Viva l’Italia, l’Italia salva-premier…

giugno 18th, 2008 | by Alberto Bianchi
Viva l’Italia, l’Italia salva-premier…
Attualità

Italia

Viva l’Italia, l’Italia liberata, l’Italia del valzer e del caffè.
L’Italia derubata e colpita al cuore, viva l’Italia, l’Italia che non muore.

Ci abbiamo provato a fidarci. Lo sforzo è stato notevole e qualcosa sembrava diverso. Qualcosa di quasi impercettibile. Ma pur sempre qualcosa. Abbiamo aspettato e ora eccoci di nuovo ad assistere ad un film già visto. Il premier è stato salvato di nuovo. Bloccati i processi (almeno 100 mila dicono all’Anm, l’Associazione nazionale dei magistrati) e interrotta la breve fase di dialogo con l’opposizione.

Viva l’Italia, presa a tradimento, l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.

Come commentare un simile cambiamento? Be’, un po’ ce lo aspettavamo. In fondo, dopo alcuni provvedimenti che potevano sembrare anche positivi ecco riapparire lo stile consueto del Cavaliere. In silenzio, dietro le quinte, spingendo i Ministri e il Parlamento nella direzione migliore (per lui). L’opposizione, diciamolo, non è granché: il governo ombra di Veltroni, ottimo nelle intenzioni ma non nei fatti, è scomparso quasi del tutto. E Di Pietro, nonostante qualche spunto interessante, rimane pur sempre il solito “tribuno della plebe”. Ma almeno ci prova…

Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre, l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l’Italia, l’Italia che resiste
.

Non nego che i problemi legati alla giustizia nel nostro Paese esistono e sono parecchi. Ma non credo che l’unico limite dei giudici sia un’appartenenza politica avversa a quella del premier. Ci sono ostacoli strutturali, processi interminabili, privilegi da vera e propria casta e così via. E poi la proliferazione delle leggi…ma il Ministro per la semplificazione non serviva a risolvere alcuni di questi problemi?

Alla fine, come al solito, ci si dimentica delle riforme che davvero servono e sono urgenti: su tutte l’istruzione, l’Università e la Ricerca. Continuiamo a dimenticarcene. E l’Italia prima o poi smetterà di resistere…

(libero adattamento da “Viva l’Italia” di Francesco de Gregori)