Caro capitàno: sono cose che càpitano!…

giugno 12th, 2008 | by Inchiostro
Caro capitàno: sono cose che càpitano!…
Attualità

…un’attesa forzata che aiuterà a sorridere con uno sguardo più lucente che mai!

di Simone Lo Giudice

AUSTRIA. Quando si parla di “cinema muto” è come se si cercasse inconsciamente il sinonimo di un nome proprio: la nostra mente ascolta quelle due parole in sequenza (CINEMA-MUTO) e già si vede di fronte il mitico Charlie Chaplin, un uomo che fu costretto a dover esaltare la gestualità del corpo Charlie e Cannavaroe l’espressività del volto per supplire alla mancanza dell’audio. All’epoca di Charlie, “fare cinema” significa “sorridere” consciamente di fronte al chiaroscuro della società del tempo. La bocca si stira, le labbra s’inarcano ed eventualmente riesce a fare capolino anche la lucentezza dei denti. Tuttavia, nonostante ci si riferisca spesso al sorriso pensando solamente alla bocca, oggi come all’epoca di Charlie, l’espressione coinvolge anche gli occhi. Quando si pensa alla finale del Mondiale di Germania 2006 viene subito alla mente il lucente sorriso di un campione napoletano, con gli occhi inebriati di gioia ai piedi della Coppa del Mondo, quella sera (9 luglio 2006) tinta d’Azzurro più che mai. Tuttavia, si sa che le epoche scorrono più veloci dei giorni ed un anno non fa in tempo a sorridere che già è seguito dal successivo. E’ il 2008 e Fabio è appena arrivato in Austria, fedele compagno del suo lucente sorriso. L’avventura azzurra targata Euro 2008 è appena partita e tutti scalpitano di fronte al primo allenamento in terra austriaca. In un attimo il pomeriggio sembra volare, ma ecco che all’improvviso il campo d’allenamento è abbagliato da un flash/istante, che ci esclude lo sguardo: appena gli occhi si ritrovano, vediamo Fabio a terra, ma soprattutto in lacrime. Un fortuito scontro di gioco con Giorgio Chiellini, la caviglia sinistra del capitano azzurro cede e gli Europei 2008 diventano improvvisamente uno specchio di fronte al quale è impossibile sorridere. In quel momento Fabio ricorda tanto Charlie: entrambi concordano perfettamente che un “sorriso con gli occhi” non può durare in eterno perché spesso è la stessa realtà ad opporsi alla nostra felicità. Tuttavia, ecco che le lacrime di un istante diventano improvvisamente terreno fertile per dare vita ad una futura gioia: e pazienza se bisognerà aspettare due anni/Mondiale di Sud Africa 2010, perché si sa che a volte una grande attesa è la compagna ideale per due occhi che non attendono altro che tornare a sorridere di nuovo, lucenti più che mai.