’Iraq può fare colpo. Palin ha detto testualmente: <<…come mamma di un futuro soldato voglio come commander in chief uno come McCain>>. Quante mamme le daranno credito? E quante mamme si sono trovate nella sua condizione di nonna a sorpresa? Un “esquimese” ha messo in cinta la figlia, senza sposarla: molto imbarazzante per una paladina della famiglia tradizionale. Tuttavia Sarah sta macinando consensi tanto da mettere in allarme lo staff di Obama, intervenuto per precisare che la donna sarà pur nuova ma il messaggio è lo stesso di McCain. Sul San Francisco Chronicle, autorevole giornale locale,  si leggeva giorni fa un consiglio per Obama: basta che continui a ripetere McCain=Bush per avere in tasca la vittoria. E Obama sembra seguire proprio questo consiglio nei suoi discorsi. Sul fronte repubblicano si insiste con la politica “compassionevole” che tanto ha giovato ai candidati alla Presidenza: durante la loro Convention hanno raccolto fondi per le popolazioni colpite dall’uragano Gustav. Questa tattica permette di restare attivi su due fronti, fa intendere che i repubblicani sapranno cosa fare nel momento in cui la Nazione sarà in pericolo, infonde fiducia e sicurezza. Ancora una volta ritorna il tema cruciale della sicurezza. Dopo quattro anni l’America è ancora spaventata, perché chi doveva guidarla verso un futuro migliore non l’ha fatto. Eppure proprio questa mancanza permette di alimentare un circolo vizioso di insicurezza che chiama, meglio dire vota, chi appare più rassicurante. L’animo umano è così, conservatore per paura. Obama non è rassicurante. Obama accetta nuove sfide e promette cambiamenti. Tra due mesi scopriremo se l’America di oggi ha più paura o più speranza. Vi terremo informati. [continua…]