L’immunità all’italiana e la democrazia sfigurata

luglio 23rd, 2008 | by Alberto Bianchi
L’immunità all’italiana e la democrazia sfigurata
Attualità

Berlusconi e Alfano

Da ieri sera il provvedimento sull’immunità delle quattro più alte cariche dello Stato è legge. Il cosiddetto lodo Alfano (ma chiamiamolo pure lodo Maccanico, Schifani, Berlusconi o come vogliamo) è divenuta così una pietra miliare del nostro Paese in continuo declino. Peccato che non sia un evento di cui andare fieri: piuttosto è un segno di come la nostra concezione di democrazia venga lentamente – ma con convinzione – sfigurata. Cade l’articolo 3 della Costituzione Italiana. Cade la distinzione tra legittimità e legalità. La legittimità di governare perché eletti e la legalità, prerogativa che tutti i cittadini (tutti, senza esclusione di coloro che governano, cittadini anch’essi) dovrebbero rispettare. E, come al solito, nonostante il governo millanti il contrario, l’Italia è un caso unico in Europa e non solo…

Per avere un’idea, basti leggere come funziona l’immunità negli altri Paesi “simili” al nostro (qui la fonte originale):

Stati Uniti:  nessuno è al di sopra della legge, compreso il Presidente (come ricordano le vicende di Andrew Johnson, Ronald Reagan e del molto più recente Bill Clinton). Nessun membro del governo gode di una immunita’ sancita dalla Costituzione, i membri del Congresso godono di immunità dall’arresto. L’unica “arma” nelle mani del Presidente, unico a detenere tale potere, è quello di poter proteggere informazioni che potrebbero minare la sicurezza nazionale.

Francia: in Francia tutti i ministri, compreso il primo, possono essere indagati senza bisogno di richieste ed in qualsiasi momento. L’ex Presidente della Repubblica Chirac ha potuto godere di un’immunità “ad hoc” riformata durante il proprio mandato e concessagli da Consiglio costituzionale nel 1999 e la Cassazione a sezioni unite nel 2000 fino al 2007, attualmente è ancora in vigore ma un voto dei 3/5 del Parlamento riunito può scioglierla. In aggiunta, in Francia esiste la condanna all’ineleggibilità: se un politico si dimostra colpevole di un reato, può venire allontanato e reso ineleggibile dalla vita politica. La Costituzione francese non dice niente sulla responsabilità penale o civile dei ministri su atti commessi fuori della loro funzione, e quindi si può supporre che in tal caso saranno trattati come cittadini normali.

Gran Bretagna: i membri del governo godono di immunità esclusivamente per i reati compiuti nell’esercizio delle loro funzioni (diffamazione o vilipendio) e sono perseguibili penalmente per tutti gli altri reati senza bisogno di alcuna autorizzazione del Parlamento. (Il Lodo Schifani invece, all’art 1. prevede che “Non possono essere sottoposti a processi penali, per qualsiasi reato anche riguardante fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione”). L’immunità totale è garantita solo al Re o alla Regina, non agli altri membri della casata reale.

Germania:  il presidente della Repubblica federale ed i membri del parlamento godono di immunità contro procedimenti legali, immunità revocabile dal Parlamento anche nei confronti del Presidente della Repubblica. Il cancelliere ed i ministri non godono di alcuna immunità, così come il Presidente della Corte Costituzionale.

Spagna:  i membri del governo sono responsabili penalmente per atti commessi fuori della loro funzione. I Casi criminali contro di loro sono portati davanti alle Suprema Corte ed è necessario un permesso parlamentare solo nel caso di tradimento o un’altro crimine contro la sicurezza dello Stato. Rispondono penalmente di fronte alla Sezione Penale del Tribunale Supremo.

Portogallo: i ministri  sono civilmente responsabili e possono essere perseguiti penalmente, ma possono essere arrestati solo nei casi di “flagranza di delitto” o per crimini punibili con più di tre anni di prigione. Il parlamento ha il potere di sospendere in via immediata la condizione di parlamentare dei ministri, la sospensione diventa obbligatoria per reati con più di tre anni di carcere previsti. Il presidente portoghese può essere perseguito per crimini commessi nella attuazione del suo incarico solo dopo che il suo mandato è terminato.

Paesi Bassi: il primo ministro e i suoi ministri sono responsabili civilmente e penalmente come qualsiasi altro cittadino per atti commessi fuori della loro funzione.

Grecia: i deputati godono di immunità nell’esercizio delle loro funzioni, ma non per gli altri reati. Per le procedure di arresto serve l’autorizzazione della Camera.

Danimarca: nessun deputato può essere arrestato se non in flagranza di reato, secondo quanto stabilito dall’articolo 57 della Costituzione, e non è responsabile per le opinioni espresse in Parlamento. Le richieste di autorizzazione a procedere contro i deputati sono esaminate dalla commissione per il regolamento del Folketing (Parlamento). I ministri sono messi in stato d’accusa dal re o dal Parlamento e giudicati dall’Alta Corte di giustizia.

Irlanda: eccetto i casi di tradimento, crimine o violazione dell’ordine pubblico, i deputati sono immuni da arresto “mentre si recano al Parlamento o ritornano da esso, o sono entro i limiti di una delle due Camere, e per le opinioni espresse in una delle due Camere rispondono solo alla Camera”. Non godono di alcuna immunità per reati al di fuori delle proprie funzioni.

Svezia: l’immunità dei parlamentari è limitata agli atti commessi o alle dichiarazioni rilasciate nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali. Al di fuori di questa ipotesi i membri del Parlamento possono essere perseguiti per qualsiasi crimine. Il re gode dell’immunità assoluta, mentre il premier e i ministri godono di immunità solo in quanto membri del Parlamento.

Personalmente penso che oggi sia un giorno triste per essere italiani.

A voi le debite conclusioni.