Come arrivare preparati a… Legion 2

aprile 5th, 2018 | by Luca Carotenuto
Come arrivare preparati a… Legion 2
Birdmen

Indovinate un po’? Tornano gli anni 80 e tornano dappertutto. Probabilmente ne avrete fin sopra i capelli di tutti questi insostenibili revival e se non avete capelli avrete come minimo la nausea. Ora capelli e nausea sono in effetti i due tratti distintivi di David “Legione” Haller, personaggio partorito da Chris Claremont e Bill Sienkiewicz nel 1985 sulle pagine dei “New Mutants”. I primi perché almeno nei fumetti sono notevolmente lunghi e vistosi, la seconda perché la nausea o comunque un certo senso di vertigine può cogliervi se non avete familiarità con le atmosfere psichedeliche del personaggio. Figlio del fondatore degli X-Men Charles Xavier e Gabrielle Haller una sopravvissuta all’Olocausto, David è un mutante di classe Omega vale a dire un super-umano con poteri quasi illimitati. Avete presente lo slogan di Ready Player One (di nuovo gli anni 80…) “il tuo limite è la tua l’immaginazione?”. Bene, nel caso di Legione non è solo uno slogan ma una descrizione accurata dei suoi poteri. La sua mente infatti è così potente da poter modificare la realtà a proprio piacimento. Unite questi poteri a una personalità schizofrenica e dissociata e avrete un personaggio narrativamente interessante ma di difficile gestione. Ad oggi l’unico individuo sul pianeta in grado di contenere tutta la sua potenza (narrativa) è stato Noah “Fargo” Hawley che nel 2017 in collaborazione con FX ha confezionato una prima psichedelica (e ottima) stagione dedicata al figlio di Xavier, con protagonista un talentuosissimo Dan Stevens e una splendida Aubrey Plaza come antagonista. Molto fumettistica e poco “fumettosa”, la serie ha avuto l’indubbio merito di mostrare al grande pubblico un lato dei fumetti Marvel poco conosciuto (anche perché poco mercificabile) di grande valore artistico e letterario. Un lato dei fumetti che ha inizio, dicevamo, proprio negli anni ottanta…

The New Mutants (1982-in corso)

Editorialmente parlando “The New Mutants” era un terreno di prova per i giovani talenti o “Young Guns” i quali avevano carta quasi bianca per sperimentare nuovi personaggi e nuove formule narrative che se poi avevano successo arrivavano sulle pagine delle testate principali. Ma in sostanza tutta la saga dei nuovi mutanti è uno scontro continuo tra padri e figli, tra la vecchia e la nuova generazione. Si esplorano i temi classici del disconoscimento dei padri e dei loro fallimenti e dell’inadeguatezza delle nuove generazioni di fronte ai problemi di una società frammentata. Di tutti i personaggi che meglio rappresentano questa lacerazione Legion è senza dubbio il meglio riuscito. Apparso per la prima volta nel 1985 sul numero 25 della testata (sebbene bisognerà aspettare il numero successivo per una prima storia completata a lui dedicata) David vive sull’Isola di Muir, un luogo fittizio a largo della Scozia. È tenuto sotto osservazione in un laboratorio dalla dottoressa MacTaggert e sua madre Gabrielle Haller (entrambe ex-fiamme di Xavier) ma la sua mente è intossicata da un misto di paura e risentimento che assume tre forme: una ragazzina festaiola, un giovane arabo e un cowboy. Queste tre entità si faranno chiamare “Legione” come la figura biblica posseduta da un esercito di demoni e Xavier dovrà lottare per conquistare la fiducia di un figlio che non ha mai saputo di avere. Una piccola curiosità: probabilmente per la prima volta in un fumetto (sicuramente la prima volta per un fumetto di supereroi) si parla di autismo. Così almeno la sua condizione viene descritta dalla madre di mutismo volontario e apparente anaffettvità.

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L’era di Apocalisse (1995-1996)

Papà voglio che tu sia fiero di me!” E finì da schifo. Questa in pochissime parole la trama dell’Era di Apocalisse, maxi saga durata più di un anno e spalmata su tutte le testate marvelliane anche non mutanti. L’Era di Apocalisse è un gigantesco “what if” nel quale il mondo è governato dal mutante semidio En Sabah Nur (Apocalisse per gli amici) e gli X-Men lottano per una parvenza di libertà. X-Men che in questa realtà sono stati fondati da Magneto in ricordo del suo amico deceduto Charles Xavier. Ma come è morto Charles Xavier? È presto detto: il futuro professor X viene ucciso per sbaglio da nientepopodimeno che suo figlio David, il quale tornato indietro nel tempo per uccidere Magneto, il futuro nemico giurato di suo papà al fine di realizzare il suo sogno di tolleranza tra umani e mutanti, finisce invece per uccidere il genitore e ciò creerà una serie di paradossi temporali che culmineranno nell’Era di Apocalisse. Almeno fino a quando il mutante Alfiere non interverrà per mettere le cose a posto. La serie merita una menzione speciale non solo per l’importanza data al personaggio di Legione (che poi ritornerà nel corso della serie) ma anche per i disegni di Joe Madureira, all’epoca poco più che ventenne e oggi un maestro indiscusso della nona arte.

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X-Men: Legacy (2012-2014)

Con X-Men Legacy si fa riferimento a una serie di testate aventi come protagonisti membri più o meno noti degli X-Men. Ma se parliamo della serie del 2012, che rientra nel mega rilancio editoriale “Marvel Now!” il personaggio in questione è solo uno: Legion. In questa serie, forse la più psichedelica mai realizzata, David è chiamato a confrontarsi con l’eredità del neo defunto padre. Un’eredità che lui sembra accettare di buon grado ma le sue ormai innumerevoli personalità, tenute prigioniere tra l’altro nella sua mente, sono di ben diverso avviso. Scritta da Simon Spurrier per i disegni di Jorge Molina, questa serie è forse la più difficile da leggere e probabilmente la più distante dai canoni del genere sebbene ci sentiamo di affermare con un buon grado di sicurezza che è forse quella che più di ogni altra ha fornito il materiale di partenza per la serie TV di Hawley.

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