Pontremoli risponde IV | Counseling, psicologia e situazione italiana

ottobre 2nd, 2018 | by Antonio Emmanuello
Pontremoli risponde IV | Counseling, psicologia e situazione italiana
Cultura

Convegno SCFA 1 bnLaureato in filosofia all’Università di Pavia, Pietro E. Pontremoli è oggi un counselor conosciuto nel suo ambiente. Con ormai varie pubblicazioni alle spalle, lunga esperienza in diverse discipline e un’infinita pazienza, Pontremoli ha gentilmente accettato di rispondere alle domande di Inchiostro su un tema che lascia i più perplessi: il counseling. Nel migliore dei casi l’avrete sentito per sbaglio o avrete visto una locandina appesa in una bacheca di via Mascheroni, lungo le vetrine di Limoni. Se invece avete già dei rudimenti, sappiate che c’è da sapere molto più di quanto pensiate.  Questa piccola rubrica, “Pontremoli risponde”, è divisa in 4 episodi e 5 domande:

1) Cos’è il counseling?

2) A chi si rivolge?

3) Caratteristiche, metodo, tecniche e filosofia.

4) Counseling, psicologia e situazione italiana.


La situazione in Italia, a Pavia e come si diventa counselor

Il counseling è diffuso in maniera significativa su tutta la nostra penisola, ma in particolare in alcune regioni del centro-nord. A Pavia, per quanto riguarda la formazione, ad esempio, la Fondazione Le Vele eroga un corso, riconosciuto da AssoCounseling, al termine del quale si potrà anche ottenere la certificazione regionale di competenza in base al Decreto Regione Lombardia n. 8885, 20/07/2017.

La Legge 4 del 14 gennaio 2013 – certamente di natura liberale e liberista – che contiene la regolamentazione delle professioni senza albo e non ordinistiche, prevede la possibilità di formare associazioni di natura privatistica per le professioni, appunto, senza albo. Le associazioni non hanno vincolo di rappresentanza esclusiva della professione in questione, lasciando così sussistere la possibilità che ne esistano varie per la medesima figura.

Per quanto concerne i parametri formativi della più grande associazione professionale di categoria inerente il counseling, cioè AssoCounseling, i corsi da essa riconosciuti prevedono una formazione triennale di base di più di 700 ore comprendenti lezioni frontali, training personale e tirocinio. I corsi sono aperti a persone che abbiano compiuto i 23 anni di età e, dal 2020, sarà obbligatoria la laurea.


Un commento sulla diatriba con il mondo della psicologia (ricorso al TAR (2015) dell’ordine degli psicologi per l’annullamento dell’inserimento di AssoCounseling nell’elenco delle professioni non regolamentate; l’inchiesta (giugno 2018) di Repubblica e dell’ordine degli Psicologi contro i falsi professionisti del counseling).

È un peccato, a mio modo di vedere, che fino ad ora non ci siano stati momenti di chiaro confronto fra i professionisti coinvolti in queste problematiche. Intendo dire che sarebbe molto utile ed interessante un reciproco scambio argomentativo per mostrare le proprie tesi, senza scadere in episodi che, a volte, fanno dubitare del buon gusto di chi ne è fautore. Mi riferisco, ad esempio, a quell’inchiesta – che metterei fra virgolette per rispetto di coloro che praticano il giornalismo in maniera rigorosa – del giugno 2018.

Preferirei, però, non entrare nel merito di queste questioni perché tendo a seguire altre strade per dibattere cioè quelle che si rifanno alle sane e leali disputationes della scolastica medievale. Mi limito solo a dire – ed in parte l’ho già riferito sopra – che i ‘falsi professionisti’ o coloro che non presentano la propria professione in maniera chiara, non sono affatto professionisti, ma soprattutto non sono professionalmente leali.